domenica 27 novembre 2011

CONTEMPLAZIONE PER RAGGIUNGERE L'AMORE.(secondo Ignazio di Loyola)






La SEDUZIONE della CONTEMPLAZIONE PER RAGGIUNGERE L'AMORE secondo IGNAZIO DI LOYOLA.
Nota. È necessario premettere due osservazioni. La prima è che l'amore si deve porre 
più nei fatti che nelle parole.
[231] Seconda osservazione: l'amore consiste in un reciproco scambio di beni, cioè 
l'amante dà e comunica all'amato quello che ha o una parte di quello che ha o può, e a 
sua volta l'amato lo dà all'amante; in questo modo, chi ha scienza, onori, ricchezze, li dà 
a chi non li ha, e così reciprocamente.
La solita preghiera preparatoria.
[232] Il primo preludio è la composizione: qui sarà vedere me stesso alla presenza di 
Dio nostro Signore, degli angeli e dei santi che intercedono per me.
[233] Il secondo preludio consiste nel chiedere quello che voglio: qui sarà chiedere 
un'intima conoscenza di tanto bene ricevuto, perché, riconoscendolo interamente, possa 
in tutto amare e servire la divina Maestà.
[234] Primo punto. Nel primo punto richiamo alla memoria i benefici ricevuti: la
creazione, la redenzione, i doni particolari; esamino con molto amore quanto Dio 
nostro Signore ha fatto per me e quanto mi ha dato di quello che ha; poi ancora quanto 
egli desidera darsi a me, in tutto quello che può, secondo la sua divina disposizione. 
Quindi rifletto su me stesso, considerando che cosa è ragionevole e giusto che io, da 
parte mia, offra e doni alla sua divina Maestà, cioè tutte le mie cose e me stesso con 
esse, come chi offre con molto amore e dice:
"Prendi, o Signore, e accetta tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio intelletto, la mia 
volontà, tutto quello che ho e possiedo. Tu me lo hai dato; a te, Signore, lo ridono. 
Tutto è tuo: tutto disponi secondo la tua piena volontà. Dammi il tuo amore e la tua 
grazia, e questo solo mi basta".
[235] Secondo punto. Nel secondo punto osservo come Dio è presente nelle creature: 
negli elementi dando l'esistenza, nelle piante dando la vita, negli animali dando la 
sensibilità, negli uomini dando l'intelligenza; e così è presente in me, dandomi
l'esistenza, la vita, la sensibilità, l'intelligenza; inoltre fa di me un suo tempio, poiché 
sono creato a immagine e somiglianza della sua divina Maestà. Quindi rifletto di
nuovo su me stesso, come è indicato nel primo punto o in un altro modo che mi sembri 
migliore. Lo stesso farò in ciascuno dei punti seguenti.
[236] Terzo punto. Nel terzo punto considero come Dio opera ed è attivo per me in 
tutte le realtà di questo mondo, a somiglianza di uno che lavora: così, per esempio, nei 
cieli, negli elementi, nelle piante, nei frutti, negli armenti, e via dicendo, dando
l'esistenza, la conservazione, la vita, la sensibilità, e così via. Quindi rifletto su me 
stesso.[237] Quarto punto. Nel quarto punto osservo come tutti i beni e i doni discendono 
dall'alto: per esempio, la mia limitata potenza discende da quella somma e infinita di 
lassù, e così la giustizia, la bontà, la pietà, la misericordia, e via dicendo, come i raggi 
discendono dal sole, le acque dalla sorgente, e così via. Termino riflettendo su me 
stesso, nel modo indicato. Alla fine farò un colloquio e dirò un Padre nostro.

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