lunedì 28 novembre 2011

LA VOCE CHE SEDUCE




la voce che seduce è quella che produce emozioni. La seduzione della voce richiede il controllo della paralinguistica.

Stimolazioni uditive: le stimolazioni uditive si mettono in atto prevalentemente attraverso l’utilizzo della paralinguistica (volume e tono della voce, velocità della parlata). Anche la voce è uno strumento di attrazione e può essere valorizzata dalla donna.

1.       tono di voce: il tono di voce al di la delle mille sfumature possibili si può suddividere in due macro categorie, toni duri e toni dolci. Alcuni uomini sono inconsapevolmente attratti dai toni duri, altri dai toni dolci.
Per capire qual è la modalità giusta da utilizzare è necessario in prima istanza allenarsi in modo tale da imparare ad utilizzare entrambe le modalità di vocalizzazione ed, in seconda istanza, provare la modalità prestando attenzione ai segnali di rimando che si ottengono.
In caso di segnali di gradimento analogico proseguire con la stessa modalità tonale, in caso di segnali di rifiuto cambiare modalità.

2.       velocità della parlata: la velocità della parlata va adeguata alle modalità prevalenti di percezione sensoriale utilizzata dall’interlocutore.
Con persone prevalentemente visive utilizzare una parlata veloce, con persone prevalentemente uditive utilizzare una velocità media, con persone prevalentemente cenestesiche utilizzare una parlata lenta.

3.       Volume della voce: in linea di principio volumi elevati vengono giudicati logicamente penalizzanti, volumi di voce bassi vengono giudicati logicamente gratificanti. Pertanto il volume della voce va modulato sulla base degli effetti che si intendono perseguire.
Imparando a gestire il tono di voce ci si renderà conto che in alcune circostanze potremmo ottenere anche dei segnali di gradimento emotivo su volume delle voce alto-penalizzante.
Questo può verificarsi in quanto l’istanza emotiva non distinguendo il piacere dalla sofferenza ma riconoscendo e cercando soltanto la “tensione” emozionale non ha nessuna difficoltà ad agganciarsi in alcuni casi a chi produce tensioni, anche se vogliamo paradossalmente a tensioni riconosciute come negative dalla sfera logico – razionale.

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