lunedì 14 novembre 2011

SINCERITA' E MENZOGNA


SINCERITA' E MENZOGNA





SINCERITA' E MENZOGNA sono correlati a risposte fisiologiche precise.
decodificarle è molto utile in AMORE e nella SEDUZIONE
Si dice che le bugie hanno le gambe corte, questo detto però non sempre
corrisponde al vero, ci sono infatti persone molto abili nel dissimulare il
loro pensiero, persone che riescono a mentire in modo sfacciato, veri
“professionisti della menzogna”.
Sono stati fatti numerosi studi per riuscire a cogliere l’essenza della bugia,
cioè tutti quei segnali che possano indicare che il nostro interlocutore non
è sincero.
Riuscire a decodificare i segnali della bugia ovviamente è utilissimo in
moltissimi settori, da quelli privati, soprattutto nel campo sentimentale, ma
anche in quello lavorativo, politico, della investigazione, ecc.
Tra la tanta letteratura che si trova sull’argomento studi interessanti sono
stati realizzati da Paul Ekman, docente di Psicologia alla University of
California.
Iniziamo ad analizzare quelle che sono le tattiche che utilizzano,
consciamente od inconsciamente i più agguerriti mentitori.
Imparare queste tattiche ci può essere utile sia per smascherare le bugie,
sia, ogni tanto serve, per imparare a dirle senza farsi sgamare.
Dissimulare le emozioni
I mentitori devono innanzi tutto imparare a dissimulare le emozioni che
provano.
Il modo migliore per farlo è quello di “mettersi una maschera”, cioè
fingere un’emozione diversa.
La maschera più utilizzata in assoluto è il sorriso.
I sorrisi non sentiti, “forzati” vengono però percepiti a livello inconscio,
per cui se vogliamo imparare a diventare bravi bugiardi dobbiamo
allenarci a sorridere in modo naturale, anche quando si tratta di un sorriso
dissimulato.


Per fare questo si può iniziare ad immedesimarsi in situazioni in cui
abbiamo sorriso di gusto ed ancorarci a queste situazioni, in modo che al
momento opportuno potremmo “gettare l’ancora” e sfoggiare a piacimento
un sorriso smagliante.
Un’altra maschera molto utile per dissimulare le proprie emozioni che
dobbiamo imparare a padroneggiare è il pianto, molte utile se siamo
donne, se invece siamo uomini è da usare con moderazione, se impariamo
a calibrarlo si rivelerà molto utile soprattutto se impariamo ad usarlo con le
donne.
Ovviamente se l’allenamento per imparare a sorridere a comando può
richiedere un certo tempo ed un certo allenamento imparare a piangere
richiede senza dubbio un allenamento più intenso, ma sarà sicuramente
tempo speso bene.
Per imparare a farlo bene è necessario usare un sistema simile a quello del
“metodo Staniwlawnski” usato dagli attori, bisogna cioè, per piangere
calarsi in un ruolo od in una situazione in cui il pianto è un evento
normale.
Possiamo ad esempio pensare alla scena di un film che ci ha commosso
particolarmente facendoci piangere.
Dobbiamo imparare ad entrare dentro questo film, pensare al film dopo un
po’ di tempo diventerà un ottimo ancoraggio al pianto.
Utilizzando questo sistema superata la fase di allenamento avremo un
sistema per poter fare emergere le lacrime quando avremo l’esigenza di
farlo, cioè per dissimulare un’altra emozione o per riuscire a fare breccia
nell’emotività che ci interessa, in particolari circostanze le lacrime ci
possono servire per avvalorare quello che stiamo dicendo e quindi essere
credibili.
Lo stesso metodo può essere usato anche per rendere il sorriso reale.
Sorridere è facile, ma se il sorriso non è sentito viene percepito dalla parte
emotiva del nostro interlocutore e quindi corriamo il rischi di venire
etichettati come persone “false” o ancora peggio come manipolatori.
È quindi importanti imparare a rendere vero il sorriso.
Per fare questo possiamo anche in questo caso il metodo illustrato in
precedenza.
Dobbiamo cioè richiamare alla mente, non en pasant ma in modo vivido,
un’immagine e le sensazioni di una situazione in cui abbiamo realmente
vissuto una situazione di sano divertimento, immedesimarsi ad esempio


nella situazione di un film che ci ha fatto particolarmente divertito od una
situazione analoga vissuta nella realtà.
Con questo sistema il nostro sorriso sarà reale, anche se non riferito alla
situazione che stiamo vivendo in quel momento, ma comunque verrà
percepito dall’emotività del nostro interlocutore come sincero e questo ci
consentirà di conseguire il nostro obiettivo.

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