martedì 20 dicembre 2011

LA FAVOLA DELL'AMORE



LA FAVOLA DELL'AMORE


LA FAVOLA DELL'AMORE  è un'illusione.
L'amore può svilupparsi se parte da una corretta gestione delle emozioni e della SEDUZIONE
La tendenza all'attaccamento è uno dei maggiori ostacoli all'amore ed è la principale fonte di illusione. La scelta di un partner, se non si impara a gestire le emozioni, non è lasciata al nostro libero arbitrio. C'innamoriamo di una persona solo quando incontrandola abbiamo già dentro di noi un immagine idealizzata. Prima costruiamo e poi proiettiamo sull'altro. Qundi non amiamo ciò che è, ma ciò che immaginiamo essere.
 Infatti nella FAVOLA DELL'AMORE noi non vogliamo solo trovare qualcosa dell'amore originario verso i nostri genitori, ma perseguiamo anche una compensazione di ciò che non abbiamo avuto o di cui ci si è stato privato durante l'infanzia da genitori non attenti alle nostre esigenze affettive, o talvolta addirittura “ostili” o qualche volta anche “cattivi” nei nostri confronti. Conseguentemente chiediamo al nostro amore, in maniera più o meno conscia, di provvedere a riempire i vuoti affettivi del nostro passato o a porre rimedio alle ferite affettive infelici
Alcune volte queste richieste vengono poste come l'altra faccia di una medaglia: cerchiamo di sopperire o guarire lui , per sopperire o guarire noi. Ciò avviene, per esempio, nella codipendenza.



Già l’espressione “fare l’amore” è ambigua .
Si parla dell’incontro dei cuori o dei genitali?
I due organi, purtroppo non sempre pulsano in armonia.
L’amore ablativo che implica generosità spesso sfuma in emozioni che nulla hanno a che fare con il
sentimento originario: nel narcisismo o nel possesso.
Nella storia di EROS e di AGAPE si alternano in continuazione due diverse concezioni:
quella dell’amore inteso come forza vitale e quella che si riferisce all’oggetto al quale si rivolge.
Per addentrarsi nel mondo dell’amore spesso ci si rifà al concetto di bene e di male e per far questo
al rapporto tra Caino ed Abele, fratelli ma diversi, che incarnano gli stereotipi del bene e del male.
M a guardarli meglio si scopre che la bontà di Abele è anche la sua debolezza metra la cattiveria di
Caino è anche la sua forza.
La nostra mente logica ha una natura binaria:
attività-passività
bene-male
forza debolezza
coraggio-viltà
bellezza-bruttezza
Guardando meglio però si può scoprire che il coraggio può nascondere l’incapacità di vivere una
vita normale, la viltà può rivelarsi una sana prudenza.
L’attività può diventare frenesia e la passività introspezione
.
Tutto è relativo.
La stessa eiaculazione precoce.
Se la donna ha una risposta sessuale rapida anche se lui termina in 30 secondi non ci sarà motivo di
lamentarsi, mentre anche se lui dura 30 minuti ma lei ha una risposta ritardata ci sarà motivo di
lamentarsi.
C’è chi pensa che l’amore sia dotato di una potenza senza limiti , di una forza inarrestabile.
Ma perché allora tanti insuccessi e tante crisi di identità?
C’è chi vede l’amore come una favola per adulti, quasi una forma pubblicitaria.
Ma almeno nella pubblicità è chiaro che il rapporto è asimmetrico ed interessato: un aparte vuole
guadagnarci.

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