martedì 13 dicembre 2011

LA FISICA DELL'AMORE


LA FISICA DELL'AMORE



LA FISICA DELL'AMORE  e della SEDUZIONE sfrutta le scoperte della FISICA QUANTISTICA, dalla quale anche L'INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE ha preso degli spunti. Impararne le regole ti consentirà di conquistare l'amore che desideri.

Per dare una risposta al quesito di che cosa impedisca al singolo individuo di
percepire la realtà quantistica entro cui è inserito, viene ipotizzata l’esistenza di tre
particolari forze, denominabili limitatori biologici, che svolgono la funzione cerebrale
di filtrare e ridimensionare la percezione della realtà in modo tale da poterla rendere
comprensibile. Essi sono: la fessura tempo, che regola la percezione del tempo in
modo unidirezionale e costante; il muro personale, che crea il senso di isolamento
individuale dando vita alle diverse espressioni dell’ego; il muro stocastico, che regola
la sensazione del libero arbitrio.
La motivazione per cui la maggior parte degli esseri umani condivide la stessa
visione del mondo, è dovuta all’esistenza di un consenso comune inconscio, ossia una
condivisione collettiva del modo di percepire la realtà insita nella Mente Universale
della specie umana. Ogni individuo crea e mantiene in piedi la costruzione di questa
realtà costantemente ed inconsapevolmente attraverso il suo contatto non localizzato
simultaneo con tutti gli altri individui.
Dal punto di vista della fisica quantistica, ad ogni pensiero o immagine mentale
corrisponde una particolare frequenza energetica .

La natura dell’essere umano può essere compresa solo
in una chiave di interconnessione mente-corpo.
Vengono superate le concezioni di spazio e tempo assoluti e indipendenti tra loro
in favore di una realtà spaziotemporale a quattro dimensioni, in cui la sensazione
comunemente condivise di spazio e tempo corrispondono solo a coordinate di
riferimento che il cervello utilizza per costruire la propria mappa mentale, e quindi
approssimativa, della realtà che lo circonda e di cui egli stesso fa parte.
Successivamente, la fisica quantistica abbatte definitivamente l’utopia di una realtà
oggettiva. La natura di ogni fenomeno osservato è inevitabilmente soggettiva e varia
in relazione al colui che la percepisce; per questo motivo i fisici Bohr e Heisenberg
modificarono la terminologia utilizzata nell’ambito delle ricerche scientifiche,
sostituendo la parola osservatore con partecipatore. Essi giunsero anche alla
conclusione che esiste un’intrinseca inadeguatezza del linguaggio nella descrizione
dei fenomeni, per cui la comprensione della realtà quantistica è essenzialmente
esperienziale e difficilmente formulabile attraverso la razionalità e la logica.
Il concetto di campo della fisica classica viene riconsiderato e ampliato attraverso
l’ottica della fisica quantistica, dando vita al cosiddetto campo quantistico, l’entità
fisica fondamentale alla base della realtà universale. Tale campo è un’entità
continua e presente ovunque nello spazio e le particelle non sono altro che
condensazioni locali della sua energia. La sua principale caratteristica si ritrova nel
principio di non località, secondo cui parti lontane di uno stesso sistema
interagiscono tra loro istantaneamente con una velocità di comunicazione continua ed
istantanea. A partire dal principio di non località sono sorti tutti i successivi metodi
di interpretazione della realtà e della natura umana.
Il neurofisiologo Pribram e il fisico Bohm hanno recentemente unito i risultati
delle loro ricerche per dar vita ad un’interpretazione della realtà che si avvale di
un’analogia con il fenomeno olografico, per cui tale visione prende il nome di
paradigma olografico. Tale paradigma svela che la realtà comunemente percepita


(realtà esplicita) è l’ologramma, o proiezione olografica, di una realtà energetica non
localizzata situata ad un livello più profondo (realtà implicita) che il cervello filtra ed
interpreta costantemente per renderla razionalmente comprensibile.
Il biologo Sheldrake focalizza invece le sue ricerche nell’ambito più
specificatamente biologico, individuando un particolare tipo di campo quantistico
soggiacente ad ogni specie animale, essere umano incluso, che ne guida l’evoluzione
fornendo tutte le informazioni necessarie. Tale campo viene chiamato campo
morfogeno, e il processo attraverso il quale opera si ritrova a livello subatomico,
funzionando come restrizione sulla moltitudine di eventi probabili e indeterminati che
si possono verificare all’interno dell’evoluzione di una specie.
Il fisico Henry Margenau parte dalla considerazione che la realtà è un unico grande
sistema all’interno del quale possono essere estrapolati un’infinità di altri sistemi
minori; la loro considerazione dipende dal tipo di studio che si vuole effettuare.
Anche l’essere umano è un sistema al cui interno vivono altri sistemi più piccoli
(come le cellule) ed è egli stesso inserito in un sistema più ampio, chiamato
organismo Uomo. Vi è quindi una Mente Universale più vasta di cui la mente
individuale è solo un sottosistema; tale ipotesi è una convalidazione, attraverso la
fisica moderna, dell’Inconscio Collettivo proposto da Carl Gustav Jung. La natura di
un individuo e la genesi delle sue malattie possono essere comprese solo
considerando il suo rapporto con l’intera specie di cui fa parte.
Così come ogni azione o movimento energetico compiuti da una cellula si
ripercuotono sull’organismo entro la quale è inserita, modificandone l’intera
configurazione, anche ogni atteggiamento e comportamento di un singolo essere
umano provoca inevitabili conseguenze sull’intera specie umana, sia esso di ampia
portata o minimamente rilevante. L’analogia cellula-uomo permette dunque di
comprendere che ogni malattia è portatrice di un messaggio, in quanto saranno una
concomitanza di forze del sistema in cui si è inseriti a regolare lo stato di salute
dell’individuo, attraverso un principio omeostatico.

Nessun commento:

Posta un commento