venerdì 13 gennaio 2012

LA SEDUZIONE DELLA MEDITAZIONE



LA SEDUZIONE DELLA MEDITAZIONE

La parola meditazione è una parola molto usata, abusata, e male interpretata così come la parola SEDUZIONE.
Meditazione e seduzione implicano ARMONIA INTERIORE.
Il concetto si riferisce a uno stato che va oltre l’intelletto pensante: come si può tradurre questo in parole? "Meditare" suona come se si riferisse a un'azione, a qualcosa che si "fa". Tuttavia la meditazione è qualcosa che si risveglia, che è rivelato, quando non si sta facendo assolutamente nulla. "Pensare" la mente in meditazione è impossibile quanto lavare il sangue con il sangue. 
La mente è come uno splendido lago la cui superficie risulta,  sovente increspata da capricciose e imprevedibili onde pensiero che l'agitano rendendola opaca. Se pazienti a sufficienza quel rimescolamento che genera inquietudine e irrequietezza svanirà, da sé, gradualmente, sino a rivelare la vera natura super-mentale e incontaminata del lago della coscienza. Per realizzare questo tipo di meditazione devi, dunque, fermarti, soprattutto interiormente.


La meditazione potrebbe essere definita come "presenza non identificata", un "riposare alla fonte della coscienza", prima che essa prenda la forma degli oggetti della percezione, i pensieri o le sensazioni. Essere in quel luogo è pura benedizione. Significa riposare nel proprio centro. Qualsiasi tentativo di fare qualcosa allontana la mente da questa beatitudine. 
Vi sono centinaia di tecniche di meditazione, che si trovano in tutte le parti del mondo. Tutte queste tecniche sono modi indiretti per far sì che il flusso dei pensieri si fermi. La meditazione, quindi, è piuttosto un'arte che una tecnica. E’ più un'attesa che un tentativo di fare qualcosa. E’ l’arte di sedurre la mente ad entrare nel proprio silenzio interiore, nella pace e nella chiarezza che sono sempre presenti ma che hanno bisogno di essere rivelate, realizzate. 

Le prospettive che offre la meditazione sono innumerevoli. Così come il suo ambito non può esser confinato alla sola religiosità, ma spaziare da una visione prettamente spirituale ad una essenzialmente laica, essa favorisce relax, benessere, efficienza, serenità.

La meditazione si propone come ricerca soggettiva di una verità che non può essere definita, racchiusa o circoscritta. Una verità che non è appannaggio di nessuno in particolare, ma appartiene a tutti gli esseri senzienti in quanto tali.

Le radici culturali della meditazione non sono esclusivamente orientali, essa non è solo un metodo per realizzare il cosiddetto tradizionale risveglio.

Naturalmente la nostra meccanica psico-fisica mantiene i suoi processi: sensazioni, pensieri, ecc. Ma, in questo esercizio, tali processi avvengono esternamente al nostro stato di consapevolezza. Come se noi fossimo dentro la nostra stanza fatta di pareti di vetro e fuori potessimo vedere ciò che accade: 
il pensiero x, il flusso del respiro, il ricordo y, la sensazione z, ... 
Quindi non si mettono a tacere i fenomeni, semplicemente si sposta l'osservazione sull'osservatore stesso. Ovviamente l'osservatore stesso, in quanto tale, è vuoto 
rispetto ai fenomeni e quindi permane in questa condizione di unità, vuotezza, 
pulizia, di grande stabilità. Il fenomeni vengono lasciati a se stessi, nel loro accadere, 
ma essendo la consapevolezza ripiegata su di sé, non sottopone i fenomeni 
a cogitazione, a valutazione, a giudizio: non viene resa ostaggio del tal o talaltro fenomeno. 

Se si svolge questo esercizio correttamente, si ha la sensazione di muoversi 
sul filo di un rasoio. Basta un attimo di uscita dal centro, che cadiamo. 
E infatti è proprio così: bisogna addestrare questa capacità di mantenersi 
in uno stato di equilibrio continuato e vigilantissimo. 

È difficile, e forse impossibile, descrivere la condizione in cui ci si viene a trovare 
durante questa pratica meditativa: stabilità, equilibrio, unità, silenzio
Una condizione nella quale, potremmo dire, non vi è nulla, eppure tutto continua 
per la sua strada. Uno stato che appare come particolarmente rigenerante. 

La meditazione è vita che fluisce liberamente e spontaneamente e che si attualizza quando riesce a coniugare il silenzio rigenerante del raccoglimento interiore al rapporto naturale con gli altri.
 
Puoi trovare un partner in maniera consapevole, deliberata. Il tuo amore diverrà più profondo e altrettanto avverrà con la meditazione, e viceversa: la meditazione fiorirà e con lei fiorirà l’amore. Ma sarà su un livello totalmente diverso.
Purtroppo la maggior parte delle coppie non è affatto assieme in meditazione: non si siedono mai insieme in silenzio per un’ora, solo per sentire la consapevolezza dell’altro.

Litigano o fanno l’amore, ma in entrambi i casi sono in relazione con il corpo, con la parte fisica, la biologia, gli ormoni. Non sono in contatto con l’essenza più intima dell’altro: le loro anime rimangono separate.
Nei templi e nelle chiese e nei municipi si sposano solo i vostri corpi; tra le vostre anime rimangono chilometri di distanza. Mentre fai l’amore con il tuo partner, neppure in quei momenti sei presente, nè lo è l’altro. Forse l’uomo pensa a Cleopatra, o a qualche attrice del cinema. E forse è per questo che ogni donna tiene gli occhi chiusi: per non vedere il volto del marito, per non essere disturbata.

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