domenica 15 gennaio 2012

TIPI DI RELAZIONE



Cosa sono i tipi di relazione?
Nei tempi di amori trovati su internet vale la pena chiederselo
La relazione può essere complementare o simmetrica.
Nelle relazioni interpersonali , nell'amore e nella seduzione ci sono spesso alternanze di relazione.
Questo assioma si riferisce ad una classificazione della natura delle relazioni che le suddivide in relazioni basate sull’uguaglianza oppure sulla
differenza. Nel primo caso si parla di relazioni simmetriche, in cui entrambi i partecipanti tendono a rispecchiare il comportamento dell’altro (ad es. nel caso della diade dirigente-dipendente), nel secondo si parla di relazioni complementari, in cui il comportamento di uno dei comunicanti completa quello dell’altro (ad es. tra due dipendenti o tra due dirigenti). Nella relazione complementare uno dei due comunicanti assume la posizione one-up (superiore) e l’altro quella one-down (inferiore); i diversi comportamenti dei
partecipanti si richiamano e si rinforzano a vicenda, dando vita ad una relazione di interdipendenza in cui i rispettivi ruoli one-up e one-down sono
stati accettati da entrambi (ad es. le relazioni madre-figlio, medico-paziente, istruttore-allievo, insegnante-studente). Va da sé, comunque, che”i modelli di relazione simmetrica e complementare si possono stabilizzare a vicenda” e che “i cambiamenti da un modello all’altro sono importanti meccanismi omeostatici”. E’ fondamentale, per andare avanti, avere chiaro il concetto che le relazioni simmetriche e quelle complementari non devono assolutamente essere equiparate a “buona” e “cattiva”, né le posizioni one-up e one-down vanno accostate ad epiteti quali “forte” e “debole”; si tratta solo di una suddivisione che ci permette di classificare ogni interazione comunicativa in
uno dei due gruppi. In ogni relazione simmetrica è presente un rischio potenziale legato allo sviluppo della competitività; accade così che, quando in
un’interazione di tipo simmetrico si perda la stabilità o sopraggiunga una
situazione di disputa o litigio, si possa verificare un’escalation simmetrica da cui ci si può aspettare l’instaurarsi di uno stato di guerra più o meno aperto (o scisma) e un rifiuto reciproco del Sé dell’altro da parte dei due partecipanti.
Tipico in questo caso è il conflitto coniugale che s’instaura con la persecuzione di un modello di frustrazione da parte dei due coniugi. I problemi legati alle relazioni complementari si hanno, ad esempio, quando uno dei comunicanti chiede la conferma di una definizione del Sé per cui il partner si trova costretto a cambiare la propria; ciò si rende necessario perché, all’interno di una
relazione complementare, una definizione del Sé si può mantenere solamente
se il partner assume un ruolo complementare. Uno dei rischi possibili è che a
una richiesta di conferma del Sé corrisponda una disconferma, che porta ad un
crescente senso di frustrazione e disperazione in uno o in entrambi i partecipanti. A volte, inoltre, capita che certi individui sembrino molto ben 
adattati al di fuori del contesto comunicativo con il partner e solo osservati
insieme al loro “complementare” mostrino la patologia della loro relazione con
esso. A questo proposito è perfettamente calzante la teorizzazione della “folie à deux” ad opera di due psichiatri francesi, Lasègue e Falret, pubblicata nel
1877.

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