lunedì 6 febbraio 2012

AMORE SIMBIOTICO




L'amore simbiotico è il canto del cigno della seduzione.

La simbiosi umana, è una forma di pensiero che determina un tipo di comportamento di stretta dipendenza. Per esempio si parla di relazione interpersonale simbiotica, come l'amicizia simbiotica, l'amore simbiotico o un matrimonio simbiotico, quando una persona o entrambe dipendono dall'altra persona, al punto da stare male o morire, quando l'altra persona si allontana o viene a mancare.
nell'amore simbiotico i due partners vivono in simbiosi e nella coppia non ci sono spazi di autonomia personale

La mentalità simbiotica o propensione simbiotica del carattere o in breve, simbiosi si instaura nelle fasi precoci dello sviluppo infantile sulle quali si struttura la personalità adulta, a causa di una mancata differenziazione del sé dalla madre, nel rapporto materno-infantile.
Le conseguenze della simbiosi nell'età adulta sono problemi di tristezza, legati al sentirsi mancanti di una parte vitale, e delle modalità di comportamento, degli atteggiamenti mentali, dell'attitudine a superarli.

L’amore viene spesso associato all’idea di “diventare una cosa sola”. Partendo da questo desiderio di unità, concetti come “essere autonomi”, “essere lontani”, “distanziarsi” appaiono l’esatto contrario dell’amore e sono vissuti come una minaccia per il rapporto. 
Al contrario l’amore simbiotico è la vera minaccia per la relazione di coppia. Il modello simbiotico di relazione trasforma il rapporto in una prigione, in una gabbia dorata perché pretende, incosciamente, subdolamente che uno dei due soggetti o entrambi rinuncino al loro Essere.
Abbiamo detto che l’amore maturo preserva l’integrità e l’autonomia di ogni partner, non annulla un partner a beneficio dell’altro, ma  consente a ciascuno dei due di sentirsi  realizzato nelle sue 
potenzialità, rispettato nelle sue esigenze. 
Invece l’unione simbiotica non rispetta l’integrità e l’individualità di ogni partner ma è sempre una tensione a rendere prigioniero l’altro, a togliergli la libertà o mettere l’altro in uno  stato di continua dipendenza.


 In realtà, infatti, entrambi, malgrado tutta l’unità e l’unione di questo mondo, restano individui separati e senza che se ne accorgano la loro individualità cerca in tutti i modi di farsi valere. Questo processo può portare allo scoppio di furibondi litigi , oppure può portare la sessualità a non trasmettere più gioia. I rapporti sessuali che sopravvivono molte volte vengono messi in atto solo per senso del dovere e poiché il più delle volte l’esperienza è frustrante si moltiplicano i motivi per “amarsi” sempre meno. 
Gli indipendenti non hanno di queste ansie. Con il partner condividono l’amore, la vita quotidiana, ma per il resto stanno in piedi da soli. Anzi, a volte rifiutano i servigi dell’altro proprio per mantenere la loro indipendenza, che però può sconfinare in freddezza e lontananza, offendendo l’altro
I partner si coinvolgono e si seducono, si relazionano nella tenerezza e nella fiducia più assoluta. Realtà queste che possono non  realizzarsi fin da subito, ma che vanno realizzate e coltivate se si desidera veramente un rapporto intimo. Altrimenti subentrerà la separazione di fatto.
L'intimità di una relazione esige che ciascuna persona sappia, prima di tutto,  trovarla in se stessa, cioè sappia convivere, sostanzialmente, coi propri istinti, pensieri, valori; sappia integrarli per poterli scambiare con l'altro, ovviamente non si pretende che l'integrazione sia perfetta, ma che ci sia un impegno perchè si realizzi con sè e col partner. Chi scappa da sè, perchè ha dentro l'angoscia, scapperà anche dall'altro.

Non dico che non si debba mai piangere col partner, non ci si debba confidare o chiedere conforto, ma questo deve essere un avvenimento saltuario, eccezionale, come un fatto grave, una ferita vera. A volte poi un buon amico può essere un miglior confidente del partner in quanto appartenente al tuo stesso sesso, a volte un padre può essere un miglior insegnante, a volte tu stesso puoi essere il tuo miglior consigliere.

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