domenica 5 febbraio 2012

L'EVOLUZIONE DELLA SEDUZIONE


EVOLUZIONE DELLA SEDUZIONE



Come tutte le caratteristiche dell'uomo anche la seduzione e la capacità di seduzione ha avuto un'evoluzione.
L'EVOLUZIONE DELLA SEDUZIONE si è manifestata nel corso del tempo, dall'ominizzazione in avanti.

Il termine “seduzione” è un composto di “se” e “ducere”, condurre a sé l'altro. Si seduce per conquistare l’ammirazione, la stima, l’amore di altre persone e in generale per suscitare sentimenti positivi nei confronti degli altri.
  

  La seduzione è un’esperienza straordinaria e magica in cui mettiamo in gioco noi stessi in modo totale.
La seduzione è un processo di coinvolgimento emozionale e non riflessivo, che scaturisce come reazione a particolari stimoli che il seduttore ha opportunamente e consapevolmente inviato.

 È un’arte raffinata, un’operazione ad alto rischio, una sfida entusiasmante, coinvolgente, vitale. È la capacità di attrarre e di conquistare cuore, mente e corpo di un altro, fino a poco prima estraneo.
Il mito della seduzione si ritrova nella Bibbia ed è la seduzione del diavolo verso Eva e successivamente di Eva verso Adamo.
All’inizio della sua storia dell'uomo primitivo, quando abitava nelle caverne, l’uomo non viveva grosse passioni, legate all'innamoramento ed alla seduzione. Soffriva il mal di denti, non essendoci dentisti a quei tempi, coliche di vario tipo, dolori indescrivibili per le ferite riportate nella lotta con gli animali o con i suoi simili, ma non crediamo che patisse grossi turbamenti sentimentali.
Noi qui non vogliamo fare un discorso sulla "sensibilità". E’ verosimile pensare che i livelli di sensibilità fossero effettivamente inferiori a quelli dell’uomo moderno, anche perché la sensibilità è un privilegio che in certi momenti non ci si può permettere Ma quello che vogliamo capire è il perché. Una prima ipotesi interpretativa che ci viene in mente è che, se è vero che i sentimenti sono derivati pulsionali, l’uomo primitivo non poteva avere sentimenti forti e differenziati per il semplice fatto che egli viveva prevalentemente le pulsioni, appunto, e non i suoi derivati. Certo, non viveva bene in questo modo ma forse non vive bene neanche l’uomo moderno, per motivi speculari a quelli dei suoi antenati.
L’uomo d’oggi, da qualche tempo- ognuno interpreti come preferisce, per esempio da qualche secolo- vive poco le pulsioni e molto, perfino troppo in qualche caso, i derivati pulsionali come l'innamoramento e l'esigenza di coinvolgere e sedurre
Il sottile gioco dellla seduzione è da sempre presente in ogni forma dell'esistere: è l'eterna molla della vita, nel bene e nel male, nonostante i cambiamenti che la concezione della seduzione ha incontrato nel corso dei secoli. Secondo Kirkegaard i Greci non avevano cognizione della seduzione. La visione cristiana identifica invece la seduzione con il diavolo. Il verbo sedurre prende il significato di ingannare, deviare: Satana diventa il re dei seduttori.
Durante il medioevo la seduzione trovò poco spazio. L'Amore era il principio che muoveva il mondo, ma era l'Amor Sacro a prevalere sull'Amor Profano: l'innamorato non doveva cedere ai sensi ma alla forza spirituale.
Nel Seicento la seduzione si avvicinò molto all'estasi: l'amore non ascende dal corpo ma vi discende tumultuosamente fino a provocare l'appagamento e l'estasi.
La seduzione raggiunse il suo massimo spendore nel Settecento, perdendo il suo significato originariamente negativo e suscitando grande interesse. Cambiarono le leggi del bello: il bello diventa relativo ed il gusto è soggettivo. Questa è l'epoca dei grandi seduttori, dall'inappagabile Giacomo Casanova, alla ricerca unicamente del piacere dei sensi, al più cinico Don Giovanni, proiettato verso l'esibizionismo ed il successo sociale.
C'è un passaggio fondamentale per la comprensione della nuova figura che va delineandosi nell'Ottocento, la "seduttrice": la posizione del marchese di Sade (seduttore secondo l'accezione originaria ovvero corruttore). L'arte seducente e seduttiva del rococò, molto lineare, evolve in una più complessa forma di seduzione e la donna -la femmina fatale del decadentismo- si trasforma in una femmina vampiro (Baudelaire) il cui fascino è quello della sera.
La vera seduzione non si esercita nel soddisfare il desiderio ma nel suscitarlo. Sempre durante il romanticismo vediamo emergere un nuovo tipo di seduttore che fa della propria raffinata eleganza trasgressiva uno strumento di seduzione intellettuale, il dandy. Lord Brummel ne è l'inventore all'inizio del secolo ed Oscar Wilde porta l'idea alle estreme conseguenze alla fine del secolo. Nell'estetismo di fine secolo è intesa solo come principio generale di fascinazione e ridotta ad essenza dell'estetica e dell'arte. La seduzione in questo periodo è rivolta unicamente a provocare un interesse ispiratore sull'artista.



Ecco alcuni atteggiamenti che favoriscono la capacità di seduzione:

Essere ottimisti
Tra i nostri conoscenti, in genere preferiamo incontrare quelli più ottimisti, le persone che sembrano sempre di buon umore nonostante i problemi. Non certo i musoni, quelli all’insegna del “pessimismo e fastidio” che, come aprono bocca, vi rovesciano addosso una caterva di malanni esistenziali: dalle loro cefalee alle malattie dei parenti, dalle liti col partner alla disastrosa situazione del mondo. Insomma: a tutti, noi comprese, piacciono le persone positive. E allora sforziamoci di esserlo.
Usare un linguaggio persuasivo
Molto importante quando vogliamo sedurre una persona è dare una struttura completa alle nostre frasi: dobbiamo riuscire a soddisfare sia la parte logica sia la parte emotiva del potenziale partner.

Si può fare in questo modo: parliamo di un argomento, diamo le nostre motivazioni (parte logica), e citiamo degli esempi (parte emotiva).
 Sorridere
Le persone più attraenti sono quelle che sfoggiano sorrisi luminosi. Un sorriso fa sentire agli altri che li accettiamo: perciò, quando diciamo qualunque cosa, facciamolo con un sorriso e gli altri si sentiranno più a loro agio. Un sorriso rivela che siamo felici, che ci sentiamo sicuri di noi, che abbiamo piacere di parlare con chi ci sta di fronte e che ci teniamo a stabilire un contatto.

 Manifestate felicità

Il modo migliore per colpire qualcuno non è parlare di noi, ma dimostrargli quanto ci ha colpito lui. Del resto, anche il nostro atteggiamento è sempre influenzato dall’atteggiamento altrui: se una persona ci saluta, ci viene istintivo salutarla. Anche a noi piace vedere che qualcuno è molto felice di averci incontrato: basti pensare all’effetto che fa rientrare a casa ed essere accolti da un cagnolino o da un gatto che ci fa le feste. Impariamo da loro. Fate le “feste” a chi vi interessa.
Modulare la voce
La nostra voce è forse la più efficace di tutte le armi che abbiamo a disposizione. Una voce affascinante può conquistare chiunque, e sopratutto può aiutarci quando inseriamo dei comandi nascosti all'interno di una frase.

 Si chiama tecnica del "sotto testo": consiste nel visualizzare le parole che stiamo dicendo, all'interno della nostra mente. In questo modo il nostro tono sarà rafforzato e trasmetterà maggiore sicurezza, avrà un impatto più forte.

 Sapere ascoltare

Il vero seduttore non tanto chi sa parlare di mille cose. Ma chi sa far parlare soprattutto l’altra persona. Chiunque si sente gratificato se incoraggiato a parlare di ciò che gli sta a cuore. Quindi: restate in silenzio, non gesticolate (l’irrequietezza fisica sottointende disinteresse), tenete gli occhi fissi sull’interlocutore, non esprimete giudizi. Trovare qualcuno che sappia davvero ascoltarci, senza pensare ai fatti suoi mentre noi parliamo, è un’esperienza rarissima: se riuscirete a farla provare a qualcuno, ve ne sarà grato per tutta la vita.

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