domenica 12 febbraio 2012

SUPERA LA PAURA DI PARLARE IN PUBBLICO





Parlare in pubblico” ha sempre rappresentato per alcune persone una difficoltà insormontabile anche in presenza di una buona conoscenza dell’argomento da trattare.
Per superare la paura di parlare in pubblico dobbiamo imparare la seduzione da mettere in atto verso se stessi imparando le TECNICHE DI SEDUZIONE SU SE STESSI ed ovviamente la seduzione verso gli altri.


Quali sono le motivazioni alla paura di parlare in pubblico?

Timidezza?
Sicuramente vero se la timidezza è un senso abituale di disagio provocato da timore e pudore, disagio che dà luogo a un comportamento esitante, impacciato e scontroso.
Vengono in aiuto le Fantasie Guidate che servono per vincere la timidezza, per creare nuove abitudini con prove mentali di immaginazione creativa: provando e riprovando il comportamento desiderato, che in questo caso è il “parlare in pubblico”, la Persona supera ansia e tensioni e, finalmente, mette in atto il nuovo comportamento sotto la spinta di un automatismo inconscio.
Ma nel caso del “parlare in pubblico” la Persona deve riuscire a coniugare nella stessa comunicazione il modulo digitale e quello analogico, che sono presenti nella natura umana. E allora, perché mai tanta esitazione in un compito di sintesi simultanea che è in grado di fare ?
Perché la Persona non deve solo trasmettere informazioni (messaggio digitale) ma anche le sue emozioni(messaggio analogico) e sono proprio le emozioni che vanno diritte al cuore di chi ascolta e cementano nel suo cervello le informazioni ricevute.
Questo tipo di comunicazione, che amalgama digitale e analogico, è un’arte che si può imparare e tutto è dettagliato nella Programmazione Neurolinguistica (PNL) di R. Bandler e J. Grinder. Quindi al centro della scena sta la Persona con tutto il bagaglio delle sue qualità umane. E in una famosa prefazione Milton H. Erickson dice “…una comunicazione densa di significato va sostituita alle verbosità ripetitive, ai suggerimenti diretti e ai comandi autoritari”.
Che cosa occorre alla Persona per cominciare la prova? 
       -    Conoscere bene ciò che si accinge a trasmettere
Assumere una postura, possibilmente in piedi, che trasmetta sicurezza e stabilità e si eviti di saltellare qua e là per scaricare l’ansia che soffoca alla gola
Mai leggere ma parlare guardando le persone negli occhi
Voce calda e suadente ma anche chiara e sonora. L’uso della voce è l’arma vincente di ogni psicoterapia
Tono, ritmo e cadenza delle parole devono accompagnare e rinforzare il significato del messaggio
Tali caratteristiche sono:1) la fonte (colui che tenta di persuadere), 2) il messaggio (il contenuto della comunicazione), 3) il canale (il mezzo attraverso cui viene trasmessa la comunicazione, come televisione o stampa ), 4) il ricevente (colui a cui giunge il messaggio), 5) il contesto della comunicazione ( contesto fisico e/o sociale). La fonte. Qualunque sia il messaggio trasmesso, è importante tenere conto delle caratteristiche della fonte, ovvero, di colui che invia il messaggio, tra le caratteristiche più importanti ci sono: l'attendibilità della fonte, le sue attrattive fisiche, le sue intenzioni. Per quanto riguarda l'attendibilità, in linea generale, risulta avere più impatto e, quindi, più effetto persuasivo il messaggio proveniente da una fonte ritenuta attendibile, anche, se si è osservata l'influenza del cosiddetto effetto latente, per cui il messaggio proveniente dalla fonte meno attendibile, con il passare del tempo, risultava, a livello persuasivo, avere più incidenza. Questo fenomeno si verificherebbe perché, con il tempo, avverrebbe una dissociazione tra colui che ha inviato il messaggio e la caratteristiche del messaggio stesso, e, quindi, venendo meno l'influenza dell'attendibilità, il messaggio proveniente da una fonte meno attendibile risulta, nel tempo, avere più incidenza. Infatti, rievocando la fonte, l'attendibilità cresce e l'effetto latente non si verifica. Le fonti attendibili influenzano il cambiamento degli atteggiamenti, tanto più se il messaggio coinvolge la persona che lo trasmette, e non va a suo vantaggio, mentre, se il messaggio fosse non significativo, l'impatto persuasivo sarebbe lo stesso, sia da parte di una fonte attendibile o meno. Anche le attrattive fisiche della fonte possono influenzare la comunicazione persuasiva. Kelman osservò un influenza maggiore se la fonte è apprezzata fisicamente, perché le si vorrebbe assomigliare o ci si identifica, tanto più se il messaggio è impopolare.


Gestualità, armonica e controllata, dà più vitalità al messaggio e tutti sappiamo come il gergo popolare ne faccia un uso e un abuso per raggiungere la massima efficacia
Metafora: parola o racconto che sia, è compagna fedele del Metodo Ericksoniano, usata inconsciamente da Milton H. Erickson senza sapere di farlo. Il suo linguaggio per lui naturale superava le barriere del razionale e stimolava l’emisfero non dominante ove hanno sede creatività, musica e rapporti spaziali. Così otteneva il cambiamento desiderato.
Riuscire a padroneggiare queste semplici indicazioni una alla volta è possibile per tutti, utilizzarle tutte e simultaneamente richiede una preparazione teorica ed esperienziale, ma è ugualmente possibile. Farlo con il sorriso sulle labbra indica il massimo del successo. Successo che qualche politico riesce ad ottenere nonostante tutto.
E se anche la Persona non ha come suo progetto futuro quello di fare il relatore di professione può aspirare ugualmente a condurre una comunicazione efficace in famiglia o con i suoi amici. Questo rinforza l’autostima e il bisogno di affermazione di Sé e dà voce nuova al monito socratico del “conosci te stesso”.


E' importante imparare a governare le emozioni secondo il metodo dell'ingegneria della 


SEDUZIONE
La sfera emotiva non distingue il bene dal male. Accetta la sofferenza come la gioia ed è disposta a rimanere per anni in uno stato di dispiacere da cui trae, 
comunque, alimentazione emotiva. 
Cos'è l'autocontrollo emozionale e la SEDUZIONE DI SE STESSI
L’autocontrollo emozionale  interattivo è la gestione del rapporto con le nostre emozioni. E’ interattivo perché non può prescindere dal rapporto con gli altri ma, anche, con quella che è la nostra parte inconscia. Semplificando, possiamo localizzare l’Io razionale nell’emisfero sinistro e quello emotivo nell’emisfero destro. 
Come usare l’autocontrollo come espressione e non come censura 
Autocontrollo non significa porre dei limiti al proprio se ma vuol dire  abbattere vincoli e paure che ci impediscono di vivere secondo le nostre reali esigenze, non solo logiche, ma anche e soprattutto 
emotive. Per questo parliamo di autocontrollo interattivo che significa conoscere i nostri limiti e trovare, con gli strumenti corretti, la motivazione per sentirci appagati, soddisfatti, realizzati in tutte 
le situazioni della nostra vita. Spesso ci troviamo di fronte a scelte o a semplici momenti quotidiani (al lavoro, in famiglia, con gli amici) durante i quali siamo spinti ad agire secondo la nostra natura, i 
nostri bisogni. Per vincoli o difficoltà presenti in noi stessi veniamo bloccati, frenati, rinunciando al nostro vero obiettivo, alla nostra realizzazione, al nostro piacere. 



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