sabato 7 aprile 2012

Miti della seduzione



I miti della seduzione risalgono agli albori dell'umanità


Sempre e continuamente l'uomo è sedotto dalla vita, è cioè invitato a coinvolgersi, a sondare e a conoscere se stesso attraverso il richiamo delle cose, delle forme e degli affetti. Dal primo scenario del mito biblico sino ai giorni nostri, l'atto della seduzione continua a perpetuarsi, a presentarsi come la fiamma che muove l'uomo alla scoperta, alla creazione, all'amore ma anche alla perdita e alla colpa. La seduzione viene qui definita come atto del "portare altrove", del trascinare il soggetto al di là del suo usuale spazio esperenziale. 


Sempre e continuamente l'uomo è sedotto. Da bambino, attraverso la sorpresa che ogni nuova acquisizione compotta, è la seduzione dei suoni, dei colori, dei profumi, di ogni cosa che accenda la sua fantasia. Da adolescente sono il potere del sogno e il richiamo dell'utopia le forze da cui lasciarsi condurre altrove, nella sensazione appagante e onnipotente che sia possibile conquistare il mondo e realizzare ogni aspirazione. Da adulti, la seduzione assume i mille volti del desiderio: le molteplici figure con le quali l'uomo popola il suo immaginario per padroneggiare la sua solitudine esistenziale, la sua condizione di individuo che forgia forme e simboli e che tesse racconti per darsi un'identità e una collocazione, per radicarsi nel mondo. Così è possibile parlare di seduzione non solo amorosa, ma di una seduzione delle idee, di una seduzione dello spirito, della seduzione del male o delle immagini. Dovunque si profili una promessa di riparazione, di appagamento, o l'illusione di una ricomposizione delle proprie tensioni, o anche dovunque si intraveda una possibilità di sentirsi più pienamente partecipi della vita, attraverso la sfida del perdersi e del ritrovarsi, lì è in atto la seduzione.
Tra i miti pagani della seduzione troviamo il di Pan.


La sessualità violenta di Pan è una sessualità solitaria, perché la violenza del suo soddisfacimento non porta mai alla creazione di una coppia. Pan è solo, continuamente tormentato dal suo istinto, che può rapidamente soddisfare per poi tornare alla solitudine e alla sua impossibilità di sentirsi totalmente appagato. Pan non ama, seduce soltanto. L’abbandono è l’elemento principale dei suoi incontri d’amore.” ( da “Riti e miti della seduzione” di A. Carotenuto ).

Pan insidia le ninfe, le insegue e le possiede con un impeto che spesso sconfina nello stupro. Pan rappresenta dunque, con il suo odore selvatico, il suo pelo irsuto e con la figura caprina itifallica, la violenza con cui l’anima –Psiche- sperimenta la fascinazione e il turbamento con l’incontro dell’oggetto d’amore.” ( da “Riti e miti della seduzione” di A. Carotenuto ).

Masturbazione, panico e stupro sono governati quindi dal Dio Capro della natura e, solo osservandole sensibilmente, ci appaiono come attività istintuali e naturali se inserite nell’ambiente del Dio Pan, nello spogliarsi della natura, nell’acqua, nelle grotte e nel clamore di cui è amante, nella danza e nella musica.
Pan, quindi, si divide tra cime montuose e grotte, tra clamore e musica, tra zampe pelose e corna spirituali, tra panico e stupro. In netto contrasto con figura del Cristo, Pan morì quando quest’ultimo divenne Sovrano assoluto, così che, il diavolo non è altro che Pan visto attraverso l’immaginario cristiano, colui che tenta l’individuo con il peccato della lussuria.
La morte dell’uno significò la vita dell’altro in una opposizione chiaramente espressa nelle iconografie: Pan nella grotta, Cristo sul Monte; l’uno ha la musica ( anche se rozza e primitiva dal momento che riproduce il suono dell’istinto), l’altro la Parola.

 “In molte pitture vascolari e murali Eros e Pan vengono raffigurati mentre lottano per divertire il circolo dionisiaco. L’opposizione tra il delicato e alato Eros e il selvatico Pan dal piede caprino sembra rappresentare il contrasto tra due forme di seduzione e di amore. Ma la Psiche non può fare a meno del gioco degli opposti, perciò le sono necessarie tanto la violenza di Pan quanto la delicatezza di Eros. Non è un caso infatti che le origini del dio mezzo uomo e mezzo animale si facciano risalire ad Ermes, messaggero degli dei, poiché simbolicamente, questa nascita, rivela il carattere di comunicazione istinto nella sessualità. Bisogna incontrare una corporeità tormentata e dominata dal tentativo di soddisfare i suoi appetiti. Solo in questo contatto bruciante, la psiche si cala nel corpo, lo ritrova, lo lascia parlare, per poi lentamente insegnargli altri linguaggi rappresentati da nuovi scenari di seduzione. E’ in questi diversi orizzonti che l’anima impara a riunire l’istinto all’amore. Pan reca dunque un messaggio che seppur brutale, l’anima ha il compito di ascoltare. “ ( da “Riti e miti della seduzione” di A. Carotenuto ).




Tra i miti della della seduzione troviamo  il Dom Juan di Molière e il Don Giovanni di Mozart.
Il famoso libertino agisce nel solo nome del naturale istinto delle pulsioni; ogni suo gesto è il frutto dell’irrimediabile spontaneità di un impeto irrazionale e tragico, che diviene simbolo della natura umana e della vita stessa. Il flamenco, come danza dell’irrazionale, del sentimento privo di pudori e freni, non può essere che lo strumento più adatto a raccontare i vari volti di un personaggio tanto affascinante e enigmatico.


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