sabato 28 aprile 2012

Passare da un flirt virtuale ad un amore reale


da flirt virtuale ad amore reale



E' possibile passare da un flirt virtuale ad un amore reale? Passare dalla seduzione in chat alla seduzione reale?
Certo, usando in modo appropriato le strategie dell' ingegneria della seduzione

Dopo il primo contatto virtuale però, se c’è un interesse più profondo, è necessario affidarsi al tradizionale appuntamento vis-a-vis e, rendersi conto, personalmente, della persona che c’è di fronte a noi.
Incontrare una persona sconosciuta genera anche trasgressione.
La trasgressione, dal latino transgredi = passare al di là, oltrepassare, superare – è implicita in ogni ricerca, in quelle scientifiche come in quelle spirituali.
Perseguendola si va al di là, oltre il modello di pensiero abituale, oltre la conoscenza attuale, oltre il comportamento condizionato. L'erotismo e la sessualità forniscono un buon terreno per imparare a fare questo passo 'al di là', oltre i nostri limiti, proprio perché nell'atto sessuale siamo emotivamente molto coinvolti e presenti con tutto il nostro essere.

Ma per trasgredire bene, bisogna prima conoscere il proprio mondo interiore, le proprie emozioni represse, i propri blocchi cronici, conoscere la sensazione di essere attraversato da un'energia forte. Solo allora si tras-gredisce veramente, cioè si va oltre il territorio interiore conosciuto.


Nell'incontro chi conosce il linguaggio del corpo è molto avvantaggiato.

Il linguaggio del corpo può venirci incontro e aiutarci a capire qualche cosa in più, scoprendo se la persona che abbiamo deciso di incontrare ha un reale interesse, se è annoiata, se è affascinata o se invece vorrebbe fuggire e non farsi più vedere.
Per potersi innamorare occorre trovare il bersaglio della nostra emotività, un soggetto che attraverso la comunicazione integrale, verbale e non verbale, il suo comportamento, stimoli la nostra sfera emotiva, i nostri turbamenti precostituiti, (l'inconscio), così che attraverso le nostre proiezioni lo investiamo emotivamente e il nostro inconscio lo riconoscerà come fonte stimolante o energetica, in quanto noi proiettiamo la nostra emotività sul soggetto o bersaglio e questa ci ritorna indietro sotto forma di riconoscimento del bersaglio come simbolo di coinvolgimento (innamoramento). Siamo noi che attraverso le nostre proiezioni diamo significato al significante, in pratica l'oggetto del coinvolgimento emotivo è la condensazione incarnata dei nostri turbamenti, in questo modo si viene a creare un moto circolare dell'emotività tra noi e l'oggetto del coinvolgimento e l'oggetto del coinvolgimento e noi quindi, tra noi e il mondo esterno e il mondo esterno e noi, così da vivere quel pathos, quelle emozioni che poi definiamo: interesse, sentimento, passione, amore. 


Gli sguardi, i toni di voce, la dilatazione delle pupille, la direzione dei piedi e il gesticolare possono aiutarci a tracciare un primo identikit; il corpo non mente anche se, generalizzare, è il primo errore da non fare.

Partiamo, per esempio, dal sorriso, la prima cosa che il nostro interlocutore, quantomeno per cortesia, esibirà: un sorriso asimmetrico, generalmente più marcato a sinistra, che non scopre i denti e dura più del necessario è considerato forzato mentre, un sorriso sincero è simmetrico, coinvolge la bocca, le guance (si gonfiano leggermente), l’orbicolare dell’occhio, le sopracciglia, forma le “zampe di gallina”, ed è caratterizzato da un leggero abbassamento delle sopracciglia, particolare impossibile da controllare.

Un sorriso a labbra tirate è generalmente indice di rifiuto, sottintende l’antipatia per qualcuno o la conoscenza di un segreto che non si vuole condividere, un sorriso “storto” che tende verso un lato del viso è indice di sarcasmo; le donne però amano gli uomini che le fanno sorridere e tendono a ridere delle battute di quelli che trovano affascinanti perciò, maschietti, tenetene conto!



La conoscenza della Comunicazione Analogica Non Verbale permette di scoprire i segreti più intimi di se stessi, delle persone care e dei propri interlocutori. Le posizioni del corpo i segni e i gesti che l'individuo esprime durante un pensiero o durante un dialogo, non sono casuali, ma correlati dai suoi stati emotivi. Toccarsi in determinate zone del viso, accarezzarsi le labbra, toccare oggetti in un certo modo, e tanti altri segnali opportunamente classificati permettono all'esperto della Comunicazione Analogica Non Verbale di scoprire i dinamismi che governano il comportamento umano, e le sue esigenze affettive / sessuali.

Chi conosce l’arte della seduzione sa che la pupilla dilatata non si può dissimulare, è sintomo di eccitamento e interesse in entrambi i sessi; se una donna si liscia gli abiti, tocca e arriccia i capelli, li scosta, lancia uno sguardo furtivo poi abbassa lo sguardo, punta i piedi verso l’uomo o dondola il piede mettendolo e togliendolo dalla scarpa, espone i polsi (zone erogene), tende ad accarezzare oggetti dalla forma fallica (un flûte per esempio) e inumidisce le labbra, si potrebbero avere ottime possibilità.

E la donna? Come può capire se l’uomo che ha di fronte è disponibile a instaurare un rapporto e non darsela a gambe levate?

Quando un uomo espone il petto tirando in dentro la pancia, diminuisce la mimica facciale, espone ed evidenzia la zona genitale mettendo le mani in tasca e lasciando spuntare solo i pollici, si liscia gli abiti sistemando la cravatta o i polsini, puntando i piedi verso la donna, allora è disponibile.

Attenzione però che i piedi non siano puntati verso una via d’uscita, la fuga potrebbe essere quanto mai rapida!

Il corpo obbedisce quindi al cervello e obbliga a dire, tramite la comunicazione non verbale, la verità; tuttavia, per interpretare un gesto è necessario osservare l’intero contesto in cui si svolge, leggerlo come qualche cosa di indipendente può infatti indurre a errori di interpretazione.

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