sabato 30 giugno 2012

L'origine e la finalità delle emozioni




L'origine e la finalità delle emozioni sono l'adattamento all'ambiente esterno ma anche all'interiorità.
E per questo che corpo ed emozioni sono connessi e correlati ed esiste un condizionamento reciproco.
La mente produce emozioni  che modificano il corpo, ma il corpo attraverso sue modificazioni produce emozioni che agiscono sulla mente.
Immaginate di trovarvi in riva al mare, seduti su uno scoglio, su una spiaggetta silenziosa. Il tramonto si avvicina, il mare è calmo, l'acqua è quasi ferma. Nel silenzio si può tuttavia percepire il suono lieve e ricorrente dell'acqua che lambisce ritmicamente la base dello scoglio. Una brezza leggera vi porta l'odore salmastro dell'acqua, la temperatura è ideale, all'orizzonte il colore del cielo sta virando verso l'arancione.. .

Ora provate a tuffarvi con la mente in un ambiente molto diverso. State camminando in una nuova città, è ormai sera e siete soli in un anonimo quartiere di uffici. I portoni sono chiusi, le grandi vetrate a specchio vi impediscono di vedere se ci sia una qualche vita dentro gli edifici che fiancheggiano la strada. Non c'è nemmeno un bar aperto e si può sentire soltanto il rumore dei vostri passi. I lampioni non sono ancora accesi, una macchina passa lontano facendo stridere le ruote. All'improvviso sul marciapiede di fronte compare una figura maschile: l'uomo vi fissa dall'altra parte della strada e voi vi chiedete cosa voglia. Ora sta attraversando la strada con decisione e punta verso di voi: intravedete i suoi lineamenti, non molto rassicuranti. Accelerate il passo con fare indifferente ma l'uomo accelera, sembra proprio seguirvi...


Anche se state soltanto leggendo queste due diverse descrizioni, potrete probabilmente notare una differenza nelle reazioni del corpo. Nel primo caso avrete provato una sensazione piacevole e rilassante, nel secondo caso i vostri muscoli erano tesi. La vostra mente, influenzata dalla situazione in cui vi eravate immedesimati, ha inviato al corpo messaggi appropriati, rispettivamente di calma o di tensione

E’ quindi sufficiente calarsi in un'atmosfera «adatta» per generare uno stato muscolare diverso: la mente, attraverso le sue emozioni, anche se virtuali, può quindi influenzare il corpo.

Dopo una giornata stressante vi autocurate con un bagno o una doccia calda: i muscoli, contratti per la tensione nervosa, si rilassano, una sensazione di be~ nessere invade il vostro corpo. Ora anche la mente sta meglio, è più «distesa»: è stata la mente a far sì che il vostro corpo fosse teso ed è stato il corpo a distendere la mente. Ma allora le emozioni hanno origine dalla mente o dal corpo? Quale delle due entità ha un ruolo prioritario? Il corpo può ingannare totalmente la mente e indurla ad emozionarsi?

L'ultimo interrogativo può sembrare paradossale, ma in effetti le emozioni possono «nascere» dal corpo: la nostra mente è infatti sviata dai segnali somatici e ritiene che se il proprio corpo si atteggia alla gioia o alla tristezza ci siano motivi per ritenere di essere in una situazione di gioia o tristezza,

Utilizzando queste strategie si è visto che in effetti il corpo si comporta in modo diverso a seconda delle emozioni che vive: è cosi possibile «leggere» le differenze che esistono tra paura e gioia o tra tristezza e felicità, anche senza saper nulla dello stato soggettivo della persona di cui vengono rilevati i parametri fisiologici appena descritti. Più in generale, i parametri fisiologici del corpo, come la pressione arteriosa, il ritmo del respiro, la sudorazione dei palmi delle mani, vengono alterati quando si cerca di dissimulare un'emozione, come avviene quando si mente.

Corso di PNL e DHE per coinvolgere e sedurre Torino MERCOLEDI 4 LUGLIO 2012



Corso di PNL e DHE per coinvolgere e sedurre 

Torino MERCOLEDI 4 LUGLIO  2012



SEDE: TORINO , VIA MAGENTA 55
ore 21 - 23,30


COSTO: 20 e 


 PER PARTECIPARE è OBBLIGATORIO CONFERMARE PRESENZA VIA MAIL a centrostudicomunicazione@yahoo.it o via sms a 3331511703

Conduttore: 

Massimo TARAMASCO (Ideatore del metodo IDS -ingegneria della SEDUZIONE -Esperto di Comunicazione Emozionale Subliminale
 Love Coach e Formatore, Motivational Speaker, Life Coach & PNL Master) 
Autore del libro Ingegneria della seduzione - edizioni anteprima 

 

Programma


Teoria (prima parte)

1) Realtà oggettiva e realtà soggettiva: la mappa non è il territorio
2) Filtri percettivi: canale visivo, uditivo e cenestesico.
3) Identificare le mappe mentali dell’interlocutore attraverso la sua 
comunicazione verbale e non verbale e conseguente utilizzo di modelli 
comportamentali efficaci
4) Gli ancoraggi emozionali ed il loro utilizzo nella comunicazione per 
ottenere stati d’animo positivi ed ottenere il consenso
5) Strategie comunicative verbali, calibrate sull’interlocutore, per 
acquisire “magnetismo” sociale, superare i blocchi e le paure nelle 
interazioni con l’altro sesso.
6) Definizione della natura di relazione ottimale.

Teoria (seconda parte)

1) Metamodello e Milton Model
2) Submodalità visive, uditive, tattili, gustative, olfattive
3) Posizioni percettive
4) Valori e credenze
5) Metaprogrammi : metaprogrammi di selezione primaria, di direzione, di chunking, di persuasione
6) Time line e visual squash
7) Enneagramma e sue applicazioni nella persuasione nella vendita e nella seduzione
8) Processo di negoziazione: Pianificazione, Trattativa, Strategie,
gestione delle obiezioni

Pratica (prima parte)

Conoscere i presupposti base della PNL 
Analizzare la percezione della realtà e dei filtri di Generalizzazione, 
Cancellazione e Distorsione 
Conoscere i canali della comunicazione Visivo, Auditivo e Cinestesico 
Acquisire padronanza nella comunicazione verbale, paraverbale e non verbale 
Imparare la magia del Rapport per entrare velocemente in sintonia con chiunque 
Saper influenzare e guidare con eleganza tramite l’utilizzo delle tecniche di Ricalco
Calibrare la propria comunicazione attraverso l’esperienza sensoriale 
Apprendere i sistemi rappresentazionali 
Individuare con certezza gli obiettivi e le migliori strategie per raggiungerli 
Gestire il proprio stato d’animo in ogni contesto e installare le “ancore” 

Pratica (seconda parte)

Usare i modelli linguistici della PNL. 
Comprendere la percezione del tempo attraverso la Time Line 
Gestire tecniche di linguistica avanzata nella conversazione 
Utilizzare tecniche per cambiare le convinzioni altrui nella conversazione 
Individuare le strategie di pensiero delle persone e i loro processi decisionali 
Cambiare determinate strategie o installarne di nuove 
Gestire la coerenza e la congruenza secondo i livelli neurologici 
Allineare i pensieri e ottenere chiarezza 
Scoprire la rappresentazione mentale del tempo e gestire la Timeline 
Utilizzare le submodalità critiche per produrre cambiamenti 
Creare Swish Patterns per ogni contesto 
Estrarre valori e Metaprogrammi per ottenere miglioramenti personali e professionali 
Usare il Modeling per replicare caratteristiche efficaci



DESIGN HUMAN ENGINEERING rappresenta un'evoluzione della PNL (programmazione neurolinguistica) nel campo del MODELING (MODELLAMENTO).
Il Modellamento è la capacità di acquisire LE STRATEGIE DI SUCCESSO nelle più svariate aree ESISTENZIALI:

. Relazioni Interpersonali
SEDUZIONE
. Traguardi lavorativi
. Lingue straniere
. Attività Ludiche ( sport , ballo, ecc)
. Competenze in genere
Il presupposto di fondo è che SE UN ESSERE UMANO è IN GRADO DI FARE UNA CERTA COSA ALLORA POTRO' FARLA ANCHE IO ACQUISENDO LE SUE ABILITA'


Per anni il dottor Bandler ha studiato come le persone di successo (nel loro settore) hanno utilizzato le loro risorse interiori per realizzare ciò che hanno fatto e con le metodologie di MODELLAMENTO DELLA PNL ha iniziato il percorso per replicare i risultati che hanno prodotto.
Ha ulteriormente affinato e migliorato queste tecniche con una metodologia che ha chiamatoDESIGN HUMAN ENGINEERING (DHE)
Design Human Engineering dà l'opportunità di progettare strategie interne e gli stati d'animo idonei per raggiungere COMPETENZE E CAPACITA' di ALTRI ESSERI UMANI

Per progettare le competenze, è importante che l'osservazione sia precisa e che le differenze tra ciò che si vuole e ciò che si è attualmente in grado di fare sia strategicamente specificata.

Design Human Engineering ti permetterà di fare la distinzione a livello percettivo tra la tua strategia e la strategia di successo in quel particolare compito imparando ad utilizzare i sensi in modo idoneo.

La capacità di progettare "software mentali" per raggiungere risultati di eccellenza è il regno del Design Human Engineering .

venerdì 29 giugno 2012

Le leggi fondamentali della seduzione





Le leggi fondamentali della seduzione  e dell'innamoramento sono leggi emotive, ciò significa che seduzione ed innamoramento sono governate dalla sfera emotiva della persona.
La seduzione si può imparare, usando le capacità logico razionali.
Intanto la seduzione va distinta dal corteggiamento, la seduzione va intesa in senso olistico, così come l'innamoramento.
Ci sono persone che per un ideale od una religione sacrificano la vita.
Non è questa una forma di innamoramento totale?
Il coinvolgimento e la seduzione sono basati anche su leggi ancestrali e simboliche suggellate spesso dal rituale della condivisione del cibo.
Pensiamo ad esempio ad Eva che tenta Adamo con una mela che rappresenta la conoscenza del bene e del male o alla Maga Circe che esercita il suo potere sugli uomini attraverso una pozione che gli fa  bere.


Un altra legge fondamentale della seduzione è la capacità di essere ironici, l'ironia serve ad abbattere le barriere ad unire.
Nella comunicazione  seduttiva l'ironia serve per sdrammatizzare le situazioni e viverle positivamente senza farsi governare da impulsi non controllabili.


Una delle leggi fondamentali della seduzione è la capacità di produrre attrazione e desiderio.
Il desiderio può essere prodotto attraverso dei vincoli.
Si potrebbe anche arrivare al paradosso del rinnegamento amoroso. allontanare l'oggetto d'amore affinchè il desiderio sia ravvivato.

giovedì 28 giugno 2012

La ricetta della felicità




Qual è la ricetta della felicità? 
Si tratta in prima istanza di usare la comunicazione emotiva per migliorare le relazioni.
La ricetta della felicità vivere secondo le esigenze della parte logica senza le maligne interferenze della parte inconscia. Perché il nucleo profondo del disagio emotivo o  dei problemi relazionali sono le emozioni compresse e non espresse, o meglio che si esprimono in modo nascosto.
 Sono un  un po’ come il Diavolo, di cui Papa
Paolo VI ha rivelato al mondo la subdola strategia, e cioè quella di negare al mondo la sua
esistenza per poter indisturbato lavorare nel sottofondo a rovina dell’umanità.
Allo stesso modo se l’imprinting emotivo resta nascosto sepolto nelle profondità
dell’inconscio può continuare ad agire indisturbato e noi saremo consapevoli solo del fallimento relazionale che ci provoca.
La vera felicità, il vero successo sta nell’unione nel sinolo tra mente cosciente e mente inconscia.
Possiamo paragonare la mente cosciente al generale e la mente inconscia all’esercito: il
generale ha tutte le strategie per vincere la guerra, ma se non ha un esercito che gli
obbedisce sarà sconfitto, non è che da solo può pilotare gli aerei guidare i carri armati, ha
le strategie ma non sa che farsene, d’altra parte anche un esercito fortissimo senza un
generale perderà la guerra, ha la forza ma senza le strategie non sa che farsene, è allo
sbando.
Questi meccanismi emozionali importantissimo conoscerli per usarli sia per difenderci, sia
per usarli per migliorare le nostre relazioni Cioè nella nostra vita come professionisti, come genitori, come figli, come educatori, come
amanti, mogli, mariti, dobbiamo imparare a fare come il bravo contadino.


Il bravo contadino quand’è che semina?
Il contadino non semina solo perchè oggi non ha nient’altro da fare, ma semina nella
stagione adatta, quindi cerca prima di cogliere il segno dei tempi.
Poi che fa il contadino?
Solo perchè è la stagione giusta semina?
Prima prepara il terreno, ara, zappa.
Quindi solo dopo aver preparato il terreno nella stagione adatta il contadino semina, butta
il messaggio diremmo noi.
Che fa ancora il contadino?
Irrora il terreno, cioè lo bagna, gli da l’acqua, rinforza il messaggio diremmo noi, poi il
terreno deve essere concimato.
Aro il terreno per tirare fuori per portare alla luce le zolle fertili, la terra grassa.
Nell’ambito della comunicazione cosa vuol dire questo?
Il comunicatore prima di dare il messaggio cerca di fare emergere l’inconscio
dell’interlocutore, non la mente cosciente, che fa 70.000 verifiche, fa venire fuori la mente
inconscia, quella parte di noi che tutto sommato può accettare il messaggio. e che latro fa
il contadino?
Aspettare, non deve fare nient’altro. Perchè se butta troppa acqua il seme marcisce, se
butta troppo concime il seme brucia, viene corroso, troppi fosfati, troppe sostanze chimiche.
E d’altra parte se il contadino andasse ogni giorno ad aprire la terra per vedere se il semino cresce, crescerà mai questo seme?
Il seme così esposto all’aria ed alla luce si distrugge.
Cosa significa questo nell’ambito della comunicazione efficace?
Significa che per interagire efficacemente con le persone bisogna entrare in contatto con
la parte emozionale e bisogna cogliere la stagione giusta, cioè capire, dall’analisi della
comunicazione non verbale quando e su quali eventi la parte emotiva del nostro
interlocutore si coinvolge con noi o con il nostro comportamento ed essere in grado di
modificarlo fino a quando otteniamo il coinvolgimento
Il seme della suggestione entra dentro e cresce solo se lo si lascia in pace nelle profondità
dell’inconscio.
Cioè tu lo hai seminato in quella parte dove non ci sono resistenze, dove tutto possa
attecchire.............e attecchirà.
Il contadino deve seminare quando è la stagione giusta! Ma non sempre è la stagione
giusta quindi dobbiamo imparare delle tecniche che ci permettano di sparare alle nuvole e
di far piovere non quando pioverebbero loro ma quando serve a noi.
Queste tecniche comunicative servono ogni volta che incontriamo qualcuno che ci
interessa per preparare la stagione, il terreno,per concimare, per innaffiare.
Queste tecniche di comunicazione efficace sono suddivise in due grandi gruppi, da un lato
risono quelle derivate dalla PNL e dall’altro quelle derivate dalla Comunicazione Analogica
La CNV ad esempio  permette di cogliere quelle che sono le esigenze emotive del nostro
interlocutore, ed in particolare di capire se emotivamente il nostro interlocutore è coinvolto positivamente, è neutro o ci sta rifiutando.
Ciò è possibile perché questa parte possiede un linguaggio, comprensibile
ovviamente da chi è in grado di decodificarlo a livello logico.
Esistono cioè dei segnali di CNV positivi che ci dicono, semaforo verde,
continua così, sei sulla strada giusta, stai coinvolgendo e dei segnali di CNV
negativi che ci dicono semaforo rosso, cambia strada, se continui così verrai
rifiutato, non stai coinvolgendo.


mercoledì 27 giugno 2012

Coach per il successo in amore

I
Massimo Taramasco: coach per il successo in amore


Ciao, mi chiamo Massimo Taramasco trainer, formatore, love coach, ideatore del metodo IDS (Ingegnera della seduzionee autore del best-seller, Ingegneria della Seduzione (ed Anteprima). 
Ti aiuto a raggiungere uno stato superiore della mente in modo da poter consapevolmente creare la vita dei tuoi sogni con un  amore vero, duraturo, un buon lavoro ed  e una vita spirituale ricca. Ti aiuto a vivere bene amore, passione , erotismo.
Ti insegno a comunicare emozioni.
Ti aiuterò ad attrarre  il vero amore utilizzando il metodo IDS (Ingegneria della seduzione) una combinazione unica di strategie orientali ed occidentali,  PNL, Comunicazione analogica, filosofia, spiritualità , principi universali.

Tutte le aree della tua vita si trasformeranno, diventerai più consapevole del potere della tua mente.
Avrai il potere di cambiare il TUO destino.
Che cosa è il coaching:


ll coaching è una strategia di formazione che parte dall’esperienza di ciascuno e opera un cambiamento, una trasformazione che migliora e amplifica le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali. È un processo che offre al cliente strumenti che gli permettono di elaborare ed identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Il cliente che si affida al coach ha delle potenzialità latenti e tramite il coach impara a scoprirle e ad utilizzarle. Il coach dunque è un facilitatore del cambiamento, è una persona che stimola e indirizza le energie del cliente e lo aiuta a prendere consapevolezza delle sue potenzialità.



Il Coaching Emozionale è un modo per modificare il sistema con cui creiamo e manteniamo i problemi con noi stessi e con gli altri.
L'obiettivo è di riconoscere i presupposti delle nostre emozioni per poter scegliere responsabilmente il nostro comportamento.


L’individual coaching è un intervento personalizzato “one to one” che porta il coachee (la persona guidata) a vedere i suoi obiettivi, ad individuarne la strada e a percorrerla in un processo di autosviluppo. Esso si articola in un certo numero di incontri circa 5, la cui durata media è di un'ora. La struttura metodologica dell’individual coaching è costituita dal processo di acquisizione delle strategie relazionali; l’insieme delle fasi caratterizzanti il rapporto committente, capo, coach, coachee, e la sessione del coaching che in altri termini è il luogo in cui si crea il terreno per realizzare l’autosviluppo del coachee (il cliente). La cassetta degli attrezzi di un coach è costituita da una serie di modelli, tecniche e strumenti che egli possiede ed utilizza secondo il suo stile e a seconda della fase in cui si trova. I modelli di referimento centrati sul cambiamento della persona sono diversi. Le teorie più conosciute sono la PNL(programmazione neurolinguistica), l'Analisi Transazionale, l'Empowermente , la comunicazione analogica emozionale.

martedì 26 giugno 2012

Allenare le gambe per la seduzione fisica




Per la seduzione fisica le gambe sono fondamentali (così come i pettorali).
Ecco gli esercizi per allenarle.
Quadricipite femorale (formato da retto femorale, vasto laterale, vasto intermedio e
vasto mediale):
Vasti:
• Origine: femore prossimale anteriore.
• Inserzione: tendine rotuleo.
• Azione: estensione della gamba sulla coscia.
Il loro equilibrio posizione fisiologicamente la rotula. Se sono disequilibrati (vasto
mediale più debole di norma) la rotula non scorre bene e può portare alla
condromalacia. In questo caso la terapia migliore è l’elettrostimolazione del capo più
debole.
Tensore della fascia lata:
• Origine: cresta iliaca anteriore.
• Inserzione: Tibia e perone.
• Azione: Elevazione per fuori coscia (abduzione)
Grande gluteo:
• Origine: cresta iliaca posteriore.
• Inserzione: femore posteriore.
• Azione: è il più potente estensore della coscia e dell’anca. Antagonista dell’ileopsoas.
Le fibre superiori abducono la coscia, le inferiori la adducono. Nella totalità
extratuotano il femore.
Medio e piccolo gluteo:
• Azione: abducono la coscia, il medio ha anche una lieve azione intraruotatrice.
Durante l’abduzione della coscia non extraruotare se no si scarica il gluteo e si
carica il quadricipite. Nell’estensione dell’anca si può invece extraruotare.
Muscoli rotatori laterali:
• Azione: extraruotano il femore.
Ischio – crurali (3):
Bicipite femorale:
o Origine: ischio inferiore e femore posteriore
o Inserzione: tibia laterale, testa perone.
o Azione: estende l’anca, flette la gamba sulla coscia, extraruota la gamba.
• Semitemdinoso e semimembranoso:
o Origine: ischio
o Inserzione: condilo tibiale mediale
o Azione: estensori dell’anca, flessori della gamba sulla coscia, intrarotatori
della gamba.
Gracile (muscolo della coscia mediale):
• Origine: sinfisi pubica.
• Inserzione: tibia mediale anteriore.
• Azione: adduce la gamba e flette la coscia sull’anca.
Pettineo (muscolo della coscia mediale):
• Origine: pube.
• Inserzione: femore posteriore.
• Azione: adduce e extraruota la coscia.
Adduttore breve e lungo:
• Origine: pube.
• Inserzione: femore posteriore.
• Azione: adducono la coscia e extraruotano il femore.
Adduttore grande:
• Origine: pube.
• Inserzione: femore mediale anteriore.
• Adduce la coscia intraruotandola leggermente.
Esercizi fonamentali:
Per squat si intende piedi in appoggio corpo mobile, per pressa il contrario
indipendentemente dall’attrezzo usato.
(back) Squat: problema, necessita di tecnica e va preparato nel tempo. Coinvolge caviglia,
ginocchio e anca. Il bilanciere va posto sul trapezio, senza imbottitura (non serve perché
è il trapezio a fare da imbottitura) che aumenta la tensione a livello della spalla. Il passo
è libero, indicativamente a livello delle spalle ma è libero, un soggetto alto tende a
divaricare maggiormente. I piedi stanno in posizione fisiologica (normalmente
leggermente extraruotati fino a 45° ciascuno). La fase eccentrica si fa inspirando o ad
ispirazione avvenuta e trattenendo l’aria (per alleggerire la pressione sulla colonna
vertebrale). La schiena si inclina in avanti mentre si scende (fino a 45°) mantenendo però
le sue curve fisiologiche. I soggetti con arti lunghi si inclinano più degli altri. L’escursione
del mavimento va fino a che il tratto lombare riesce a mantenere la sua lordosi e a non
andare in inversione e fino a che le ginocchia non hanno superato la verticale della punta
dei piedi (alte tensioni eccessive sul ginocchio). Per quest’ultimo motivo non vanno usati
rialzi sotto i talloni. Le ginocchia devono sempre seguire l’asse del piede.
Squat al MP: meno propriocettivo del precedente ma buono per soggetti che, per scarsa
mobilità articolare o per scarso controllo non riescono bene all’esercizio precedente. I
piedi devono essere in linea con il corpo e non in posizione avanzata se no si sollecitano di
più i glutei e meno i quadricipiti e si creano tensioni di taglio sul ginocchio. Valgono le
avvertenze dello squat libero.
Squat 2 manubri: adatto a soggetti che caricano poco (sciure) perché non esistono
manubri pesantissimi e se esistessero il limite sarebbe la forza dei flessori delle dita
delle mani. Va bene per cominciare con lo squat e per fare il jump squat che, essendo un
esercizio per la potenza, si fa con sovraccarichi bassi.
Front squat: molto difficile ma efficace. Il bilanciere va posizionato su deltoidi anteriori
le braccia conserte parallele al suolo. Enfatizza più l’azione sui quadricipiti e meno sui
glutei rispetto al back squat. Si carica meno che nel back.
Squat a 1 gamba: in piedi su una panca si piega la gamba in appoggio e si scende con l’altra.
Utile per la propriocettività, meno per la forza.
Squat bulgaro: tipo affondo ma il piede posteriore è in appoggio dorsale su una panca. Ok
per preparazione atletica.
Leg press: l’escursione è determinata dalla non inversione della lordosi lombare. Il
ginocchio non deve oltrepassare la “verticale” del piede. Per far sentire l’inversione della
lordosi può essere utile un asciugamano posto sotto le vertebre lombari. I piedi più avanti
enfatizzano l’azione sui glutei, dietro sui quadricipiti ma troppo avanti pongono lo stesso
problema del MP (tensioni di taglio sul ginocchio). Buona la pressa a due piastre che
permette più libertà di movimento.
Isolamento:
Leg extension: esercizio a catena cinetica aperta (non coinvolge contemporaneamente la
muscolatura agonista e antagonista, cosa che stabilizza l’articolazione) che serve a poco o
niente e può causare problemi. Lavora solo sui vasti. Può dare condromalacia. Mai da
utilizzare per l’allenamento della forza.
Stacchi: sono pericolosi solo se non si conosce (ed esegue) bene la tecnica. La schiena
deve sempre essere inclinata e non flessa (deve mantenere le curve fisiologiche).
L’esercizio si interrompe là dove inizia la distensione / inversione della lordosi lombare.
Ottimi per glutei e ischio crurali
Stacchi gambe piegate: gambe in posizione squat (divaricate per stabilità, punte in fuori),
piegare le gambe mantenendo la schiena piatta mantenendo il bilanciere quasi attaccato
alle gambe (per non sovraccaricare la schiena). Estendere gambe e schiena
contemporaneamente come si deve fare per sollevare un carico da terra. Presa mani
prona, incrociata crea torsioni alla schiena. Se il soggetto ha poca mobilità farlo partire
da un leggero rialzo (dischi grossi sul bilanciere).
Stacco stile sumo: gambe larghe (tipo lottatore di sumo), impugnatura stretta. Maggiore
intervento adduttori e quadricipiti. Buono per chi ha le gambe lunghe perché favorisce la
leva.
Powerclean (girata al petto): ottimo per sviluppare la potenza e come allenamento
organico. Come stacco a gambe flesse, sollevare il bilanciere fino alle spalle e quando
arriva sfruttare l’inerzia (è uno slancio) per flettere i polsi e girare il bilanciere sulle
spalle. Buon esercizio aerobico (15 reps).
Stacchi a gambe tese: gambe leggermente flesse (non iperestese). Inclinarsi in avanti
fino a che è possibile mantenere la lordosi lombare. In realtà quindi sono mezzi stacchi.
Tenere le gambe abbastanza larghe per mantenere l’equilibrio. Esercizio migliore per gli
ischio crurali.
Se i muscoli paravertebrali creano problemi perché sono troppo deboli, la maniera
migliore per allenarli è lavorare proni sulla palla, l’hyperesxtension è molto simile agli
stacchi, quindi fa intervenire più gli ischiocrurali e i glutei.
Gli stacchi non vanno mai fatti ad esaurimento (fermarsi 1-2 reps prima) per non
penalizzare la tecnica che renderebbe l’esercizio pericoloso. Attenzione a posare il
bilanciere ancora con la schiena in posizione corretta!
Per dare più stabilità alla colonna vertebrale è possibile fare la fase eccentrica in apnea:
espirare durante la fase concentrica, inspirare prima della fase eccentrica, bloccare il
respiro, effettuare la fase eccentrica e così via.
Step up: con un piede appoggiato su un rialzo (panca, se imbottita buona
propriocettività), il ginocchio max 90° salire e scendere con bilanciere sulle spalle o
manubri in mano. Prima tutte le reps con una gamba poi tutte con l’altra. Alternate creano
un minor affaticamento muscolare e un maggior affaticamento organico (alternativa).
Movimento simile alle piegate ma molto meno traumatico.
Step up all’E.P. Ok ma attenzione al rom che non sia troppo breve.
Affondi (piegate) o “lunge”: per caduta o ceduta. I meno traumatici sono sul posto
facendo scendere il bacino in linea retta e piegando entrambe le gambe a 90° (divaricate
sagittalmente). Per caduta è un esercizio molto eccentrico (un 3x15 mette in crisi anche
un bodybuilder se non è allenato a farlo, quindi darli molto progressivamente). Per ceduta
è meno traumatico. Al multipower vanno bene se la posizione è corretta. Lavorano glutei,
quadricipiti, ischiocrurali.
Leg culs: lavorano il bicipite femorale in isolamento solo sul ginocchio. Il ginocchio va
fuori dall’appoggio. L’imbottitura sul tendine d’Achille. Non ci si deve afflosciare sulla
panca ma la schiena deve mantenere le curve, quindi se la panca è inclinata in mezzo la
schiena starà sollevata.
Leg curls seduti o in piedi.
Tricipite della sura (gastrocnemio + soleo)
Gastrocnemio (biarticolare) ha più fibre bianche del soleo:
• Origine: condili femorali
• Inserzione: tendine d’Achille
• Azione: flessione della gamba sulla coscia, flessione plantare del piede. Massima
azione arto teso.
Soleo (monoarticolare, sotto il gastrocnemio) ha più fibre rosse del gastrocnemio:
• Origine: facce post. tibia e perone
• Inserzione: tendine d’Achille
• Azione: flessione plantare del piede
Tibiale posteriore (sotto il soleo):
• Origine: membrana interossea tra tibia e perone
• Inserzione: piede laterale
• Azione: come il soleo + supinazione piede
Flessori lunghi delle dita e dell’alluce:
• Origine: tibia posteriore
• Inserzione: falangi.
• Azione: flessione plantare piede e flessore dita
Perionei (lungo, breve e terzo):
• Origine: perone laterale
• Inserzione: piede laterale
• Azione: flessione plantare caviglia, pronatori
Tibiale anteriore:
• Origine: tibia laterale
• Inserzione: piede mediale
• Azione: flessione dorsale piede, supinazione
Estensori lunghi delle dita e dell’alluce:
• Origine: tibia e perone
• Inserzione: falangi
• Azione: flessori dorsali del piede e estensori delle dita. Quello dell’alluce è anche
un debole supinatore.
Calf in piedi: miglior esercizio per i polpacci. Attenzione al rom massimamente allungate
per non irrigidire. Isometria o pausa in max contrazione eccentrica non sono fisiologici.
Con le punte verso l’interno dovrebbe lavorare di più il gemello esterno e viceversa. Con le
gambe divaricate dovrebbe lavorare più il gemello interno e viceversa. In realtà si fa
fare con gambe a distanza spalle e piedi paralleli.
Calf seduto: se non c’è la macchina sedersi su una panca, mettere il piede su uno step con
un bilanciere sul ginocchio o un manubrio. Lavora poco il gastrocnemio.
Calf alla pressa: come calf in piedi ma consigliato a chi ha le vene varicose per la
posizione elevata della gamba.
Donkey calf: con un compagno sul bacino. Ovviamente imbarazzante e dubbio che il gioco
valga la candela...

La seduzione della forma fisica: strutture differenti






Essere in forma fisicamente aiuta l'autostima ed è una buona esca nella seduzione.
E' importante quindi preparasi fisicamente per sedurre e stare bene.
Gli allenamenti si differenziano in base alla struttura fisica endomorfa, mesomorfa, ectomorfa
Un modo rapido per valutare l’endomorfismo (struttura tarchiata, tendenza ad
ingrassare), mesomorfismo (struttura media, buona capacità di muscolazione ma
tendenza ad ingrassare se alimentazione eccessiva) o l’ectomorfismo (struttura magra
con scarsa tendenza ad acquisire massa) di una persona è esaminare il viso:
o Endomorfo: viso a forma di mela (3 sedute di allenamento aerobico / settimana)
o Mesomorfo: fronte e guance stessa larghezza, viso rettangolare
o Ectomorfo: viso a forma triangolare con fronte larga e mento a punta.
Legge di Brelli e Weber Fick: “La lunghezza delle fibre è proporzionale al raccorciamento
ottenuto dalla loro contrazione, e questo raccorciamento è circa uguale alla metà della
lunghezza delle fibre”. In soldoni, se un muscolo ha delle fibre lunghe 6 cm, si potrà
accorciare di 3 cm; al contrario se si può accorciare di 3 cm, significa che le sue fibre
hanno una lunghezza di 6 cm. Insomma, a forza di lavorare con movimenti incompleti, vi
potreste ritrovare con le fibre muscolari accorciate e tendini più lunghi, limitando il
vostro potenziale di crescita.
• Allungamento completo, accorciamento completo.
Il lavoro muscolare viene effettuato per tutta l’escursione articolare possibile.
Conseguenze:
o Allungamento del ventre muscolare
o Accorciamento dei tendini (pari all’entità di allungamento del ventre
muscolare)
o La lunghezza del muscolo a riposo non varia.
• Allungamento completo, accorciamento incompleto.
Il lavoro muscolare non viene effettuato in modo completo nella fase concentrica
ma solo nella fase eccentrica:
o Accorciamento del ventre muscolare
o Allungamento dei tendini (maggiore dell’entità dell’accorciamento
muscolare).
o La lunghezza del muscolo a riposo aumenta
Es.: soggetto cifotico (spalle avanti) faccio eseguire esercizi per accorciamento
dorsali ed esercizi per allungamento pettorali (panca piana parziale in
allungamento).
• Allungamento incompleto, accorciamento completo.
Il lavoro muscolare viene effettuato in maniera completa solo nella fase
concentrica:
o Accorciamento del ventre muscolare
o I tendini non variano
o La lunghezza del muscolo a riposo diminuisce
Es.: soggetto iperlordotico (eccessivo allungamento addominali e accorciamento
lombari). Soluzione: crunch in accorciamento completo e allungamento incompleto e
lombari in accorciamento incompleto e allungamento completo.
• Allungamento incompleto e accorciamento incompleto
Il lavoro muscolare non è mai completo né in fase di contrazione eccentrica né in
fase di contrazione eccentrica:
o Accorciamento ventre muscolare
o Parziale accorciamento tendini
o Lunghezza del muscolo a riposo diminuisce notevolmente
Questo tipo di esercizi crea un’eccessiva rigidità quindi è sconsigliato. Limita
notevolmente l’ampiezza dei movimenti.
• Preservare sempre il soggetto per non dover interrompere l’allenamento per
infortuni.
• Tra diversi esercizi per un singolo gruppo muscolare, in un atleta evoluto utilizzare
quello che gli viene meglio (con sui realizza i progressi maggiori).
• Per gli atleti cercare di dare esercizi che riproducano il gesto atletico: un ciclista
farà pressa (lui fermo, carico mobile come i pedali), un pallavolista squat. Se
questo non fosse possibile (pallavolista che non può fare squat), fare
trasformazione tra le serie (1 serie pressa e tra le serie balzi per trasformare).

domenica 24 giugno 2012

Chiave emotiva per il successo in amore






Qual è la chiave  emotiva per il successo in amore?
La chiave emotiva è l'imprinting emotivo delle persone. Si definisce chiave emotiva perchè è in grado di aprire la porta dell'emotività e quindi consente di raggiungere il successo in amore.
ogni essere umano ha la sua specifica chiave emotiva. Ed i segnali non verbali ci aiutano a decodificarla. Decodificare la propria chiave emotiva significa poter gestire la sofferenza emotiva per amore da un lato e di coinvolgere e sedurre dall'altro lato.


Un gesto, una parola, un segnale del corpo, non sono una semplice espressione di un modo di comunicare ma sono manifestazioni di specifiche reazioni emotive a determinate situazioni, come un gradimento, un rifiuto, un disagi, ma certi segnali sono ancora più profondi e particolari e rivelano in pochi istanti il carattere di chi ci sta di fronte, la sua visione della vita, le sue rappresentazioni interne, le sue paure, i suoi punti di forza e di debolezza.
La chiave emotiva è il simbolo che ci rappresenta, che palesa agli altri il nostro modo di essere e come ci piacerebbe che gli altri si relazionassero con noi, e già attraverso la lettura del testo si è in grado di
identificarla e riconoscerla negli altri…l’esperienza, la formazione e la pratica poi faranno il resto!
Il simbolo può farci relazionare con il nostro Sé e con gli altri, prendendo anche in considerazione gli influssi che ci derivano dal mondo energetico e da quello spirituale.
L’Energia è la forza vitale che compone e muove tutta la materia.
La Fisica ci insegna che sono diverse le forze esistenti in natura (nucleari, gravitazionali, elettromagnetiche,interazioni fermiane) ed ognuna di queste è presente sia nell’ambiente esterno che ci circonda sia internamente ad ogni essere vivente. Anche l’uomo, che è formato da materia, racchiude in sé le sue energie.
Il tantra,  lo yoga, e tutte le discipline orientali basano i loro  principi ed i loro metodi proprio sul presupposto che il nostro corpo, essendo materia, è costituito da energia, e molte evidenze si riscontrano negli effetti del magnetismo, dell’ipnosi stessa, del simbolismo archetipale, nella manifestazione del campo aurico, negli insegnamenti sui chakra, sui meridiani, sull’energia che mantiene vivi e sani gli organi interni e che ci consente di essere in armonia con noi stessi per poter coinvolgere chi desideriamo
Addentrandosi nel mondo energetico e sempre più eterico, possiamo vedere lo Spirito come principio vitale di ogni essere, come seme divino in noi che, se risvegliato, permette un’elevazione delle proprie frequenze energetiche ed il raggiungimento di facoltà e potenzialità umane più elevate.
È così che si delinea l’Uomo Triadico, proprio perché costituito da tre elementi vitali: mente, corpo (materia = organico ed energetico) e spirito.
Ma quali soluzioni? Come poter agire o reagire nel modo più consono alla nostra persona, come evitare di farci ancora del male? Come riuscire, invece, a limitare i danni? E come nutrire il nostro corpo di energia buona e la nostra mente di pensieri positivi?
Diverse sono le soluzioni per le altrettante differenti esigenze e aspettative che ognuno di noi ha dentro di
sé.