mercoledì 6 giugno 2012

Amore universale ed amore personale







L'amore universale che abbiamo vissuto prima  nascita per un istante quasi illusorio si trasforma in amore personale nel momento della nascita stesso.
E qui nascono anche i problemi dell'uomo.
Problemi di vita problemi relazionali, nell'amore e nella seduzione.
Qui si impone la conoscenza e l'assimilazione dei metodi di seduzione dell'ingegneria della seduzione per vivere bene e per vivere meglio.
I rapporti con i genitori inevitabilmente ci causano sofferenze che ci portiamo dietro anche da adulti
La paura del mito genitoriale apre il problema di coscienza e trasforma il concetto di
amore universale in amore definito , specifico in cui emerge l’individuo e la propria
individualità ed emerge la paura del mito genitoriale.



Per vivere bene e meglio è necessario attuare una  decompressione dei conflitti interiori per
ottenere armonia interiore da vivere come un fatto naturale, non costrittivo,
che ricompone l’equilibrio con se stessi, realizzando negoziati e compromessi con
la sfera emotiva  tramite i quali si torna a mirare alla conquista del proprio benessere e di
una vita qualitativamente migliore.






In realtà esigenza ed appagamento sono i due termini che esprimono il contrasto
che provoca la distonia, ossia la divergenza fra l’istanza logica e quella emotiva, ma è altrettanto vero che senza di essa non ci sarebbe quella energia propulsiva che porta al cambiamento, al miglioramento di se stessi, a tal punto che se la si blocca l’individuo non agisce più.



Come detto in precedenza “ All’inizio fu amore “, prima  della nostra nascita fu proprio amore assoluto, poi quest’amore subisce delle ripercussioni e ci saranno in seguito solo “atti” d’amore.
Ma c’è differenza tra amore inteso come globalità dell’essere,come idea di amore ed il concetto di amore che si sviluppa successivamente, in atti d’amore.


Dopo la nascita, l’amore universale entra in collisione le esigenze personali in contrasto con le esigenze genitoriali.
Lo sviluppo di questa distonia porta 
ribellione che trasforma il concetto d’amore in pensiero di libertà inteso come una
“vincita”.
E' un po come la rinuncia al paradiso terrestre in nome della propria dignità.
Qualora avvenga  questo atto di ribellione riacquisteremo dignità ed indipendenza altrimenti saremo sempre soggiogati da un pensiero genitoriale che albergherà nella nostra mente.
Andare contro il pensiero genitoriale richiede coraggio.
Tutto questo è la ripresa simbolica dell'atto di ribellione dell'uomo a Dio nel Paradiso terrestre.
Come diceva De Andre :


"Dio imbroglio' il primo uomo. Lo costrinse a viaggiare una vita da scemo. Nel giardino incantato lo costrinse sognare, a ignorare che al mondo c'e'il bene e c'e' male. Quando vide che l'uomo allungava le dita a rubargli il mistero di una mela proibita, per paura che ormai non avesse padroni lo fermo' con la morte invento' le stagioni. F. De Andre"


Quindi noi identifichiamo un tiranno, ossia il genitore che ci impedisce la libertà di amare.
Atto di libertà che occupa un modello comportamentale, non un amore assoluto.
Ribellione quindi contro chi ci impedisce di avere piacere. L’individuo ama sé stesso ed entra in collisione con l’amare il creatore ( i nostri genitori).


Come è possibile evitare tale scontro ?
E’ impossibile a meno che non si rinunci a sé stesso.
Gesù ha rinunciato all’atto specifico di amare per seguire invece l’amore universale.


Il pensiero di amore universale entrando in collisione con la nostra coscienza crea il
pensiero di libertà ed il sogno.
Per coscienza si intende i principi di dignità, i fondamentali, le basi.
L’atto di ribellione nei confronti delle persone care in quanto si arriva ad un momento in cui la persona deve abbattere  simbolicamente il pensiero genitoriale per avere la propria libertà.
Ma il pensiero genitore combatte per evitare questa situazione.


È l’atto di ribellione che porta la scissione nell’individuo da pensiero d’amore universale in pensiero d’amore individuale .
Anche il figlio teme però di fallire come il genitore.
Ecco quindi la paura dell’emulazione del mito genitoriale.




In realtà esigenza ed appagamento sono i due termini che esprimono il contrasto che provoca la distonia, ossia la divergenza fra l’istanza logica e quella emotiva, ma è altrettanto vero che senza di essa non ci sarebbe quella energia propulsiva che porta al cambiamento, al miglioramento di se stessi, a tal punto che se la si blocca l’individuo non agisce più.










Nessun commento:

Posta un commento