giovedì 14 giugno 2012

Comunicazione analogica e coinvolgimento emozionale






La comunicazione analogica  offre strumenti atti ad impostare durante il dialogo l’empatia necessaria per avviare le procedure di coinvolgimento emozionale e seduzione di tipo indiretto, e per sviluppare risorse interiori, motivazione e volontà ,  per tanto definisce:

La natura di relazione: complementare o competitiva;

La qualità della relazione: interattiva o manipolativa;

Le procedure induttive indirette: distonia e contrapposizione;

Gli atti comunicativi non verbali e simbolici espressi dall’operatore;

Le verifiche analogiche: segnali non verbali di carico tensionale, gradimento, rifiuto;

Le verifiche logiche: antitesi comparative e sostitutive;

Il pilotaggio della fenomenologia richiesta;

Lo studio della comunicazione analogica permette all’operatore di utilizzare opportuni modelli pragmatici per l’impostazione e la gestione della relazione avvalendosi di stimolazioni subliminali durante i dialoghi professionali o privati.
Dobbiamo acquisire gli strumenti personali e la forza interiore per mettere in atto tutto ciò.


La pratica delle  marziali e loro fillosofie sottostanti (Buddismo, Taoismo, Confucianesimo) c’insegnano a rispettare il prossimo. Il Buddismo, inoltre c’insegna il distaccamento.

L’interazione umana spesso comprende il conflitto. Il conflitto non è necessariamente violento; un conflitto può essere quando due persone che convivono volgiono vedersi due programmi televisivi diversi allo stesso momento. Il conflitto si può risolvere tramite il negozioato, e spesso tutti gli attori possono vincere: si guarda uno e si registra l’altro.

Il rispetto del prossimo comprende il lasciarli fare gli affari propri, e darli l’opportunità di risolvere i propri conflitti. La gente impara e cresce dal combattere le proprie battaglie. Impicciarsi degli affari altrui senza invito è condiscendente.

Non è compito nostro imporre la nostra volontà sugli altri utilizzando le nostre competenze marziali per forzare una sottomissione o minacciare. Fare ciò banalizza la nostra arte e formazione. La libertà di pensiero, opinione ed associazione stanno alla base di una società libera. Dobbiamo rispettare le opinioni e desideri altrui, anche se non siamo d’accordo.

Quando ci s’imbatte in un combattimento, né la sua causa, né colpevolezza o innocenza delle parti coinvolti è apparente di solito, e caricare a piena forza contro una parte o l’altra mentre s’ignorano i fatti potrebbe risultare un errore in seguito. Senza dubbio entrambi le parti del conflitto argomenterebbero (probabilmente convinti) che la propria causa era quella giusta.

Potrebb’essere meglio agire per mitigare il livello generale di violenza piuttosto che schierarsi, cerca di persuaderli a fermarsi, manifestando disapprovazione verso la violenza da qualsiasi parte, approvando l’azione razionale ed il colloquio. Blocca e vincola gli aggressori piuttosto che schiacciarli.

Nessun commento:

Posta un commento