lunedì 4 giugno 2012

Gestire le emozioni per essere felici




E' possibile imparare a gestire le emozioni per essere felici , vivere nel benessere e per vivere bene l'amore.
Le emozioni sono delle manifestazioni diverse di condizionamenti innati o acquisiti,
esse sono fugaci, furtive. Le emozioni hanno una causa, un oggetto di desiderio, hanno un inizio
ed una fine e una durata nel tempo, che dipende dalla compressione iniziale  Ad ogni stimolo sensoriale corrisponde.

La ragione per cui le emozioni sono così potenti  é che la loro funzione é di spingerci
ad agire , ed é per questo che la sfera emotiva riconosce solo il presente e non il passato ne il futuro.
Per la sfera emotiva lo scorrere del tempo non esiste.

Quante volte, nel provare una qualsiasi emozione, ci siamo sentiti completamente
incapaci di governarla ? Quante volte ci siamo detti bisognerebbe imparare a  meglio le nostre emozioni ? In realtà, non si tratta
esclusivamente di un problema di autocontrollo ma di gestione delle emozioni. 
Per poter gestire al meglio le  emozioni é necessario capire la loro
importanza e la loro provenienza.
Dobbiamo imparare a capire le motivazioni che stanno alla base delle compressioni emotive.
 Siamo esseri emotivi, impossibile non provare emozioni !
In realtà, tutti i nostri gesti, atteggiamenti, pensieri, azioni possono essere ricondotti
ad una nostra emozione del momento.
Ogni micro movimento del nostro corpo corrisponde ad una emozione.
Le emozioni hanno un loro linguaggio.
Impararlo è fondamentale per vivere bene.

Addirittura, il nostro corpo, ci parla di emozioni compresse ,
esperienze o sentimenti che abbiamo nascosto nella sfera emotiva. Il fatto di
provare le emozioni deve essere però un atto circoscritto alla loro utilità.
Accade invece spesso che le emozioni del passato restino nel presente in quanto
memorizzate come risposte ad un medesimo stimolo e tenendo conto che le emozioni non sono condizionate dal tempo Accendiamo la radio ed
ascoltiamo una vecchia canzone dimenticata, che evoca un’emozione di gioia, un
momento felice della nostra vita messo in un angolo della memoria.
Cosi come in questo caso riviviamo un’emozione “positiva », accade però di provare
vecchie emozioni “negative” in quanto risposte memorizzate a stimoli innati o
acquisiti. Se a tre anni abbiamo paura del buio, e rispondiamo con un certo
comportamento come per esempio non poter dormire da soli, a trent’anni possiamo
ancora associare al buio la medesima paura e quindi il non potere dormire da soli,
anche se questo comportamento non é più consono alla nostra etàe se non riusciamo a collegare logicamente i due eventi.
Le relazioni infatti sono analogiche e non logiche.
Spesso viviamo male il presente per accadimenti del passato che logicamente nemmeno ricordiamo più.


.Ecco quindi che i ricordi analogici (non logico razionali) delle nostre emozioni del passato possono bloccare il nostro benessere e la nostra felicità  in quanto
creano percorsi mentali che associano ad un certo avvenimento o esperienza, la stessa
emozione vissuta già nel passato in occasione di un’esperienza analoga.
Diventa allora indispensabile per la nostra felicità e per il nostro benessere capire quali sono le nostre
emozioni e individuare quelle « negative » che necessitano di essere « revisionate » e
«positivizzate». 
Si utilizza la caratteristica del cervello umano di non distinguere tra il reale e l'intensamente immaginato.
Il pensiero analogico può costruire delle nuove e più positive realtà.
Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice.
Il passato, in definitiva, deve essere semplicemente informativo e
non deve possedere una carica emotiva ancora nel presente.
Se continuiamo a sentire un’emozione al di là della sua utilità, essa non é più
un’emozione, ma diventa un sentimento.
I sentimenti possono appartenere al presente, al passato e al futuro, sono duraturi e
stabili.
Possiamo organizzare le emozioni per farle diventare stabili sentimenti di benessere interiore.


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