sabato 23 giugno 2012

Segnali analogici nella programmazione neurolinguistica




Sono molti i segnali analogici nella programmazione neurolinguistica.
Sono molto utili in campi diversi, dal lavoro , alla vita sociale per capire se lui ha un'altra o se lei ha un altro.


L’interesse è rivolto al livello analogico della comunicazione, che comprende particolari aspetti del
linguaggio non verbale: i cambiamenti della postura, nella respirazione, nel tono di voce, nella
muscolatura facciale e, soprattutto, i movimenti degli occhi. 
Mentre si comunica qualcosa verbalmente, la fisiologia analogica accompagna sempre l’espressione
dei contenuti lasciando trapelare
molte informazioni.
Questi messaggi sono relativi non tanto al “ cosa” si pensa, ma piuttosto a “come” si pensa: per
mezzo di quali strategie interne e inconsce si costruiscono il pensiero e l’attività della persona, attraverso quali canali neurologici ( quindi con
precisi riferimenti fisici) si organizza l’esperienza.


Le strategie interne hanno una relazione con i tre canali sensoriali (o sistemi di riferimento) visivo,
uditivo e cenestetico, attraverso i quali avviene il contatto con l’esterno (sia in input - informazione
che in output - espressione).
Uno studio sulle strategie interne può dunque avvenire proprio sulla base della loro relazione con i canali sensoriali cui si riferiscono e, in particolare, prestando attenzione ai “predicati” che l’interlocutore
utilizza e ai “segnali di accesso.”
Attraverso la scelta dei predicati da utilizzare, infatti, il soggetto dice ( letteralmente) a quale dei tre
sistemi rappresentazionali sta facendo riferimento e quindi in che modo sta organizzando l’esperienza
in atto.
“Le parole che impieghiamo per rappresentare la nostra esperienza  sono l’esatta conversione del
modo in cui ci rappresentiamo la nostra esperienza.” ( Grinder e Bandler).
Per chiarire meglio, ecco alcuni
esempi:
Sistema di riferimento visivo
“Non mi è chiaro”
“non vedo il nesso”
“Mi ha dipinto un quadro della situazione”


Sistema di riferimento uditivo
“Mi suona bene”
“ Qualcosa mi dice che…”
“ Mi ronza un idea in testa”
Sistema di riferimento cenestetico
“Ho afferrato il concetto”
“ Ho la sensazione che…”
“ Ha dato un giudizio pesante”
“Bisogna tastare il terreno”
Altri parametri da valutare:
occhi: posizione , direzione,
battito delle palpebre;
voce: cadenza, tono, volume;
viso: tensione / rilassamento
muscolare,
cambiamenti del
colorito;
postura: relazione della
posizione di capo -
collo - mento -
corpo;
respirazione: localizzazione (petto,
diaframma,addome);
cambiamenti di ritmo,
frequenza, ampiezza.


Prendendo in considerazione, per chiarire meglio, l’analisi delle posizioni degli occhi, la teoria della
P.N.L. sostiene che queste siano in riferimento attivo ( visivo, uditivo o cenestetico) e con riferimento alla
realtà esterna (ricordi) o all’attività interna ( immaginazione, creatività):
questo a causa del collegamento pupilla - nervo ottico - emisfero cerebrale o sinistro o destro.
Lo schema che segue spiega più dettagliatamente l’ipotesi e,semplificando al massimo, evidenzia
gli aspetti fenomenici e visibili della neurolinguistica, comunque riscontrabili anche da un osservatore
che ponga una attenzione non eccessivamente attenta agli aspetti propri della comunicazione visiva.


Movimenti oculari
In alto a sinistra : visivo ricordato
In alto a destra: visivo costruito
In orizzontale a sinistra : uditivo ricordati
In orizzontale a destra : uditivo costruito
In basso a sinistra: dialogo interno 
In basso a destra: cenestesico


In conclusione, la capacità di leggere e interpretare questi segnali permette di mettersi sulla stessa
lunghezza d’onda dell’interlocutore.
Le informazioni ricevute consentono di capire secondo che modalità sta organizzando il suo
pensiero e la sua esperienza;
rispecchiando i suoi messaggi analogici si acquisisce la possibilità di entrare in un contatto più
profondo, inconscio con lui e di condurre più efficacemente l’interazione.

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