martedì 31 luglio 2012

Come sviluppare l'autostima






Imparare come sviluppare l'autostima è molto importante perchè se non impariamo ad amarci nessuno ci amerà
chi non ama se stesso non sarà amato dagli altri.
La nostra parte emotiva apprende per prova ed errore, e, durante l'apprendimento, tende a rigettare i nuovi messaggi che non siano caricati da emozioni positive o che ingenerano un comportamento non premiante: è assolutamente necessario, se vogliamo camminare sulla strada del miglioramento, che ci rendiamo quindi conto man mano di quello che abbiamo raggiunto, e che manteniamo un atteggiamento di gratitudine verso noi stessi e l'universo per i risultati ottenuti: così facendo, infatti, mandiamo un'onda di soddisfazione in noi stessi, e rendiamo più facile il nostro successivo agire nella stessa direzione. Essere grati per i risultati già raggiunti e rendersi conto dei risultati mano a mano che vengono raggiunti permette di arrivare alla meta. Se una persona cammina verso un obiettivo, ogni passo la porta più vicina al risultato, anche se ogni passo non arriva certamente da solo ancora al risultato finale; negare l'utilità della strada già percorsa è rinunciare sempre e sicuramente ad arrivare. Molta gente fallisce perchè pur ottenendo dei buoni risultati all'inizio, non li riconosce e non è grata per averli raggiunti: così facendo distrugge tutto il lavoro fatto perchè nessun risultato di valore può essere raggiunto in un colpo solo; nello stesso tempo instaura una reazione di indifferenza verso il raggiungimento di risultati positivi e rende sempre più difficile ogni successiva azione in tale senso.


Ecco un esercizio semplice utile per sviluppare l'autostima
Per essere efficaci e` fondamentale avere fiducia e stima di se` stessi
1) Ricordate una volta nella quale avevate molta stima di voi stessi
2) Stringete il pugno
3) Immaginate una lastra di plexiglas che vi protegge
4) Tenendo le sensazioni di autostima e di protezione, immaginate di passare attraverso un avvenimento nel quale nel passato siete stati criticati
5) cosa notate?
L'espressione positiva con gli altri ed il suo riflesso su noi stessi
L`armonia con noi stessi e` legata all`armonia con gli altri.
Alcun persone trovano difficile esprimere apprezzamento per gli altri.
Queste persone finiscono inevitabilmente per avere anche poco rispetto di se` stesse.
Esercizio: rivolgete almeno un'espressione positiva al giorno a qualun'altro e notate quello che accade



lunedì 30 luglio 2012

Conquistare una donna con il metodo dell'ingegneria della seduzione





E' possibile conquistare una donna con il metodo dell'ingegneria della seduzione?
Certamente, così come è possibile conquistare un uomo.
l'ingegneria della seduzione studia le modalità di comunicazione e di seduzione non verbali e soprattutto comportamentali finalizzate all'acquisizione di potenziale di seduzione.
Il potenziale di seduzione è il grado di coinvolgimento.
Gli esseri umani sono coinvolti quando per l'oggetto del desiderio sono disposti a fare cose che normalmente non farebbero.
l'uomo per conquistare una donna deve essere in grado di agire su tre livelli.


livello logico
livello istintuale
livello emozionale.


Il livello emozionale è quello più importante perchè legato alla sfera emotiva.Questo livello deve essere utilizzato prima di quello spesso istintuale che invece sottende all'attrazione fisica.
Questo è dovuto a motivazioni sia di natura culturale sia di sopravvivenza della specie che di fatto implica che a livello statistico molte donne passino dall'amore al sesso.
Questo significa che per lasciarsi andare sessualmente devono provare un'emozione.


Questo non significa che non si possa operare all'inverso.
D'altra parte se è vero il verso è vero anche l'inverso.
agire con la sequenza contraria sfrutta il meccanismo della dissonanza cognitiva.
cioè se una donna va a letto con un uomo è probabile che successivamente si strutturi la credenza  di essere innamorata dell'uomo in oggetto.


Per coinvolgere e per conquistare una donna bisogna imparare a porre i giusti vincoli.


l'ingegneria della seduzione insegna proprio come strutturare una rete di vincoli che crei un legame che parta dalla sfera emotiva passi per quella istintuale ed arrivi a quella logica.
e' importante rispettar la sequenza giusta, altrimenti un possibile successo potrebbe trasformarsi in fallimento.
Il metodo prevede.
Nella prima fase leggere dalla comunicazione emotiva, simbolica e non verbale della donna quali sono le sue esigenze e distonie emotive.
Successivamente l'uomo attraverso il suo comportamento e con la sua comunicazione emozionale dovrà amplificarle a livello subliminale.
Questo produrrà un buon potenziale di seduzione che farò si che la donna si concederà sessualmente.
l'aggancio sessuale accrescerà ancora il potenziale.
sarà sufficiente a questo punto ricalcar valori e credenze per entrare anche su un piano logico e chiudere il processo di conquista.





domenica 29 luglio 2012

La menzogna






La MENZOGNA  è un atto comunicativo consapevole e deliberato di ingannare un altro che non è consapevole e non desidera essere ingannato.
Esiste un linguaggio della menzogna.



LA “FAMIGLIA” DEGLI INGANNI.
Proprietà essenziali della comunicazione menzognera:
1. falsità di contenuto di quanto si è detto
2. consapevolezza di tale falsità
3. intenzione di ingannare il destinatario
L’ inganno si differenzia dall’errore in cui si dice il falso senza esserne consapevoli, e dalla
finzione (parodia, barzelletta, far finta ecc.) in cui l’attore non ha intenzione di ingannare ma di
essere smascherato e desidera che l’interlocutore scopra che il messaggio è falso. Caratteristica
distintiva: intenzione di ingannare (far credere al destinatario ciò che il parlante sa non essere
vero).



L’ inganno non è una categoria comunicativa omogenea, e comprende diverse sottocategorie:
• auto-inganno
• falsità patologica impiego sistematico e regolare della menzogna
nell’interazione con gli altri
• menzogne preparate evitare una punizione
• menzogne impreparate Far fronte a una situazione imbarazzante
• bugie innocenti o
convenzionali
buona educazione
• bugie pedagogiche rassicurare un bambino


Principali segnali di menzogna 
Quando una persona mente (a prescindere dalla proprietà di linguaggio) tende ad azzerare i movimenti delle mani e delle braccia. Questo perché nel momento in cui si mente, per non essere scoperti si devono dare meno informazioni possibili, e maggiori sono i gesti che si producono, maggiori saranno le informazioni comunicate e maggiore le possibilità di essere scoperto







1. Incertezza/vaghezza: inviare messaggi volutamente ambigui , presenza di
informazioni irrilevanti, verbi assoluti ecc.
per aumentare le probabilità per smascherare una bugia bisognerà osservare la situazione nel suo contesto e nella sua interezza. Per questo si dovranno osservare tutti quei segnali che si discostano dal comportamento abituale, capire se un argomento o una risposta produce sensazioni negative o di disagio. Qualora ci si accorgesse che una risposta determina una reazione che si discosta dalla norma é opportuno cambiare discorso e magari riprenderlo in un secondo momento, osservando se lo stesso atteggiamento negativo si ripropone. Non affidarsi ad un solo segnale, la conferma di un atteggiamento negativo é data da più segnali, più gesti che rivelano lo stato emotivo di una persona.


2. Reticenza/non immediatezza: ritirarsi da un’interazione diretta attraverso risposte più
brevi, tempi di latenza più lunghi, minore frequenza dello sguardo, maggiore distanza
prossemica eccetera
3. Dissociazione: allontanare da sé la responsabilità della menzogna attraverso un
limitato riferimento alle proprie esperienze ed interessi, maggior riferimento agli altri, scarsa
immediatezza linguistica eccetera 4. Protezione dell’immagine e della
relazione: presentarsi in modo favorevole e positivo attraverso i cenni del capo, il sorriso,
evitando le interruzioni 
Toccarsi o grattarsi il viso (naso, occhi) può essere sintomo di un disagio prodotto dall’aumentare dello stress o dell’ansia, ma non per questo una persona sta mentendo.







sabato 28 luglio 2012

Linguaggio Logico ed Analogico






Gli esseri umani comunicano sia con il modulo logico sia con quello analogico.
- Il linguaggio  logico  ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica adeguata nel settore della relazione.
- Il linguaggio analogico ha la semantica ma non ha nessuna sintassi adeguata per definire in un modo che non si ambiguo la natura delle relazioni.
Analogia calcolatori numerici (operano con numeri) e analogici (manipolano gli analoghi dei dati.
Nella comunicazione umana 2 possibilità di far riferimento agli oggetti:
COMUNICAZIONE LOGICA - PAROLA: dar loro un nome – numerico.
Uso della parola per nominare una cosa: rapporto tra nome e cosa nominata è rapporto arbitrario. Le parole sono segni arbitrari manipolati secondo sintassi logica della lingua. Nessuna particolare ragione perché parola di 5 lettere g-a-t-t-o denoti un
particolare animale. Si tratta solo di una convenzione semantica della lingua italiana, fuori dalla quale non esiste alcuna correlazione tra parola ed oggetto rappresentato (parole onomatopeiche sono eccezione trascurabile). Se l’uomo non avesse sviluppato il linguaggio  logico  sarebbero impensabili molte, se non tutte, le opere di civiltà che ha compiuto.
Serve a scambiare informazioni sugli oggetti e a trasmettere le conoscenze di epoca in epoca.
COMUNICAZIONE ANALOGICA - IMMAGINE (esplicativa): rappresentazione con
un’immagine (come nel disegno) – analogico.
C’ è qualcosa di specificamente simile alla cosa che si usa per esprimerla. Es: mentre non
arriveremmo a capire una lingua straniera ascoltandola alla radio (per quanto si possa
prolungare il tempo di ascolto), è possibile dedurre con una certa facilità i contenuti fondamentali di un messaggio espresso con il linguaggio dei segni e dei cosiddetti movimenti di intenzione anche in persone di diversa cultura. La comunicazione analogica
ha le sue radici in periodi molto più arcaici dell’evoluzione e la sua validità è molto più  generale del modulo numerico della comunicazione verbale, relativamente recente e assai più  astratto.
Cos’è dunque la comunicazione analogica? La comunicazione analogica è ogni comunicazione non verbale: non solo il movimento del corpo (cinesica), ma anche le posizioni del corpo, i gesti, l’espressione del viso, le inflessioni della voce, la sequenza, il
ritmo e la cadenza delle stesse parole, come pure i segni di comunicazione immediatamente presenti in ogni contesto dove ha luogo un interazione (lavarsi i denti in una strada affollata).
C’è tutto un settore in cui facciamo affidamento quasi esclusivamente alla comunicazione analogica, spesso discostandoci assai poco dall’eredità trasmessaci dai nostri antenati mammiferi: il settore della RELAZIONE. Anche negli animali superiori le vocalizzazioni, i movimenti d’intenzione e i segni di umore sono comunicazione analogica mediante la quale definiscono la natura delle loro relazioni. Il gatto che, quando apriamo il frigorifero, subito accorre e si strofina sulle nostre gambe miagolando non vuol dire “Voglio il latte” (come un essere umano), ma piuttosto “Fammi da madre”: si appella, in altre parole, ad una relazione specifica. Infatti, si può osservare un comportamento simile tra un gattino ed un gatto adulto e mai tra 2 animali adulti. Ciò che gli animali capiscono non è il significato delle parole ma la ricchezza della comunicazione analogica che si accompagna al discorso.
Ogni volta che la relazione è il problema centrale della comunicazione il linguaggio logico  è pressoché privo di significato. Tale fenomeno si riscontra non solo tra animali e tra uomo e animale, ma anche in molte situazioni della vita umana:
corteggiamento, accoppiamento, lotta, ecc.) e nei rapporti con bambini molto piccoli e con
certi pazienti psichiatrici. A quante categorie (animali, bambini, “folli”) si è sempre attribuita
particolare attitudine nel distinguere la sincerità dall’insincerità nel comportamento umano
poichè se è facile dichiarare qcosa verbalmente è molto difficile sostenere una bugia nel regno dell’analogico.
Rispetto alla distinzione relazione-contenuto, si può dedurre che l’aspetto di contenuto può essere più  facilmente trasmesso con il modulo numerico, mentre il modulo analogico sarà naturalmente prevalente nella trasmissione dell’aspetto di relazione.
Differenze comunicazione analogica e numerica
Il materiale del messaggio numerico ha un grado di complessità, versatilità, astrazione molto più elevato di quanto avviene nella comunicazione analogica. Qta manca di: sintassi logica, elementi del discorso (se–allora, o-o, ecc.), non è praticamente in grado di esprimere la negazione o i concetti astratti, ecc.
L’uomo ha necessità di combinare questi due  linguaggi sia come trasmettitore che come ricevitore ed è costantemente impegnato nella traduzione in una direzione e nell’altra, operazione che si presenta spesso assai complicata. Non solo non è possibile alcuna traduzione dal modulo numerico a quello analogico che possa evitare una notevole perdita di informazioni, ma anche l’operazione inversa presenta enormi
difficoltà.

Errori nella “traduzione” del materiale analogico in logico
Il materiale del messaggio analogico (come la scrittura cinese) manca di molti elementi
che invece sono presenti nel linguaggio numerico, tra cui la morfologia e la sintassi. Nel tradurre messaggi analogici in numerici è necessario aggiungere gli elementi mancanti. Il materiale analogico è per molti aspetti contraddittorio e si presta ad interpretazioni numeriche assai diverse e talvolta incompatibili. Se sorge una controversia interpersonale sul significato di un particolare messaggio analogico è probabile che venga fornita l’interpretazione + coerente con l’opinione posseduta circa la natura della relazione. Portare un dono, ad es.è una comunicazione analogica interpretabile a seconda della relazione con il donatore (da gesto di affetto a tentativo di corruzione) se una persona sottoposta ad interrogatorio impallidisce e trema dimostra la propria colpevolezza o soltanto il comportamento di un innocente spaventato dal sospetto che grava su di lui? Anche quando la traduzione sembra adeguata, la comunicazione logica può restare poco persuasiva a livello di relazione La mancanza di funzioni di verità logica nel linguaggio analogico è particolarmente
evidente per la negazione praticamente impossibile da rappresentare a livello analogico.
(Esempi in cui la disperazione nel sentirsi respinto e nel non poter dimostrare la mancanza
di intenzioni ostili provoca reazioni violente).
Unico modo per risolvere il problema: mostrare e proporre l’azione che si vuol negare e poi non portarla a termine. Esempio del delfino che ricambia il gesto di fiducia dell’uomo che si lascia prendere la mano tra le fauci, esponendo, a sua volta, un
punto debole del proprio corpo (corrispondente alla gola) all’azione dell’uomo.

venerdì 27 luglio 2012

Comunicazione e metacomunicazione






Comunicazione e metacomunicazione rappresentano contenuto e forma di una relazione .
La forma definisce il contenuto, come è ben evidente dalla comunicazione ironica.
Gli individui non solo “si mettono in comunicazione” (trasmissione delle informazioni), non solo “partecipano alla comunicazione” (approccio interazionista) ma “sono in comunicazione” e attraverso la comunicazione mettono in gioco se stessi e la propria identità. Nella
e con la comunicazione le persone costruiscono, alimentano mantengono e modificano la rete delle
relazioni in cui sono costantemente immerse e che esse stesse hanno contribuito a tessere.
DISTINZIONE NOTIZIA - COMANDO
In ogni atto comunicativo vi sono 2 livelli distinti ed interdipendenti:
livello di NOTIZIA: Il contenuto della comunicazione, cosa dice, gli enunciati che produce
livello di COMANDO: L’indicazione all’interlocutore su come intendere le cose che dice e con
quale valore comunicativo.
Il comunicatore esercita sempre un grado di controllo su quanto manifesta, ed indirizza il suo
messaggio secondo una determinata direzione comunicativa in linea con la sua intenzione (tono e
intensità della voce, come pronuncia la frase, mimica, gesti…).
Per questo, la comunicazione non è un processo semplice ma si articola su 2 livelli:
Livello della COMUNICAZIONE
Contenuti che vengono scambiati
Livello della METACOMUNICAZIONE
Comunicazione che ha come oggetto la comunicazione
stessa: l’oggetto della comunicazione diventa la cornice (frame) in
base alla quale interpretare il messaggio. L’attenzione si sposta dalle
informazioni e dai contenuti alla relazione interpersonale che si crea
tra gli interlocutori.
DEFINIZIONE DI SE’ E DELL’ALTRO
La comunicazione diventa il tessuto che crea, mantiene, modifica e
rinnova i legami (di qualsiasi tipo) fra i soggetti. Quando un soggetto comunica qualcosa a
qualcuno, definisce nello stesso tempo se stesso e l’altro e la natura della relazione che
li unisce. La comunicazione è la dimensione psicologica che produce e sostiene la definizione
di sé e dell’altro.
COMUNICAZIONE COME VORTICE DI SCAMBI
La percezione e definizione di sé e della relazione attraverso la comunicazione è continua e
reciproca tra gli interlocutori; questo flusso continuo a molti livelli genera una spirale di
messaggi in cui stimolo, risposta e rinforzo si sovrappongono e si fondono insieme. Ogni atto
comunicativo è infatti risposta a uno stimolo precedente ma anche nuovo stimolo e rinforzo al
modello comunicativo in essere, rendendo impossibile individuare oggettivamente chi ha iniziato
per primo un certo modello comunicativo.
Questo flusso ininterrotto è spesso alla base di conflitti interpersonali, perché gli individui
tendono a linearizzare e segmentare in modo arbitrario il processo circolare e continuo di
comunicazione; pertanto ogni interlocutore percepisce l’altro come causa del disagio relazionale e
valuta se stesso come ‘vittima’, ponendo le basi per creare a livello comunicativo i cosiddetti
giochi senza fine (es: io alzo la voce perché tu brontoli – io brontolo perché tu alzi la voce).
NELLA COMUNICAZIONE SI GIOCANO LE RELAZIONI UMANE
Bateson (‘58) si rese conto dell’importanza degli scambi comunicativi nel costruire e
regolare le relazioni interpersonali. Individua due modelli di base:
Relazione SIMMETRICA
Si fonda sulla percezione dell’eguaglianza dei rapporti tra partecipanti,
in quanto l’atto comunicativo di un partecipante tende a rispecchiare,
ingrandendolo, l’atto comunicativo (dello stesso segno) dell’interlocutore; si
può generare così una competizione comunicativa.
Relazione COMPLEMENTARE
Si basa sulla percezione della differenza dei rapporti tra partecipanti.
Generalmente questa relazione è caratterizzata da una posizione dominante
e da una sottomessa, e possono giocare coppie di opposti (attivopassivo…).
La comunicazione diventa quindi la base costitutiva dell’identità personale e della rete di
relazioni in cui ciascuno è inserito.
Non vi è relazione interpersonale senza comunicazione e non vi è comunicazione senza relazione
interpersonale: Le relazioni sono intrise di comunicazione, e la comunicazione vive attraverso le
relazioni. Tale rapporto di interdipendenza conduce alla creazione di giochi psicologici di varia
natura e intensità che riguardano tutte le manifestazioni dell’essere umano (seduzione, guerra,
competizione, persuasione, relazioni d’aiuto, ecc): la comunicazione è essenziale per il benessere
psicologico, ed è alla base delle più svariate forme della sofferenza psicologica. Esistono
numerose forme di discomunicazione e di comunicazione patologica, caratterizzate da ambiguità,
cripticità, equivocità o paradossalità degli enunciati (io non sono quello che avrei dovuto essere se
tu fossi stato quello che avresti dovuto essere, ma che in realtà non sei stato).

giovedì 26 luglio 2012

Tipi di suggestioni




Le suggestioni sono molto utili nella persuasione e nella seduzione e nella fascinazione.


Ecco alcuni tipi di suggestione:


a. suggestioni a campo affermativo
- associazione di una nozione certa ed evidentemente piacevole, (positiva) con la suggestione di una possibilità piacevole:
ad es. è una giornata così bella, andiamo a nuotare…
b. suggestioni con rinforzo
- la suggestione è seguita dal truismo (l'associazione positiva e motivante):
ad es. andiamo a nuotare, è una giornata così bella.


c. suggestioni contingenti e reti associative
 Certamente, la logica, il linguaggio naturale e i processi mentali condividono alcuni interessanti aspetti; non vi è però tra loro un sistema di corrispondenza completa. Tuttavia, mentre un sistema logico o matematico può essere completamente definito, il linguaggio sociale naturale e i processi mentali sono continuamente in uno stato di flusso creativo Ciò significa che non esiste nessuna formula fissa, né un sistema logico, né un sistema linguistico che possano completamente determinare o controllare i processi mentali.

- una suggestione è legata ad un modello di comportamento costante o inevitabile:
ad es. ad ogni sospiro che fai, puoi ...
ad es. mentre continui a stare seduto, ti accorgerai ...
- le suggestioni contingenti possono essere unite in reti associative che creano un sistema di reciproco appoggio ed impulso per stimolare e portare avanti un modello terapeutico di risposte.


d. suggestioni per apposizione di opposti (o bilanciamento)
- il bilanciamento tra sistemi opposti è un processo biologico basilare che si fonda sulla struttura del nostro sistema nervoso:
ad es. mentre la mano destra si alza, la sinistra si abbassa…
- il bilanciamento è evidente anche a livello psicologico e sociale.


e. suggestioni dopo shock, sorpresa, momenti creativi
- lo shock offre la possibilità di un momento creativo nel quale l'inconscio del paziente è impegnato nella ricerca interiore di una risposta o di una idea che possa ristabilire l'equilibrio psichico.


f. suggestioni per implicazione
- l'implicazione è una forma psicologico-linguistica di base che fornisce un chiarissimo modello di suggestione indiretta;
- il linguaggio gestuale e quello del corpo sono modalità non verbali di comunicazione che solitamente funzionano attraverso le implicazioni:
ad es. se ti siedi, allora puoi entrare in trance…
ad es. so che ora stai male… (sottolineando “ora”, si implica che “dopo” sarà diversamente)
ad es. alzerai solo il braccio sinistro… (sottolineando “solo” si implica che non alzerai il braccio destro).
Le implicazioni risultano essere maggiormente efficaci quando sono presentate come suggestioni anziché essere espresse direttamente.


g. suggestioni per direttiva implicita
- è una forma di suggestione indiretta che avvia una ricerca interna e dei processi inconsci, e che ci permette di sapere quando viene compiuta una risposta ;
- si distingue in tre parti:
1) una introduzione a tempo obbligato
ad es. …appena ...
2) una suggestione implicita che ha luogo nel paziente
ad es. …il tuo inconscio ha raggiunto l'origine di quel problema…
3) una risposta comportamentale che segnala il momento in cui la suggestione implicita è stata compiuta
ad es. …il tuo dito può sollevarsi…

mercoledì 25 luglio 2012

Come strutturare il Doppio Legame


Strutturare un doppio legame può essere utile per molti motivi.
Ad esempio è possibile risolvere problemi con il doppio legame.
Come strutturare un doppio legame?
Per prima cosa serve un certo tipo di relazione.
Due o più persone interagiscono. In tale interazione è possibile riconoscere una persona che svolge strutturalmente un ruolo di supremazia rispetto all'altra o autoattribuendoselo. Questa seconda persona si trova in posizione di subordinazione, per una qualche ragione, nei confronti della prima. Perlopiù si tratta di relazioni strutturali di sovraordinazione e subordinazione. Alcuni esempi: la madre e il bambino; i fratelli e sorelle maggiori e i fratelli e sorelle minori; l’ufficiale e la recluta; il professore e lo studente; il medico ed il paziente; il direttore d'orchestra e l'orchestrale; il maestro e l'allievo; l'allenatore ed il giocatore; il capoufficio e l'impiegato ecc. Ma anche il figlio adulto e la madre in sedia a rotelle; i fratelli e sorelle minori da una parte e il fratello maggiore malato cronico dall’altra ecc.
Analizziamo il caso della segretaria e del capoufficio o dei dirigenti all'interno di un ufficio. La segretaria si trova in una cosiddetta posizione di one-down nei confronti di un dirigente o di due e più dirigenti per i quali fotocopia documenti. Entrambi i dirigenti, o più dirigenti, hanno potere all'interno della struttura, un potere conferito loro dal contesto di impiego e dalla prassi di lavoro. Sono tutti in una cosiddetta posizione di one-up nei confronti della segretaria che fa le fotocopie. Certamente uno dei due, o più dirigenti, può essere considerato senior rispetto all'altro, agli altri; ma la segretaria è comunque in una posizione di one-down, mentre uno dei dirigenti può essere in una posizione di one-down rispetto ad un altro dirigente e di one-up rispetto ad un altro ancora.
Sorge una situazione particolare, che chiamiamo appunto di doppio legame, quando alla segretaria sono assegnati, per esempio, due compiti indipendenti ma in conflitto l'uno con l'altro: per chi dei due dirigenti fare per primo le fotocopie? Se la gerarchia tra i due dirigenti è chiara, e come tale da tutti riconosciuta, la conflittualità dei due compiti assegnati indipendentemente da ognuno dei due dirigenti viene risolta in prospettiva della segretaria e degli altri attori sociali col semplice riferimento all'autorità di più alto livello. Ma sicuramente insorge ambiguità se la segretaria ha un particolare impegno o una relazione particolarmente profonda nei confronti del dirigente che occupa una posizione di one-down rispetto all'altro dirigente. I suoi sentimenti la spingono a procedere all'espletamento innanzitutto del compito per primo affidatole dal dirigente per il quale ha questa particolare simpatia, e progetti connessi, anche se il senso comune le suggerirebbe di obbedire prioritariamente all'autorità più alta all'interno dell'ufficio. Si ha quindi una conflittualità fra pulsioni emozionali e principio di autorità, ovvero principio di gerarchia. La questione può complicarsi ulteriormente quando per la segretaria entrambi i dirigenti occupano posizioni equivalenti e quando entrambi sono conosciuti per essere soliti rispondere con un livello elevato di ostilità in tutte le occasioni nelle quali non vengono immediatamente soddisfatti i loro ordini. In questo ultimo caso, la nostra segretaria si ritroverebbe molto probabilmente impreparata a rispondere adeguatamente. Potrebbe mancarle la capacità comunicativa di sottrarsi al legame del tipo “sia tu dannata se lo fai, sia tu dannata se non lo fai”.

martedì 24 luglio 2012

Lui ti ha lasciata: come riconquistarlo?



Lui ti ha lasciata: come riconquistarlo?


Riconquista il tuo ex con la giusta strategia .
In queste situazioni è necessario effettuare una strategia di riavvicinamento indiretta.
Agire direttamente, cercandolo e chiamandolo,  infatti non solo è inutile, ma anche controproducente
Per prima cosa devi dissociarti, anche solo per un po di tempo, dal bisogno che hai di lui per guardare
da una nuova prospettiva la  fine del  
rapporto con il tuo LUI.
E' molto probabile che se ti ha lasciata abbia un'altra donna
Non riuscire a chiudere occhio pensando  se tornerà o meno è inutile e ti amplifica ancora di più la sofferenza
Ricorda  se adesso frequenta un'altra donna  ogni tentativo di contatto per un eventuale chiarimento aumenterà il coinvolgimento  che prova per la  sua nuova lei riducendo automaticamente quel poco di coinvolgimento che magari è ancora presente nei tuoi confronti
Non hai alcuna possibilità di coinvolgerlodirettamente  se lui è nella condizione di uomo impegnato con un altra, quindi non commettere l'errore di umiliarti, cercarlo, supplicarlo di tornare con te.

L'unico modo efficace è quello di inserire nella tua relazione un terzo elemento che ti porti fuori dalle sabbie mobili.

Questo elemento potrà essere un soggetto di sesso maschile o femminile, istituzionale o trasgressivo  
a seconda della tipologia emotiva  del tuo EX.
Questo soggetto consapevole  o meno della triade impostata andrà a ricreare quelle condizioni emotivamente significative, vissute dal tuo ex a suo tempo all'interno della famiglia di origine, che saranno la base di un nuovo e più profondo e duraturo coinvolgimento nei tuoi confronti.

Questa è la base di partenza non aspettare oltre, 
agisci con urgenza, il tempo è a tuo sfavore.

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Mettere in atto i giusti comportamenti per Riconquistare il tuo lui.



Imparare ad ottenere senza chiedere, utilizzando la Comunicazione Non Verbale e l'osservazione del linguaggio del corpo;

Imparare a coinvolgere le persone piuttosto che parlare e discutere soltanto;
Cosa evitare assolutamente per non essere seduttivo o peggio ancora essere etichettato solo e per sempre un amico o un amica!
Capire solo dopo pochi minuti dai gesti e dagli altri segnali del corpo cosa pensa veramente l'altra persona di noi;
Saper riconoscere ed amplificare tutti i segnali di attrazione fisica che la persona ci comunica con il suo corpo;
Intuire, capire e gestire una risposta positiva falsa ed agire tempestivamente prima del rifiuto consapevole;Individuare e conoscere tutti gli attivatori di attrazione e sapere come azionarli con grande profitto;
Trasformare una relazione superficiale in un rapporto d'amore, una conoscenza distratta in un innamoramento;
Riconoscere con precisione le differenti esigenze tra la sfera emotiva e la sfera logico-razionale;



lunedì 23 luglio 2012

Comunicare con la sfera emotiva








Come fare a comunicare con il nostro la nostra sfera emotiva? Come fare per comprendere il suo stato di
benessere o di malessere?
La parte emotiva ha una chiave d’accesso simbolica caratteristica di ogni individuo;
Ogni chiave fa parte di una tipologia specifica, ha un proprio codice (attivo/passivo), una propria struttura
(base/alterata), ma al di là di ogni classificazione, la descrizione di ogni chiave è puntuale, precisa e
sbalorditivamente corrispondente alla realtà.
Le differenze si possono cogliere nella diversità di genere sessuale, nella particolare combinazione di
esperienze personali e di fattori ambientali ed è sorprendente come l’autore, in una vasta gamma di sfumature, riesca a cogliere la tipicità del soggetto nel suo vissuto quotidiano.
Un gesto, una parola, un segnale del corpo, non sono una semplice espressione di un modo di comunicare ma sono manifestazioni di specifiche reazioni emotive a determinate situazioni, come un gradimento, un rifiuto, un disagio…ma certi segnali sono ancora più profondi e particolari e rivelano in pochi istanti il carattere di chi ci sta di fronte, la sua visione della vita, le sue rappresentazioni interne, le sue paure, i suoi punti di forza e di debolezza.
La chiave emotiva è il simbolo che ci rappresenta, che palesa agli altri il nostro modo di essere e come ci piacerebbe che gli altri si relazionassero con noi, e già attraverso la lettura del testo si è in grado di
identificarla e riconoscerla negli altri…l’esperienza, la formazione e la pratica poi faranno il resto!
Il simbolo può farci relazionare con il nostro Sé e con gli altri, prendendo anche in considerazione gli influssi che ci derivano dal mondo energetico e da quello spirituale.
L’Energia è la forza vitale che compone e muove tutta la materia.
La Fisica ci insegna che sono diverse le forze esistenti in natura (nucleari, gravitazionali, elettromagnetiche, interazioni fermiane) ed ognuna di queste è presente sia nell’ambiente esterno che ci circonda sia internamente ad ogni essere vivente. Anche l’uomo, che è formato da materia, racchiude in sé le sue energie.
La medicina alternativa, olistica, ayurvedica, l’agopuntura, lo yoga, e tutte le discipline orientali basano i loro principi ed i loro metodi terapeutici proprio sul presupposto che il nostro corpo, essendo materia, è costituito da energia, e molte evidenze si riscontrano negli effetti del magnetismo, dell’ipnosi stessa, del simbolismo archetipale, nella manifestazione del campo aurico, negli insegnamenti sui chakra, sui meridiani, sull’energia che mantiene vivi e sani gli organi interni.
Addentrandosi nel mondo energetico e sempre più eterico, possiamo vedere lo Spirito come principio vitale di ogni essere, come seme divino in noi che, se risvegliato, permette un’elevazione delle proprie frequenze energetiche ed il raggiungimento di facoltà e potenzialità umane più elevate.
È così che si delinea l’Uomo Triadico, proprio perché costituito da tre elementi vitali: mente, corpo (materia = organico ed energetico) e spirito.
Ma quali soluzioni? Come poter agire o reagire nel modo più consono alla nostra persona, come evitare di farci ancora del male? Come riuscire, invece, a limitare i danni? E come nutrire il nostro corpo di energia buona e la nostra mente di pensieri positivi?
Diverse sono le soluzioni per le altrettante differenti esigenze e aspettative che ognuno di noi ha dentro di

domenica 22 luglio 2012

Il segreto della giovinezza




Qual è Il segreto della giovinezza?
Per rispondere dobbiamo capire meglio che cosa è il tempo.
E se il tempo altro non fosse che il frutto di una condizione mentale?Un concetto inserito in qualche modo nella mente umana affinché questa, creatrice
della materia e, di conseguenza, anche potenzialmente distruttrice della stessa,
attivasse da sola, per mezzo della concezione temporale, un processo d’invecchiamento e di autodistruzione.
Ne conseguirebbe che, se nessuno credesse all’esistenza del tempo, diverremmo immortali.”
E’ evidente che, allo stato delle nostre conoscenze, è un’ipotesi che può sembrare assurda. Ipotizza che il tempo altro non sia che qualcosa di immaginario, inserito artificialmente nella mente dell’uomo (e forse di tutto il regno animale), con modalità
e meccanismi che sfuggono alla nostra comprensione, così come è ancora lontana da noi la comprensione dell’uomo stesso, della vita e delle sue origini. Se ciò fosse vero, sarebbe proprio questa immaginazione, attraverso un processo di psicosomatismo, ad innescare un meccanismo degenerativo e, di conseguenza, autodistruttivo. Da qui, quindi, il processo d’invecchiamento, la malattia e la morte.
Ne conseguirebbe che il segreto dell’immortalità starebbe proprio in una “non credenza” dell’esistere del tempo.
Questa ipotesi può in effetti apparire come un concetto demenziale, in quanto non
verificabile. Ci troviamo infatti a vivere un’oggettività regolata da orologi, calendari, mutare delle stagioni, continuo alternarsi del giorno e della notte, e, soprattutto, in cui assistiamo ad un perenne processo di nascita, crescita, invecchiamento ed estinzione;
oggettività all’interno della quale è senz’altro impossibile convalidare un’ipotesi del
genere; ipotesi che comporterebbe anche il capire in che periodo della vita questo processo degenerativo attivi il suo timer.

Per cogliere il segreto della giovinezza (ma anche del meccanismo per il successo)è importante riflettere sul concetto di impulso vitale, o forza interiore o “energia mentale”,
un’energia non derivata fisiologicamente dal nutrimento, bensì un impulso che opera
attraverso di noi, ma che non siamo noi a produrre. Questa forza, teorizza, declina nel
soggetto nevrastenico e fluisce, invece, nell’uomo Questa  forza vitale si potrebbe  chiamare “energia di adattamento” in quanto,  nel corso della nostra vita, dalla culla alla tomba, siamo chiamati ad “adattarci” alle condizioni di tensione; anche lo stesso processo di vivere costituisce una sollecitazione, o un adattamento continuo. Col termine
“sollecitazione” si comprende qualsiasi cosa che richieda adattamento o inserimento, comprendendo le tensioni emotive, il logorio e il dolore della vita o il cosiddetto “processo di invecchiamento”



I pensieri portano mutamenti organici e funzionali
come dimostrato dall’effetto placebo di quei farmaci che, pur contenendo ingredienti inerti, contribuiscono ad influenzare il meccanismo risanatore del corpo
con l’attivazione di un effetto unicamente mentale: la Suggestione. Il paziente si attende dal farmaco, dopo averlo ingerito, un miglioramento; si forma quindi nella sua mente una immagine-scopo di salute. Il meccanismo creativo opera quindi attraverso il meccanismo risanatore per arrivare allo scopo.
Un procedimento analogo, ma inverso, si innesca quando inconsciamente “ci aspettiamo di invecchiare” ad una certa età.
L’idea tradizionale, che sostiene che un 
individuo diventa vecchio e inutile intorno ai settanta anni, è la causa responsabile dell’invecchiamento della maggior parte di coloro che sono ‘vecchi’ a tale età, e che in un più illuminato futuro potremo considerare i 70 anni come mezza età.
Si può comunemente osservare che alcuni individui fra i 40 e i 50 anni
cominciano a sembrare e ad agire come dei ‘vecchi’ mentre altri agiscono e sembrano ‘giovani’.
 Gli ‘anziani’ di 45 anni si considerano individui di mezza età, non più nel fiore degli anni, già in declino ,mentre i ‘giovani’ di 45 anni si vedono ancora lontani dal traguardo della mezza età.
Vi sono almeno due motivi che suggeriscono la ragione per cui arriviamo a considerarci già anziani. Aspettandoci di diventare ‘vecchi’ ad una data età,
possiamo inconsciamente stabilire una immagine-scopo negativa che il nostro
meccanismo creativo dovrebbe realizzare; oppure aspettandoci la ‘vecchiaia’ e temendo i suoi acciacchi possiamo, senza volere, fare ciò che aiuta a provocarla”.
“Quando decidiamo di ridurre la nostra attività mentale e sociale, togliamo valore a noi stessi, ci ‘fossilizziamo’ nel nostro modo di fare, ci annoiamo e
abbandoniamo qualsiasi ‘aspettativa’.
Non dubito che voi possiate rendere ‘vecchio’ nel giro di cinque anni un uomo di trenta in perfetta salute, convincendolo di essere ‘vecchio’ già adesso, che ogni
attività fisica è pericolosa e ogni attività mentale futile. Se voi lo inducete a sedere tutto il giorno su una sedia a dondolo, ad abbandonare tutti i suoi sogni sul futuro, ogni interesse in nuove idee e a considerare se stesso come un individuo ‘inaridito’,
‘senza valore o importanza’ e improduttivo. Sono sicuro che sarete in grado di creare  sperimentalmente un uomo vecchio”


SEDUZIONE SENSORIALE





La seduzione sensoriale utilizza le tecniche della PNL per sedurre.
Ogni oggetto, ogni persona che cade sotto la nostra sfera sensoriale (visiva, uditiva, tattile, olfattiva,
gustativa) subisce un processo di identificazione temporaneo nel quale cerchiamo di armonizzare le
stimolazioni che riceviamo sulla base di quella che è la nostra mappa del mondo, le nostre
esperienze ed i nostri vissuti.
Cioè in pratica gli facciamo, o meglio la nostra struttura logico- cognitiva gli fa uno screening, una
tac, e questo a livello subliminale, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto.
In tutto questo la nostra sfera logica cerca di proteggerci dalle emozioni che giudica potenzialmente
pericolose.
Tutto questo processo avviene in modo dinamico, cioè anche gli stimoli che noi volontariamente od
involontariamente inviamo vengono interpretati secondo quella che è la mappa del mondo del
nostro interlocutore, alcuni vengono giudicati pericolosi dalla sfera logica per cui vengono
censurati.
Se noi riusciamo a stimolare, amplificare, l’emotività del soggetto che abbiamo di fronte superando
quelle che sono le sue barriere logico – razionali, possiamo modificare la sua neurofisiologia
(battito cardiaco, sudorazione, pressione sanguigna, secrezioni ormonali) ma soprattutto possiamo
modificare quelle che sono le sue motivazioni (motivarlo cioè a compiacerci o a compiacere quelle
che sono le nostre esigenze, potrà fare cose che normalmente non farebbe (in preda ad un forte stato
emozionale, ad esempio nel panico di un incendio basta una voce che grida “buttiamoci dalla
finestra” e la gente si butta.
È un pò quello che avviene nelle sedute spiritiche, la forte emotività suscitata può mandare in trance
il medium che a sua volta genera uno stato di emotività nei partecipanti alla catena.
Insomma se riusciamo a superare le barriere difensive logiche del nostro interlocutore (che possono
essere anche morali, ad esempio potrei essere sposato ed avere un vincolo morale al tradimento) e a produrgli emotività la persona non potrà fare a meno di innamorarsi di noi ed anche se la sua logica
poi riuscirà ad impedirgli di mettere in atto quello che la sua emotività lo spinge a fare, che è poi
quello di soddisfare le nostre esigenze, non potrà evitare di pensarci, e noi a livello simbolico
cresceremo dentro di lui.

Il suo desiderio nei nostri confronti aumenterà ed aumenterà la distonia tra quanto desiderato e
quanto posseduto, per cui se questa emozione di amore resterà compressa e non espressa, la persona
vivrà stati di sofferenza, anche acuta, che avrà difficoltà a superare.
È un pò come quando ci innamoriamo di qualcuno che non vuole saperne di noi, l’unica differenza
è che in un caso l’impedimento è esterno, nell’altro l’impedimento è esterno.
Se noi siamo in grado di aprire gradualmente il rubinetto del possesso potremmo garantirci il
mantenimento di uno stato di amore, nel tempo.
Quindi quando una persona ci interessa dobbiamo avere i seguenti obiettivi finale:
produrre uno stato emozionale forte al punto tale da fargli superare i vincoli logici.
Questo però non è sempre facile.
Le persone sono diffidenti, soprattutto ci sono persone con una forte struttura logico razionale che
mette molte barriere
Il nostro inconscio oltre ad essere la sede dei nostri turbamenti, delle nostre emozioni è anche la
sede della nostra mappa del mondo.
In realtà la realtà oggettiva non esiste ma esiste una rappresentazione soggettiva della realtà, questa
rappresentazione soggettiva viene detta mappa.
La mappa viene costruita attraverso i 5 sensi, per cui esistono dei limiti fisiologici, ad esempio
l’essere umano riesce a percepire i suoni entro una certa gamma di lunghezza d’onda, diversa da
quella dei cani .
Lo stesso dicasi per le onde elettromagnetiche visibili.
Al di là di questo esistono più dei filtri soggettivi che fanno si che ogni essere umano si costruisce
una sua mappa specifica.
Un filtro importante è costituito dai canali sensoriali utilizzati in modo prevalente.
Indipendentemente da sesso, razza, religione esisto persone prevalentemente visive, cioè che di tutti
gli input sensoriali restano particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla
fine prendono le decisioni sulla base prevalente degli input visivi.
Esistono poi persone prevalentemente uditive, cioè che di tutti gli input sensoriali restano
particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla fine prendono le decisioni
sulla base prevalente degli input uditivi.
Esistono persone prevalentemente cenestesiche (tatto + olfatto + gusto) cioè che di tutti gli input
sensoriali restano particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla fine
prendono le decisioni sulla base prevalente degli input cenestesici.
Il modo di rappresentarsi la mappa influisce sulle caratteristiche delle persone, vediamone alcune
Visivi:
i visivi, sono molto rapidi, quando guardo le informazioni mi arrivano in parallelo, con un unico
sguardo posso ricevere moltissime informazioni.
Sono persone che di solito hanno molta cura del look, amano guardarsi allo specchio, vogliono
vedere tutto in ordine.
Dal punto di vista della prossemica amano mantenere le distanze, se violiamo la prossemica
avvicinandoci o toccandoli probabilmente riceveremmo dei segnali di rifiuto, a meno di non essere già in intimità.
Sono persone che prendono le decisioni in modo rapido.
Quando parlano usano spesso predicati, riconducibili al senso della vista (è chiaro, è evidente, è
lampande, la situazione è a tinte fosche, vedo tutto nero, non è certo una situazione rosea, me ne ha
dette di tutti i colori, immagino, vedo, ecc.).
Lavori preferiti(dove si realizzano): architetto, pittore, fotografo, abbigliamento, grafico, moda, ecc.
Uditivi
Gli uditivi sono molto lenti, in quanto prima sentono la domanda, poi devono ripetersela dentro, poi
si danno la risposta, se la devono sentire dentro e solo dopo tutto questo sono pronti per formularla.
Sono persone che parlano molto, prima di arrivare al cuore dell’argomento fanno ampie premesse,
molti preamboli.
Usano spesso il dialogo interno, sono attivati da chi gli parla, anche nell’intimità.
Prima di prendere una decisone ci pensano a lungo.
Quando parlano usano predicati riconducibili al senso dell’udito (diciamo, siamo sulla stessa
lunghezza d’onda, questa cosa non mi suona bene, me ne ha dette che non si possono nemmeno
raccontare, mi sono detto)
Lavori preferiti (dove si realizzano). Musicista, traduttore, giornalista, ecc.
Tendono ad essere molto logici.
Cenestesici
I cenestesici sono abbastanza lenti, devono sentire delle sensazioni positive per decidere, amano il
contato fisico, le persone che tengono le distanze vengono giudicate come scontrose, che se la
tirano.
Sono abbastanza lenti nel prendere le decisioni, e sono persone che decidono però talvolta a pelle,
senza motivazioni logiche concrete.
Dal punto di vista della prossemica tendono ad avvicinarsi molto, spesso tendono a toccare l’altra
persona durante il dialogo,soprattutto quando sono interessati alla conversazione o all’amicizia, in
questo modo fanno capire di essere vicini all’altra persona, di esserle amici.
Quando parlano usano spesso predicati riconducibili ai sensi cenestesici (questa cosa non mi va giù,
ho un peso sullo stomaco, questa cosa mi puzza, me ne ha fatte di cotte e di crude, ho la sensazione
che la cosa non giri, mi viene la pelle d’oca solo a pensarci, la cosa ha preso una brutta piega ecc)