lunedì 9 luglio 2012

Archetipi e legami ancestrali







Archetipi e legami ancestrali sono simboli universali che uniscono le persone e possono rappresentare quello che la fisica quantistica definisce entaglement o legame significativo


il termine "archetipo" non ha suscitato la stessa eterogenia interpretativa al pari del "simbolo".


Dal latino "archetypum", nell'antica grecia "l'archétypon" indicava il "modello originario delle forme di cui tutte le cose sensibili sono delle semplici copie".




E' con Carl Gustav Jung che questa espressione trova il suo più ampio impiego.

Egli, dà dell'archetipo due diverse versioni:

- una fenomenologica che si può inserire nella teoria della percezione;

- una mitologica.

Secondo la versione fenomenologica, gli archetipi sono dei "modelli di comportamento innati" ossia delle esperienze accumulate nell'ascendenza genealogica che hanno formato una sorta di "binari" intesi come dei comportamenti innati. In questo senso, punto centrale è l'ereditarietà. A tal proposito porta l'esempio del pulcino che, non avendo appreso precedentemente il modo con cui uscirà dall'uovo, è naturale ritenere che esso lo possegga a priori. Nonostante questa sorta di determinismo, rimane invariato il concetto secondo cui il contenuto dell'esperienza di ciascuno sia ricavato a posteriori dal proprio ambiente.


La versione mitologica dell'archetipo tocca invece le paure ancestrali dell'uomo. Jung infatti dice che quando gli archetipi, da forme a priori che organizzano l'esperienza in maniera umana, diventano "istinti forniti di un'energia specifica" che se trascurata può produrre un'inflazione dell'Io, non si è più sul piano fenomenologico ma su quello mitologico.


Per Jung, miti e archetipi sono strettamente collegati. Infatti, i primi non sono altro che l'esperienza verbalizzata di una serie di immagini che rappresentano la vita dei secondi. Egli inoltre, riferendosi a Teseo ed Ercole, parla di "archetipi di cornportamento" volendo intendere che ogni epoca ha avuto i suoi miti ai quali far riferimento, e che in realtà questi miti, altro non sono che degli archetipi. Il concetto mitologico dell'archetipo viene maggiormente valorizzato da Hillman, fondatore della "psicologia archetipica" che del doppio significato di Archetipo di Jung, radicalizza, appunto, quello mitologico. Per cui gli archetipi diventano dei modelli originari in cui è prescritta la vicenda psicologica di ognuno di noi.
Ci sono antichi metodi per entrare nel mondo degli archetipi:




La Ruota di Medicina
Questo sistema ci sembra particolarmente rappresentativo poiché nasce nella cultura dei Nativi Americani. In questa cultura, maestra di vita è la natura con gli animali e, chi lo propone oggi al mondo intero, intende far iniziare un processo" a chi non ha compreso il proprio legame con la madre terra.


Si afferma che la Ruota di Medicina dovrebbe aprire un nuovo varco alla comprensione in coloro che cercano l'unità in tutti gli aspetti della vita e che la "Medicina" è tutto ciò che può migliorare il rapporto con tutta la vita e con ciò che in quella cultura viene chiamato il "grande mistero".

Il Viaggio dell'Eroe

E un percorso formulato recentemente negli Stati Uniti.

Le lezioni" del Viaggio dell'Eroe, non sono quelle degli animali come nella Ruota di Medicina, ma quelle di dodici archetipi che vengono individuati attraverso i nostri atteggiamenti primordiali. Sono questi ultimi infatti, che ci portano ad assumere diversi ruoli durante le varie fasi della nostra vita, le varie età e vicissitudini, i momenti di gioia, di sofferenza, di espletamento delle nostre capacità o di ripiegamento su noi stessi.


Questo percorso è partito dallo studio delle trame ricorrenti nella letteratura occidentale e dell'eroe inteso inizialmente solo come guerriero, per arrivare in seguito all'affermazione che ogni uomo ed ogni donna sono eroi quando riescono ad intraprendere il loro viaggio.

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