martedì 3 luglio 2012

comunicazione non verbale e comportamento




Comunicazione non verbale e comportamento sono indispensabili per un buon rapporto con gli altri e con se stessi.


La scienza della comunicazione non verbale tratta anche i linguaggi emotivi.

Ci sono occasioni in cui la comunicazione non verbale dice molto di più di quella verbale.
Ad esempio si può osservare in foto Bill Clinton, 42° Presidente degli Stati Uniti d’America, con la moglie Hillary Clinton, attualmente Segretario di Stato USA. Il 1998 è l’anno dello scandalo Lewinsky.

Il suo viso trasmette messaggi che vanno oltre le parole
Per scoprirlo occorre: osservare, calibrare e testare con grande attenzione e sensibilità.
Quali vantaggi puoi ottenere migliorando le tue competenze nel settore della COMUNICAZIONE NON VERBALE? 
  • saper riconoscere e interpretare correttamente i segnali altrui, raccogliendo molte più informazioni di quelle che avresti a disposizione affidandoti solamente all’ascolto delle parole;
  • imparare a gestire il linguaggio del corpo in modo funzionale e coerente alle tue parole, potenziando notevolmente l’efficacia della tua comunicazione.
Tutto questo ci serve anche per capire come le emozioni negative talvolta si coalizzano inducendoci  a comportamenti non funzionali:

Esagerazione: amplificate la portata dei problemi o 


minimizzate le cose buone che ottenete della vita.



Atteggiamento mentale: saltate subito alle 


conclusioni e interpretate le cose in modo negativo. 


Preannunciate sempre che accadrà qualcosa 


d’infausto e concludete che qualcuno ce l’ha con voi.



Bianco o nero: avete l’atteggiamento del «o tutto o 


niente». Se un progetto non si conclude in modo più 


che perfetto lo considerate come un fallimento totale.




Segnare il passo: pensate esclusivamente a una 


situazione negativa trasformando la realtà in uno 


schermo nero senza speranza. Una critica può 


rovinare molte idee positive. Vi lasciate ossessionare 




da piccoli dettagli negativi e ignorate le cose positive.


Ignorare: non tenete conto di ciò che è positivo e 


non concedete mai, sia a voi stessi che agli altri, il 


giusto riconoscimento per un lavoro ben fatto. Dite 


spesso che «non andava abbastanza bene», o che 




«poteva esser fatto meglio». La rabbia nasce dal fatto 


che non vi sentite ricompensati.

Aspettative: vi dite che le cose devono andare in un 


certo modo e che le persone devono comportarsi 


come ritenete giusto che sia. È un atteggiamento che 


origina rabbia e frustrazione sia nei confronti di voi 


stessi che degli altri.


Etichetta: è la sindrome del «o tutto o niente». 


Potreste cucirvi addosso un’etichetta da pazzo, da 


perdente o da stupido. In queste qualifiche 


fallimentari è possibile che includiate anche il vostro 


prossimo. Tutto questo vi porterebbe a vedere il 


futuro in modo negativo e disilluso. Giudicare 


attraverso delle etichette porta spesso a 


interrompere la comunicazione che esiste nei vostri 


rapporti sociali.

Nessun commento:

Posta un commento