domenica 29 luglio 2012

La menzogna






La MENZOGNA  è un atto comunicativo consapevole e deliberato di ingannare un altro che non è consapevole e non desidera essere ingannato.
Esiste un linguaggio della menzogna.



LA “FAMIGLIA” DEGLI INGANNI.
Proprietà essenziali della comunicazione menzognera:
1. falsità di contenuto di quanto si è detto
2. consapevolezza di tale falsità
3. intenzione di ingannare il destinatario
L’ inganno si differenzia dall’errore in cui si dice il falso senza esserne consapevoli, e dalla
finzione (parodia, barzelletta, far finta ecc.) in cui l’attore non ha intenzione di ingannare ma di
essere smascherato e desidera che l’interlocutore scopra che il messaggio è falso. Caratteristica
distintiva: intenzione di ingannare (far credere al destinatario ciò che il parlante sa non essere
vero).



L’ inganno non è una categoria comunicativa omogenea, e comprende diverse sottocategorie:
• auto-inganno
• falsità patologica impiego sistematico e regolare della menzogna
nell’interazione con gli altri
• menzogne preparate evitare una punizione
• menzogne impreparate Far fronte a una situazione imbarazzante
• bugie innocenti o
convenzionali
buona educazione
• bugie pedagogiche rassicurare un bambino


Principali segnali di menzogna 
Quando una persona mente (a prescindere dalla proprietà di linguaggio) tende ad azzerare i movimenti delle mani e delle braccia. Questo perché nel momento in cui si mente, per non essere scoperti si devono dare meno informazioni possibili, e maggiori sono i gesti che si producono, maggiori saranno le informazioni comunicate e maggiore le possibilità di essere scoperto







1. Incertezza/vaghezza: inviare messaggi volutamente ambigui , presenza di
informazioni irrilevanti, verbi assoluti ecc.
per aumentare le probabilità per smascherare una bugia bisognerà osservare la situazione nel suo contesto e nella sua interezza. Per questo si dovranno osservare tutti quei segnali che si discostano dal comportamento abituale, capire se un argomento o una risposta produce sensazioni negative o di disagio. Qualora ci si accorgesse che una risposta determina una reazione che si discosta dalla norma é opportuno cambiare discorso e magari riprenderlo in un secondo momento, osservando se lo stesso atteggiamento negativo si ripropone. Non affidarsi ad un solo segnale, la conferma di un atteggiamento negativo é data da più segnali, più gesti che rivelano lo stato emotivo di una persona.


2. Reticenza/non immediatezza: ritirarsi da un’interazione diretta attraverso risposte più
brevi, tempi di latenza più lunghi, minore frequenza dello sguardo, maggiore distanza
prossemica eccetera
3. Dissociazione: allontanare da sé la responsabilità della menzogna attraverso un
limitato riferimento alle proprie esperienze ed interessi, maggior riferimento agli altri, scarsa
immediatezza linguistica eccetera 4. Protezione dell’immagine e della
relazione: presentarsi in modo favorevole e positivo attraverso i cenni del capo, il sorriso,
evitando le interruzioni 
Toccarsi o grattarsi il viso (naso, occhi) può essere sintomo di un disagio prodotto dall’aumentare dello stress o dell’ansia, ma non per questo una persona sta mentendo.







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