sabato 14 luglio 2012

Obiettivo felicità




E' giusto porsi come obiettivo quello di raggiungere la felicità superando gli ostacoli alla felicità.
Questo significa vivere in armonia con se stessi e con gli altri.
Molte persone purtroppo sono infelici, soprattutto in amore. Sono molte , ad esempio,  le donne alla ricerca della felicità in amore.
L’obiettivo da perseguire è quindi  quello di vivere secondo le esigenze della parte logica senza le
maligne interferenze della parte inconscia. Perché il nucleo profondo del disagio emotivo o
della somatizzazione o dei problemi relazionale è un po’ come il Diavolo, di cui Papa
Paolo VI ha rivelato al mondo la subdola strategia, e cioè quella di negare al mondo la sua
esistenza per poter indisturbato lavorare nel sottofondo a rovina dell’umanità.
Allo stesso modo se l’imprinting emotivo resta nascosto sepolto nelle profondità
dell’inconscio può continuare ad agire indisturbato e noi saremo consapevoli solo del malessere che ci provoca.
La vera felicità, il vero successo sta nell’unione nel sinolo tra mente cosciente e mente inconscia.
Possiamo paragonare la mente cosciente al generale e la mente inconscia all’esercito: il generale ha tutte le strategie per vincere la guerra, ma se non ha un esercito che gli obbedisce sarà sconfitto, non è che da solo può pilotare gli aerei guidare i carri armati, ha
le strategie ma non sa che farsene, d’altra parte anche un esercito fortissimo senza un
generale perderà la guerra, ha la forza ma senza le strategie non sa che farsene, è allo sbando.
Questi meccanismi emozionali importantissimo conoscerli per usarli sia per difenderci, sia
per usarli per migliorare le nostre relazioni. 
Gli strumenti della comunicazione seduttiva che si possono utilizzare a questo scopo sono:

1) CNV (comunicazione non verbale): permette di cogliere quelle che sono le esigenze emotive del nostro interlocutore, ed in particolare di capire se emotivamente il nostro interlocutore è coinvolto positivamente, è neutro o ci sta rifiutando.
Ciò è possibile perché questa parte possiede un linguaggio, comprensibile ovviamente da chi è in grado di decodificarlo a livello logico.
Esistono cioè dei segnali di CNV positivi che ci dicono, semaforo verde, continua così, sei sulla strada giusta, stai coinvolgendo e dei segnali di CNV
negativi che ci dicono semaforo rosso, cambia strada, se continui così verrai
rifiutato, non stai coinvolgendo.


2) COMUNICAZIONE SIMBOLICA: permette di cogliere attraverso i segnali simbolici emessi dal nostro interlocutore, qual è il comportamento che
coinvolge maggiormente la sua emotività, se è necessario essere:
a) Morbidi – materni, protettivi, risolvergli i problemi, un po’ possessivi
b) Duri – paterni, autoritari, rigidi, non dargli soluzioni ai problemi
c) Indicativi – prescrittivi, dare suggerimenti, indicargli le soluzioni
ai problemi ma non coinvolgersi direttamente.
Attraverso la comunicazione simbolica si impara a decodificare la chiave di
accesso all’emotività del nostro interlocutore.
3) PNL (Programmazione neurolinguistica): permette di instaurare un rapporto empatico positivo con l’interlocutore, entrare in sintonia con la sua parte emotiva, facendo in modo che non ci
viva come estranei, anzi diventeremo per il nostro interlocutore una sorta di alter ego (l’altro me stesso), e si può dire di no a tutti, ma non a noi stessi.




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