martedì 10 luglio 2012

Potenziare la mente



Per Potenziare la mente è necessario crearsi delle profezie che si avverano positive e potenzianti, eliminando quelle depotenzianti

Alcune persone si formano rappresentazioni del mondo limitanti per se stesse fino ad avere la sensazione d'essere paralizzate, senza possibilità di scelta o libertà d'azione nella loro vita .

Dobbiamo fare come l'Angelo ribelle, che va alla ricerca della conoscenza profonda.
 In effetti non è che il mondo sia troppo limitato o che non vi siano scelte, ma che costoro impediscono a se stessi di scorgere le possibilità che gli si dischiudono perché queste non sono disponibili nei loro modelli del mondo (vedi gioco dei 9 punti da unire). E' così che nascono la filosofia del "perdente", quella dello "sfortunato" o quella del "pessimista" e del "fallito", mentre al contrario vi sono persone che riescono a vedere sempre qualche via d'uscita da una situazione critica ed a trovare nuove risorse per affrontare un cambiamento, un imprevisto fino a dar veramente l'impressione che siano "nati sotto una buona stella".

Bandler e Grinder ('81), riprendendo le teorie di Bateson, alla domanda: "com'è possibile che esseri umani diversi, posti di fronte allo stesso mondo, abbiano esperienze tanto differenti?" sono giunti alla conclusione che questa diversità sia principalmente il risultato della differenza di ricchezza dei loro modelli: più una "mappa" è ricca, dettagliata, più offre informazioni e quindi opportunità di scelta.
Ne "La struttura della magia" ('81) i due autori si domandano quindi cosa fa sì che degli esseri umani si attengano ad un modello immiserito del mondo, modello o visione del mondo che li fa soffrire, facendoli cadere in uno stato di depressione, frustrazione o rabbia. Ecco la loro risposta:

"Mentre giungevamo a capire perchè mai alcune persone si procurino pene e tormenti, è stato molto importante renderci conto che esse non sono nè cattive nè pazze nè malate. In effetti costoro operano le migliori scelte di cui possono disporre nel loro particolare modello... La difficoltà non sta nel fatto che essi effettuano la scelta sbagliata, ma che non hanno abbastanza scelte: non hanno un'immagine del mondo messa a fuoco con ricchezza"

Ciò che impedisce di "mettere a fuoco" al meglio la realtà sono dei meccanismi mentali, Bandler e Grinder ne individuano tre: la generalizzazione, la cancellazione e la deformazione.

Generalizzazione

E' il procedimento con il quale allarghiamo ad un'intera categoria l'esperienza fatta con un solo membro di questa categoria La generalizzazione è utile per affrontare il mondo: per esempio è essenziale saper generalizzare per passare dall'esperienza di una bruciatura al contatto con una stufa rovente alla regola che le stufe roventi non vanno toccate!
Ma se generalizziamo quest'esperienza fino alla convinzione che tutte le stufe sono pericolose e ci rifiutiamo quindi di stare in una stanza con la stufa, limitiamo senza alcuna necessità il nostro comportamento nel mondo.
Lo stesso procedimento di generalizzazione potrebbe portare un essere umano a stabilire una regola come : "Non esprimere i sentimenti". Ciò che nel contesto di un campo di guerra può avere un senso per riuscire a sopravvivere, non è più utile ad esempio nella relazione di coppia e nel matrimonio, poichè si limiterebbe il proprio potenziale di intimità escudendone espressioni che in questo rapporto sono utili se non indispensabili.

In definitiva, il meccanismo della generalizzazione non è sbagliato in sè, non esistono generalizzazioni giuste o scorrette, ma solo generalizzazioni utili o no a seconda del contesto cioè della situazione in cui le usiamo.

Cancellazione

Un secondo meccanismo che possiamo usare sia per far fronte alle difficoltà sia per crearcele è la cancellazione. Questo è un procedimento con cui, selettivamente, prestiamo attenzione a certe dimensioni della nostra esperienza e ne escludiamo altre. Prendiamo, per esempio, la capacità di filtrare o escludere ogni altro suono, in una stanza piena di gente che parla, per ascoltare solo la voce di una data persona. Con lo stesso procedimento possiamo impedire a noi stessi di udire i messaggi di affetto delle persone a noi vicine.
La cancellazione riduce il mondo a proporzioni che ci sentiamo in grado di maneggiare. Questa riduzione può essere utile in alcuni contesti, ma può essere fonte di sofferenza in altri.

Deformazione

La deformazione è il meccanismo che ci permette di operare cambiamenti nella nostra esperienza dei dati sensoriali. La fantasia, per esempio, ci permette di prepararci in anticipo a esperienze possibili (colloquio di lavoro, incontro sentimentale,...) E' il procedimento che ha reso possibile tutte le creazioni artistiche dell'uomo: Van Gogh non avrebbe dipinto quei cieli se non avesse deformato la propria percezione al momento della creazione.
Con la stessa tecnica si possono ad esempio trasformare e quindi reinterpretare messaggi d'affetto o di stima percependoli insinceri o subdoli.


Le mappe creano aspettative e queste fanno sì che l'individuo filtri l'esperienza fino a renderla conforme alle aspettative stesse (la "profezia che si autorealizza" o "forward feedback"di Pribam); dal momento che l'individuo si "impedisce" di fare esperienze non conformi alla sua mappa, le aspettative ne risultano confermate e rafforzate ed il ciclo continua.
Un esempio di come l'aspettativa può limitare l'esperienza e quindi il pensiero è dato dall'esperimento di Bruner e Postman con le carte da gioco: i soggetti devono identificare le carte che vengono fatte vedere una per volta con tempi di esposizione sempre maggiori; alcune carte sono però modificate in partenza (es.: un sei di picche rosso e un quattro di cuori nero). Con tempi di esposizione molto brevi i soggetti non hanno esitazioni nell'identificare anche le carte anomale come normali, facendole rientrare in una delle tipologie già conosciute per esperienza (o cuori rossi o picche neri); solo aumentando notevolmente i tempi qualche soggetto comincia a mostrare incertezza e confusione fino a riconoscere l'incongruenza. Alcuni non riescono proprio a identificare le carte anomale fino ad arrivare a bloccarsi, a non capire più niente, sia di fronte alle carte "strane" che a quelle normali.
Tutto questo ci fa capire con quanta difficoltà e con quali forti resistenze il "nuovo" possa emergere da uno sfondo costituito dall'aspettativa. Da principio si sperimenta solo il previsto e l'usuale, anche nelle circostanze in cui si osserverà in seguito l'anomalia.



Metamodello

Il metamodello è uno strumento per individuare la mappa del mondo di ciascuno di noi. In altre parole, serve per acquisire informazioni sulla nostra rappresentazione del mondo e poichè il linguaggio è uno dei principali modi in cui elaboriamo e costruiamo le esperienze, il metamodello analizza innanzitutto ciò che diciamo.
Lo scopo generale di questa operazione è evidente: modificare mappe (cioè comportamenti, credenze,ecc...) ormai divenute inadeguate a guidare l'azione, in modo che gli individui che le usano possano rappresentarsi le cose come "possibili" e non irraggiungibili (vedi pirobazia) e possano quindi porsi in uno stato psico-fisico produttivo per agire e raggiungere i risultati desiderati.


PENSIERO AZIONE RISULTATO PENSIERO AZIONE ..................
Ma cos'è esattamente il metamodello?
E' uno schema di struttura linguistica "ben formata" al quale vanno raffrontate tutte le frasi che usiamo; "ben formata" significa innanzitutto "esplicita" , che dà cioè il maggior numero di informazioni su ciò che pensiamo quando parliamo. Attraverso il costante raffronto tra questa struttura esplicita e le frasi -per lo più ricche di cose non dette- che diciamo è possibile pervenire all'esplicitazione di ciò che, parlando, nascondiamo o, semplicemente, riteniamo inutile dire. Il metamodello, insomma, è una specie di unità di misura linguistica.

Esempio: "Bisognerebbe prendere sul serio la gente" non chiarisce nè da dove venga questo bisogno o chi lo imponga come tale nè a chi di preciso ci si riferisca col termine gente nè cosa significa in specifico prendere sul serio. E' allora necessario completare ciò che manca, questo lo si può fare ad esempio ponendo una serie di domande del tipo:"chi ti obbliga?", "chi è la gente?" "che cosa succederebbe se non prendessi ...... sul serio?", ecc...
In questo modo, via via, le informazioni raccolte permetterebbero di ricostruire la mappa del mondo del parlante, relativamente al problema enunciato. dopo di che si può passare a far notare che la mappa non coincide con il territorio e che quindi può essere modificata e opportunamante rivista qualora, per una ragione qualsiasi, non ci soddisfi più.

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