domenica 22 luglio 2012

SEDUZIONE SENSORIALE





La seduzione sensoriale utilizza le tecniche della PNL per sedurre.
Ogni oggetto, ogni persona che cade sotto la nostra sfera sensoriale (visiva, uditiva, tattile, olfattiva,
gustativa) subisce un processo di identificazione temporaneo nel quale cerchiamo di armonizzare le
stimolazioni che riceviamo sulla base di quella che è la nostra mappa del mondo, le nostre
esperienze ed i nostri vissuti.
Cioè in pratica gli facciamo, o meglio la nostra struttura logico- cognitiva gli fa uno screening, una
tac, e questo a livello subliminale, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto.
In tutto questo la nostra sfera logica cerca di proteggerci dalle emozioni che giudica potenzialmente
pericolose.
Tutto questo processo avviene in modo dinamico, cioè anche gli stimoli che noi volontariamente od
involontariamente inviamo vengono interpretati secondo quella che è la mappa del mondo del
nostro interlocutore, alcuni vengono giudicati pericolosi dalla sfera logica per cui vengono
censurati.
Se noi riusciamo a stimolare, amplificare, l’emotività del soggetto che abbiamo di fronte superando
quelle che sono le sue barriere logico – razionali, possiamo modificare la sua neurofisiologia
(battito cardiaco, sudorazione, pressione sanguigna, secrezioni ormonali) ma soprattutto possiamo
modificare quelle che sono le sue motivazioni (motivarlo cioè a compiacerci o a compiacere quelle
che sono le nostre esigenze, potrà fare cose che normalmente non farebbe (in preda ad un forte stato
emozionale, ad esempio nel panico di un incendio basta una voce che grida “buttiamoci dalla
finestra” e la gente si butta.
È un pò quello che avviene nelle sedute spiritiche, la forte emotività suscitata può mandare in trance
il medium che a sua volta genera uno stato di emotività nei partecipanti alla catena.
Insomma se riusciamo a superare le barriere difensive logiche del nostro interlocutore (che possono
essere anche morali, ad esempio potrei essere sposato ed avere un vincolo morale al tradimento) e a produrgli emotività la persona non potrà fare a meno di innamorarsi di noi ed anche se la sua logica
poi riuscirà ad impedirgli di mettere in atto quello che la sua emotività lo spinge a fare, che è poi
quello di soddisfare le nostre esigenze, non potrà evitare di pensarci, e noi a livello simbolico
cresceremo dentro di lui.

Il suo desiderio nei nostri confronti aumenterà ed aumenterà la distonia tra quanto desiderato e
quanto posseduto, per cui se questa emozione di amore resterà compressa e non espressa, la persona
vivrà stati di sofferenza, anche acuta, che avrà difficoltà a superare.
È un pò come quando ci innamoriamo di qualcuno che non vuole saperne di noi, l’unica differenza
è che in un caso l’impedimento è esterno, nell’altro l’impedimento è esterno.
Se noi siamo in grado di aprire gradualmente il rubinetto del possesso potremmo garantirci il
mantenimento di uno stato di amore, nel tempo.
Quindi quando una persona ci interessa dobbiamo avere i seguenti obiettivi finale:
produrre uno stato emozionale forte al punto tale da fargli superare i vincoli logici.
Questo però non è sempre facile.
Le persone sono diffidenti, soprattutto ci sono persone con una forte struttura logico razionale che
mette molte barriere
Il nostro inconscio oltre ad essere la sede dei nostri turbamenti, delle nostre emozioni è anche la
sede della nostra mappa del mondo.
In realtà la realtà oggettiva non esiste ma esiste una rappresentazione soggettiva della realtà, questa
rappresentazione soggettiva viene detta mappa.
La mappa viene costruita attraverso i 5 sensi, per cui esistono dei limiti fisiologici, ad esempio
l’essere umano riesce a percepire i suoni entro una certa gamma di lunghezza d’onda, diversa da
quella dei cani .
Lo stesso dicasi per le onde elettromagnetiche visibili.
Al di là di questo esistono più dei filtri soggettivi che fanno si che ogni essere umano si costruisce
una sua mappa specifica.
Un filtro importante è costituito dai canali sensoriali utilizzati in modo prevalente.
Indipendentemente da sesso, razza, religione esisto persone prevalentemente visive, cioè che di tutti
gli input sensoriali restano particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla
fine prendono le decisioni sulla base prevalente degli input visivi.
Esistono poi persone prevalentemente uditive, cioè che di tutti gli input sensoriali restano
particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla fine prendono le decisioni
sulla base prevalente degli input uditivi.
Esistono persone prevalentemente cenestesiche (tatto + olfatto + gusto) cioè che di tutti gli input
sensoriali restano particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla fine
prendono le decisioni sulla base prevalente degli input cenestesici.
Il modo di rappresentarsi la mappa influisce sulle caratteristiche delle persone, vediamone alcune
Visivi:
i visivi, sono molto rapidi, quando guardo le informazioni mi arrivano in parallelo, con un unico
sguardo posso ricevere moltissime informazioni.
Sono persone che di solito hanno molta cura del look, amano guardarsi allo specchio, vogliono
vedere tutto in ordine.
Dal punto di vista della prossemica amano mantenere le distanze, se violiamo la prossemica
avvicinandoci o toccandoli probabilmente riceveremmo dei segnali di rifiuto, a meno di non essere già in intimità.
Sono persone che prendono le decisioni in modo rapido.
Quando parlano usano spesso predicati, riconducibili al senso della vista (è chiaro, è evidente, è
lampande, la situazione è a tinte fosche, vedo tutto nero, non è certo una situazione rosea, me ne ha
dette di tutti i colori, immagino, vedo, ecc.).
Lavori preferiti(dove si realizzano): architetto, pittore, fotografo, abbigliamento, grafico, moda, ecc.
Uditivi
Gli uditivi sono molto lenti, in quanto prima sentono la domanda, poi devono ripetersela dentro, poi
si danno la risposta, se la devono sentire dentro e solo dopo tutto questo sono pronti per formularla.
Sono persone che parlano molto, prima di arrivare al cuore dell’argomento fanno ampie premesse,
molti preamboli.
Usano spesso il dialogo interno, sono attivati da chi gli parla, anche nell’intimità.
Prima di prendere una decisone ci pensano a lungo.
Quando parlano usano predicati riconducibili al senso dell’udito (diciamo, siamo sulla stessa
lunghezza d’onda, questa cosa non mi suona bene, me ne ha dette che non si possono nemmeno
raccontare, mi sono detto)
Lavori preferiti (dove si realizzano). Musicista, traduttore, giornalista, ecc.
Tendono ad essere molto logici.
Cenestesici
I cenestesici sono abbastanza lenti, devono sentire delle sensazioni positive per decidere, amano il
contato fisico, le persone che tengono le distanze vengono giudicate come scontrose, che se la
tirano.
Sono abbastanza lenti nel prendere le decisioni, e sono persone che decidono però talvolta a pelle,
senza motivazioni logiche concrete.
Dal punto di vista della prossemica tendono ad avvicinarsi molto, spesso tendono a toccare l’altra
persona durante il dialogo,soprattutto quando sono interessati alla conversazione o all’amicizia, in
questo modo fanno capire di essere vicini all’altra persona, di esserle amici.
Quando parlano usano spesso predicati riconducibili ai sensi cenestesici (questa cosa non mi va giù,
ho un peso sullo stomaco, questa cosa mi puzza, me ne ha fatte di cotte e di crude, ho la sensazione
che la cosa non giri, mi viene la pelle d’oca solo a pensarci, la cosa ha preso una brutta piega ecc)

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