martedì 17 luglio 2012

Test muscolare: codice del si e del no






Il test muscolare permette di stabilire un codice del SI  e del NO per dialogare con la sfera emotiva.
E' utile per trovare le credenze potenzialmente limitanti.
Si deve poi agire per eliminare le credenze limitanti.


La Kinesiologia Applicata ci permette di dialogare con la sfera emotiva secondo un codice binario con il corpo, testando la resistenza di un suo muscolo.
Per comodità personalmente utilizzo il sistema dell’anello. Chiedo cioè alla persona di congiungere due dita formando un anello (pollice e indice o pollice e medio) poi le chiedo di opporre una resistenza costante.
E’ straordinario osservare i risultati di questo test perché il corpo non mente e ci offre l’opportunità di scoprire aspetti di noi stessi che non sospettiamo di avere e che possono costituire la chiave per fare un ulteriore passo avanti nella vita o verso un nostro obiettivo.
Il muscolo resiste, è forte, quando la risposta del corpo è SI, mentre cede, e si indebolisce, quando la risposta del corpo è NO. Possiamo far fare qualsiasi affermazione alla persona e il corpo risponderà variando la forza del muscolo testato.
Questo test è affidabile solo in condizioni di totale neutralità sia da parte dell’operatore sia da parte del cliente. Esistono vari sistemi per ottenere la neutralità che però non sono oggetto di questa tesi.
Quello che mi preme sottolineare è che una volta che abbiamo imparato ad utilizzare correttamente questo prezioso strumento possiamo dialogare con il nostro inconscio (perché il test è prezioso proprio per questo motivo, non risponde alla mente razionale ma al nostro sistema profondo di convinzioni, alla nostra griglia di pensiero che regge ogni nostra parola, ogni nostra azione, ogni nostro comportamento).
Con l’ausilio di questo test è possibile quindi rintracciare le incongruenze tra quello che pensiamo consciamente e quello che pensiamo a livello inconscio (poiché il muscolo risponde solo a quest’ultimo) e ci permette quindi, una volta rintracciata l’incongruenza, di apportare gli opportuni correttivi affinché il sistema di pensiero, le credenze, e gli obiettivi della persona siano completamente allineati.


E’ buona regola controllare anche la credenza opposta perché le due credenze (potenziante e depotenziante) possono coesistere: in questo caso è opportuno comunque lavorare sulla parte depotenziante per evitare che la persona viva situazioni altalenanti, a seconda che prenda il sopravvento l’una piuttosto che l’altra convinzione.

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