venerdì 31 agosto 2012

Asta, Triangolo, Cerchio




Asta, Triangolo, Cerchio sono simboli analogici fondamentali, tipologie analogiche di base,  una sorta di imprinting per tutti gli esseri umani.
Secondo questa disciplina chiamata “Comunicazione Analogica” (analogica perché l’emotività si basa sulla comparazione di analogie situazionali nonché per la preponderanza della comunicazione non verbale insita in essa), tre sono i simboli base riconosciuti dalla sfera emotiva che GOVERNA il nostro comportamento ( ci permette di gestire le emozioni) e che compongono il simbolismo comunicazionale. Essi si chiamano (secondo la loro forma geometrica):  “Asta” (simbolo paterno),  “Triangolo” (simbolo materno) e “Cerchio” (conflittualità egocentrica che poi si suddivide ancora in egomaschio [ex triangolo] ed egofemmina [ex asta]). Ogni essere umano s’identifica inconsciamente in uno di questi tre simboli, manifestando comportamenti, gestualità e frasari tipici del proprio simbolo conflittuale. Così identificandosi tende a trovare antipatici quelli che sono della sua stessa natura, e simpatici o neutri gli altri, come un polo magnetico (nord, sud, paramagnetico) o un gate tri-stato (1, 0, alta impedenza), in base al proprio simbolo conflittuale e la propria “distonia” (analogo alla carica elettrica positiva o negativa) “ESSERE” o “AVERE”. L’analogia tra la comunicazione analogica e l’elettromagnetismo non finisce lì, c’è anche l’aspetto induttivo dove analogamente ad un campo elettrico che induce, ed è indotto da, un campo magnetico, anche un “campo” simbolico induce, ed è indotta da, un “campo” distonico (o di tensione emotiva tra desiderio e possesso che produce “potenziale” emotivo proprio
come quello elettrico); come c’è una legge fisica che determina l’influenza dell’interazione tra campo elettrostatico e campo magnetico ce n’è una legge psicologica altrettanto rigida che determina l’influenza della distonia sul simbolismo e vice-versa. Lo stato ESSERE fa sì che la persona sia motivata da un comportamento “omologo” al proprio segno, quello AVERE da un comportamento “eterologo”. Asta e Triangolo sono eterologhi tra loro: il Cerchio in ruolo di “stimolatore” è omologo ad entrambi, quello in ruolo di “alimentatore” Egomaschio è omologo all’Asta ed eterologo al Triangolo e per l’Egofemmina è omologo al Triangolo ed eterologo all’Asta.
Se ne ricavano, quindi, otto “chiavi di accesso” per i maschi e otto per le femmine facendone 16 in tutto. Queste chiavi sono la sintesi di personalità e comportamenti di ogni essere umano. Conoscendo a fondo come si comportano le chiavi, si possono utilizzare per accedere al “cuore” di chiunque. Il cuore, come elemento emotivo poi, è ciò che
determina il comportamento di qualunque persona nei nostri confronti, ed avere la chiave di una nostra controparte per noi diventa fondamentale in qualunque aspetto della vita: sia in campo professionale che affettivo o amoroso, famigliare, del benessere, ecc. Questa conoscenza da una forza persuasiva potentissima, una carta vincente anche in casi avversi. Inoltre sapere a quale chiave apparteniamo ci fa capire vari perché su di noi stessi e sugli altri, e ancor più importante il come ottenere da noi stessi e dagli altri ciò che desideriamo ma che non riusciamo ad ottenere o realizzare

mercoledì 29 agosto 2012

Tecniche di Suggestione




Le Tecniche di Suggestione sono forme linguistiche che devono superate la critica ed i blocchi della sfera razionale. Tra le varie tecniche di suggestione troviamo:


DISSEMINAZIONE
E` una tecnica di suggestione  frammista  dove le singole suggestioni sono disseminate all'interno di locuzioni più complesse. In questo modo non vengono filtrate dalla sfera logica
Esempio:
E mentre eravamo su quella bellissima passeggiata di fronte al mare sentii l`esigenza di
scendere verso le spiagge , volevo sentire la senzazione della sabbia tiepida sotto i piedi e

godermi ancora di più il calore del sole sul viso...........triovai l`accesso alla spiaggia e iniziai
a scendere gli scalini contandoli mentalmente ..........1 2 3 4 5 fino a 10 ero finalmente
arrivato proprio dove volevo assolutamente essere per godermi tutte le migliori senzazioni
possibili.
Il soggetto sente e capisce queste suggestioni disseminate lungo la tecnica d`induzione della
trance, ma ,prima prima che possa pensare o dissentirle o a porle in questione in qualche
modo, la sua attenzione viene catturata dalle suggestioni per il mantenimento della trance.
Le suggestioni disseminate in corsivo non sono altro che la continuazione delle suggestioni
d`induzione.



 APPOSIZIONE DI OPPOSTI
E` una forma di suggestione indiretta composta.
Di solito una persona vuole avere una scelta, l`apposizione di opposti permette di. coprire
qualunque esigenza , o di collaborazione o di antagonismo di un soggetto.
E`una tecnica con la quale si cerca di bilanciare dei processi mentali antagonisti.
Il soggetto sperimenta un sistemadi opposti
Esempi:
-Mentre il tuo pugno diventa più chiuso il resto del corpo si rilassa
-Mentre la tua mano destra si alza,. la sinistra si abbassa
-Mentre il braccio si sente più leggero e si alza, le palpebre possono sentirsi pesanti e si
abbandonano fino a chiudersi
-Mentre la tua fronte diventa più fresca, le tue mani possono diventare più calde
-Mentre la mascella diventa sempre piu intorpidita ed insensibile, nota come la mano
diventa sempre più sensibile.
-Puoi sperimentare senzazioni su qualcosa che accadde all’età di dieci anni senza poter
ricordare che cosa ha provocato quelle senzazioni
-non appena aprirai gli occhi avrai un ricordo chiaro, ma senza le senzazioni che provasti
allora
-Mentre rivedi ciò puoi sperimentare un adeguato equilibrio di pensiero e senzazioni
riguardo al tutto

domenica 26 agosto 2012

Comunicazione e simboli del linguaggio





La comunicazione è uno degli aspetti più importanti della  vita umana, infatti, è
quello strumento che ci permette di entrare in
relazione con l’ambiente che ci circonda. Senza comunicare non potremmo esistere, dalla comunicazione dipende il nostro livello di successo e di felicità.
La comunicazione ci permette inoltre  di trasmettere
alle altre persone il nostro “modello del mondo”.


Il linguaggio è una facoltà complessa costituita da simboli verbali scritti o gestuali.

Il simbolo del linguaggio  è il concetto chiave della comunicazione.
Non può esistere comunicazione senza simboli.
Il simbolo trasforma la nostra interiorità.

 Inoltre è lo strumento principale con cui gli individui si relazionano permettendo di esprimere non solo desideri, ma anche concetti e significati.Il linguaggio verbale non è ovviamente l’unico strumento
attraverso cui si può comunicare. Esistono infatti due strategie
comunicative:
1. la comunicazione verbale, nella quale si esprimono
intenzionalmente opinioni o concetti;
2. la comunicazione non verbale, che comprende la comunicazione
che traspare dai gesti, dai movimenti di tutto il corpo e dalla postura


Attraverso la comunicazione si possono creare disaccordi, ma attraverso la comunicazione si possono anche risanare disaccordi.
vediamo come:
NEL CASO DI DISACCORDO CON L’INTERLOCUTORE
 Esplorare le ragioni del disaccordo
 Controllare le informazioni
 Approfondire le basi di partenza del ragionamento
 Esplicitare le preoccupazioni
 Dimostrare la disponibilità a capire
 Evitare atteggiamenti che indispongono l’interlocutore
 Evitare di dare consigli non richiesti


Il problema è che il rapporto tra le persone tende ad intrecciarsi con le discussioni sulla sostanza.
Il conflitto non stà nella realtà oggettiva, ma nella testa della gente, la diversità di per sè non esiste
ma risiede solo nel modo di pensare.
Il modo in cui vediamo il mondo dipende da dove ci rapportiamo ad essa, dalla prospettiva da cui
guardiamo la realtà.
L’arma vincente consiste quindi nel riuscire a vedere la situazione, così come la vede la nostra
controparte.




 PER RAGGIUNFGERE L’ACCORDO
 consolidare la comprensione delle idee dell’altro
 condividere i singoli punti
 innescare un processo costruttivo
 TECNICA DELLA RIFORMULAZIONE
 Riprendere con parole proprie quanto è stato detto allo scopo di verificare di
avere capito bene

giovedì 23 agosto 2012

Sedurre con le parole



Le parole che usiamo producono degli effetti sul nostro interlocutore.
Imparare ad usare modelli linguistici seduttivi e persuasivi è molto importante nella gestione delle relazioni umane.
Effetti che vanno oltre il loro significato semantico.
Per sedurre con le parole dobbiamo focalizzarci sul contenuto analogico e sensoriale delle parole che usiamo.
Per sedurre con le parole dobbiamo calibrare il tipo di parole sulle modalità percettive proprie della mente del nostro interlocutore.
La comunicazione verbale, intesa come contenuto semantico,  influisce solo del 7% sul totale della comunicazione. Parlare non è
comunicare. Poi, parliamo ancora per spiegarci meglio, ma, a volte, peggiorando le cose.
Il nostro linguaggio è il migliore indicatore del sistema rappresentazionale che stiamo usando.
I predicati (verbi, avverbi e aggettivi) che scegliamo inconsciamente, rivelano qual è il sistema
rappresentazionale che usiamo di più.
I canali rappresentazionali sono tre:
VISIVO; UDITIVO; CENESTESICO
Se una persona sta parlando con un certo canale rappresentazione, può significare due cose :
1) è "in quel canale comunicazionale" in quel momento
oppure
2) Ha una personalità relativa a quel canale comunicazionale.
In ogni caso, un asso nella manica, perché:
In questo modo inizia il processo di accettazione che può essere sfruttato nei rapporti interpersonali, nella seduzione  o nel contesto della vendita.
Come già detto, generiamo i pensieri in maniera visiva, uditiva e cinestesica.
Parlando ed usiamo i termini dell'area in cui siamo:
Esempio visivo:
PARLIAMO NELLO STESSO LINGUAGGIO CON CUI PENSIAMO
La gente si sente più a suo agio aperta e in rapport con chi le risponde nello stesso linguaggio rappresentazionale che sta usando.


Vedi il mio punto di vista?
Puoi immaginare come sarà? ecc...
Vedo che oggi stai bene ……
Esempio uditivo :
Sento quello che stai dicendo.

Mi suona bene quello che stai dicendo.
. ... è musica per le mie orecchie...
In quello che dici c’è una nota stonata
Il discorso che stai facendo è in armonia con ….
Esempio cinestesico:
- Lo so dentro di me che ho ragione …..
- Ti senti di concludere?
- Ho la sensazione di .....
- Mi sento svuotato

martedì 21 agosto 2012

Come Costruire l'Amore




E' possibile costruire l'amore e costruire al meglio le relazioni sentimentali se si impara a comunicare non soltanto  a livello logico - razionale ma se si impara la comunicazione emozionale.
Ci sono molte tipologie d'amore ma l'amore che vale la pena costruire è l'amore vero.

L'amore vero è libero da illusioni.

Spesso le relazioni sentimentali sono basate su incastri che sono di fatto illusioni d'amore:
Illusioni nel senso che il collante è costituito da emozioni che nulla hanno a che fare con l'amore:


  • possessività
  • gelosia
  • paura dell'abbandono
  • paura del rifiuto
  • paura della perdita


Per superare l'illusione e costruire l'amore vero sono necessari alcuni passi.
Il primo passo , fondamentale è rendersi conto della presenza delle suddette emozioni-

Già rendersene conto è fondamentale, molte persone le vivono quotidianamente ma a libello subliminale, per cui non ne sono neanche consapevoli.

Il secondo passo è , attraverso una introspezione, capire quali bisogni queste emozioni vanno a colmare, quali sono le zone d'ombra del nostro essere, da quali demoni si è governati.

I demoni sono forti se nascosti, se portati alla luce del sole tendono ad indebolirsi.

Il terzo passo è iniziare a nutrire la nostra sfera emotiva non più con le emozioni parassite di cui sopra ma iniziare a nutrirlo con l'amore.
Amore ormai libero da senso del possesso , gelosie e paure.


In questo modo si sta iniziando a costruire una relazione sentimentale basata sull'amore.
Relazioni sentimentali di questo tipo vanno al di la del tempo e dello spazio ed in alcuni casi al di la della vita stessa.
Si tratta infatti di un'unione tra due anime, che diventano una sola anima.



lunedì 20 agosto 2012

Tipologie Analogiche




Le Tipologie Analogiche (elaborate da S. Benemeglio) prendono in esame gli imprinting vissuti nell'ambito della famiglia di origine, si concretizzano nei simboli asta, triangolo, cerchio.
Questi imprinting delineano i vari profili analogici ed inoltre le tipologie analogiche ed innamoramento sono collegati.
Nella vita intra-uterina il bambino e’ in equilibrio omeostatico con l’ambiente per cui i suoi bisogni vengono appagati nella giusta quantita’
automaticamente. Una volta nato il bambino continua ad avere dei bisogni (cibo, affetto, sonno, ecc. ). Il bambino non riconosce ancora i genitori ma
identifichera’ un “fantasma appagante ”quando i suoi bisogni vengono appagati nel momento giusto ed un “fantasma rigenerante ”quando i suoi
bisogni non vengono soddisfatti o non vengono soddisfatti nei modi giusti. Se i suoi bisogni vengono rigenerati piu’ che appagati il bambino soffrira’ nel desiderio e sviluppera’ UN TURBAMENTO BASE ESSERE , inconsciamente identifichera’ il desiderio come negativo ed il possesso come positivo per cui sviluppera’ un TURBAMENTO RELATIVO AVERE e sara’ un DISTONICO AVERE.
Se i suoi bisogni vengono appagati più del necessario il bambino soffrirà nel possesso e svilupperà un TURBAMENTO BASE AVERE , inconsciamente identificherà il possesso come negativo ed il desiderio come positivo per cui svilupperà un TURBAMENTO RELATIVO ESSERE e sarà un DISTONICO ESSERE.


Crescendo identificherà il padre come appartenente alla categoria maschile e la madre a quella femminile e se stesso come maschile se e’ maschio e femminile se e’ femmina.
A questo punto il bambino/a si cercherà il genitore cattivo con cui entrare in conflitto.
Se ha avuto poco (distonico avere) identificherà il genitore di sesso opposto come cattivo ed il genitore dello stesso sesso come buono.
Se ha avuto troppo (distonico essere) identificherà il genitore dello stesso sesso come cattivo e il genitore di sesso opposto come buono.


Continuando nell’evoluzione il bambino, che per ora ha identificato un genitore cattivo , corrispondente al fantasma rigenerante ed un genitore
buono, corrispondente al fantasma appagante potrà ulteriormente la sua tipologia con il passaggio ad EGO.
Se il genitore buono smetterà di gratificarlo, quindi di fargli scaricare la
tensione (può succedere per mille motivi : conflitti con il coniuge, muore, si ammala, si fa l’amante, va a lavorare in un’altra città, si separa, ecc.) il
bambino/a si sentirà tradito da questo genitore buono e svilupperà una diffidenza per la classe (maschile o femminile) cui appartiene l’ex genitore
buono.
Il bambino/a inizierà a staccarsi dal rapporto in diade con il genitore conflittuale ed inizierà ad osservare come si comportano tra loro i suoi
genitori che oltre ad essere visti come padre e madre verranno visti nel rapporti tra di loro di marito e moglie.

Il bambino tenderà ad allearsi con l’ex genitore conflittuale che verrà visto come la vittima dell’ex genitore buono.
Il tentativo del bambino/a con il suo comportamento sarà quello di cercare di mantenere unita la famiglia alleandosi con l’ex genitore conflittuale per
contrastare il comportamento dell’ex genitore buono.
Da adulto all’inverso potrà cercare con il suo comportamento di fare separare
i genitori.
Gli ex conflittuali madre diventano EGOMASCHIO, gli ex conflittuali padre diventano EGOFEMMINA.


La tipologia EGOMASCHIO è diffidente verso i maschi e mette in atto verso di loro un comportamento AGONISTA, cioè di competizione attraverso un
terzo elemento o in modo indiretto ed è ANTAGONISTA verso le donne,
cioè con loro cerca lo scontro diretto.
La tipologia EGOFEMMINA è diffidente verso le femmine e mette in atto verso di loro un comportamento AGONISTA, cioè di competizione attraverso un terzo elemento od in modo indiretto ed è ANTAGONISTA verso gli uomini, cioè con loro cerca lo scontro diretto.




sabato 18 agosto 2012

Entrare rapidamente in sintonia con gli altri




Per Entrare rapidamente in sintonia con gli altri dare l'illusione al vostro interlocutore di avere il potere. 
E' importante in tutte le situazioni della vita lavorativa e sociale, ma anche per conquistare concretamente l'uomo che desideri.
La gente vuole potersi autodeterminare. Vogliono avere controllo. Se chi avete di fronte si sente in posizione subordinata può nascere il risentimento. Tuttavia, se rispetteranno il vostro giudizio e stanno sinceramente cercando informazioni proietteranno apprezzamento e rispetto su di voi. Questo succederà solo quando voi glielo concederete per primi. Date ai vostri interlocutori l'abilità e il potere di prendere delle giuste decisioni. E' attraverso questo processo che sarai in grado di arrivare alla giusta decisione. Se i vostri interlocutori non avranno potere non ci potrà essere nessuna decisione, in quanto non saranno in grado di prenderla.
Per dare potere alla gente, fatela parlare. Dovete incoraggiarla a parlare. Questo viene fatto spesso attraverso domande che lo portano a conclusioni che voi sapete che deve prendere al fine di essere convinte delle idee e dei concetti che gli faranno dire sì.
Potete raccontarle storie di persone note che giungono alla stessa decisione e ottenere da loro conferma della conoscenza di tali persone, ad esempio, o altre formule ancora.
Fare esprimere consenso al vostro interlocutore è la procedura attraverso la quale gli date potere. Questo è il suo potere; poter accettare le vostre proposizioni.
Anche se quello che dice l’interlocutore può non essere sempre giusto, finchè lui sta scegliendo in base alle sue credenze, finchè il suo ragionamento lo porta alla conclusione, lasciatelo andare avanti.
Troppo spesso si sono perse delle situazioni perchè si è tentato di essere troppo tecnicamente specifici.
E' meglio equivocare dando potere all’interlocutore e chiudere.
Se l’interlocutore vede nell’argomentazione qualcosa che voi non vedete, o un'applicazione che voi non apprezzate pienamente, non distruggete la sua immagine mentale.
Lasciategli avere potere di dirigere la conversazione dalla loro cornice di riferimento.
Cercate l'empatia, più che l'accordo ad ogni costo. Non dovete essere totalmente d'accordo. Quando, ad esempio, un cliente vi dice che il prezzo è troppo alto, e voi foste totalmente d'accordo, dovreste dire: "sì è vero, non dovrebbe comperarlo". Se voi veramente credete ciò, non arriverete da nessuna parte.
Empatizzare con loro, significa invece dire che voi comprendete le loro preoccupazioni per l'investimento che stanno per fare e che altri si sono sentiti nello stesso modo. Tuttavia, questi altri hanno comperato il prodotto e quello che hanno scoperto era che avevano effettuato un ottimo investimento poichè avevano ottenuto indietro più benefici di quanto avessero speso. In questa maniera si sono resi conto di aver preso la migliore decisione.
L'uso opportuno delle "transizioni empatiche" permette di risolvere tali problemi. In realtà, ogni transizione empatica è un ricalco e guida e consta dei seguenti punti:
1.Mostrare comprensione per il loro problema
2.Effettuare un'osservazione vera su uno o più punti specifici del problema
3.Guidare a questo punto il vostro partner a comprendere di poter vedere il problema da un nuovo punto di vista.

venerdì 17 agosto 2012

Amore quantico




L'amore quantico è il collegamento tra l'amore e la fisica quantistica.
L'amore è sicuramente un collasso della funzione d'onda.
Il laboratorio di Ginevra, il CERN (Centro Europeo
di Ricerca Nucleare) utilizza un acceleratore di particelle che, come per caso, è un cavo di acciaio,
di 27 km di circonferenza. Il 27, è 3x3x3. E’ il numero del salto quantico.
Cercherò di essere semplice. Cos’è un salto quantico? Quando salite una scala ed in un sol
colpo non c’è più muro, non c’è più scala, non c’è ascensore per raggiungere il piano superiore, ed
una volta in cima a questa scala, improvvisamente, vi ritrovate al primo gradino del piano
successivo, allora avete fatto un salto quantico di coscienza, un salto quantico anche nella materia.


Immagina di mettere un gatto in una scatola. Dentro questa scatola vi è un veleno che può essere liberato attivando un pulsante. All’esterno della scatola vi è il pulsante, ma è aleatorio; in altre parole, quando lo schiaccerai potrebbe funzionare o rimanere inerte. Quindi, quando agirai, vi sarà il 50% di possibilità che il gatto viva o muoia. L’unico modo per saperlo è aprire la scatola e vedere cosa è successo.

Il senso comune dice che quando apri la scatola, semplicemente accerti quello che è già successo prima di aprirla, ovvero quando hai attivato il pulsante.

Per la teoria della meccanica quantistica, le cose sono un po’ diverse: vi sono due possibilità, due funzioni d’onda ed è la coscienza dell’osservatore (quando apre la scatola) a decidere quale fare emergere e quale far scomparire.



E’ stato scritto tanto sulla Fisica Quantistica.
 Mi limiterò pertanto ad esporre le basi essenziali di questa scienza e come può essere compresa ed applicata unitamente alla Scienza IO SONO.

Un po come l'amore.
La relazione è uno specchio e, più l'amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio. Ma l'amore più alto richiede che tu sia aperto.
L'amore è un salto quantico.
L'amore è una scala: inizia con una persona, e finisce col tutto.
Ma cos'è un quanto?
Per Quanto (dal latino Quantum) si intende la quantità più piccola di energia o materia con cui si entra in relazione con leggi opposte alla Fisica classica.
La Fisica classica sostiene che tutta la materia è energia. Questa tesi è avvalorata dalla famosa formula di Einstein: E=mc2 e cioè che l’energia è uguale alla massa (materia) moltiplicata per la velocità della luce (300.000 km al secondo). La Fisica Quantistica che è un’estensione più avanzata della Fisica classica, sostiene, avendolo dimostrato, che tutta l’energia è Coscienza 

E’ logico comprendere che se tutta la materia è governata da Un Pensiero tale Pensiero dovrà Essere Sempre Presente nel campo non locale dove per non località significa anche senza tempo, ovvero eterno. Se il Pensiero dovesse smettere di essere anche solo per qualche secondo tutta la “materia crollerebbe”. Lo spazio-tempo è ciò che caratterizza il mondo fenomenico al di qua della luce e se togliamo lo spazio (luogo) scompare anche il tempo. Quando sentiamo che il mondo ci sta “crollando addosso” è perché per un tempo più o meno lungo non abbiamo pensato bene, in maniera coerente con il Principio della materia
L'infelicità è una conseguenza, e così la beatitudine. L'infelicità è una conseguenza dell'essere addormentato, la beatitudine è una conseguenza dell'essere sveglio. Per questo non puoi cercare direttamente la beatitudine, e coloro che ricercano la beatitudine direttamente falliranno." LIBERTÁ "Esiste una fragranza del tuo essere interiore, che è migliore del profumo di sandalo o del gelsomino. La sua bellezza è la sua assoluta libertà; può opporsi al vento. L'uomo davvero virtuoso vive inlibertà; non segue né comandamenti né scritture, non segue altro che la sua luce interiore.

mercoledì 15 agosto 2012

La forza delle credenze




La forza delle credenze è talmente prevalente che può condizionare , nel bene e nel male , la nostra vita. Credenze potenzianti ci permettono di costruirci un destino di successo.
L'obiettivo è imparare a gestire le credenze in modo da usarle a nostro vantaggi imparando a creare credenze positive e potenzianti, cioè credenze che spingano all'evoluzione ed imparando a destrutturare ed eliminare credenze limitanti, negative e depotenzianti.
Cerchiamo di capire meglio come funzionano le credenze.
In India, quando catturano elefanti ancora piccoli, per trattenerli, li legano ad un paletto sufficientemente robusto. Nonostante ci provino gli elefantini non riescono a liberarsi.
Passano gli anni, gli elefanti diventano adulti e forti, eppure rimangono attaccati allo stesso paletto. Potrebbero facilmente sradicarlo con una sola zampata, se solo ci provassero, poiché diventano enormi pachidermi con un peso medio di 4.000 kg. ma continuano a credere di non poterlo fare, continuano a credere che il paletto sia più forte di loro
Anche gli uomini, proprio come gli elefanti, una volta adulti, rimangono legati a tutta una serie di schemi mentali ormai obsoleti che soffocano le loro potenzialità; non sanno che questi non costituiscono in alcun modo una realtà immutabile come invece loro credono.
Tutti noi impariamo a percepire il mondo sulla base delle nostre esperienze infantili, del pensiero dei nostri genitori, dei nostri insegnanti, della collettività, della classe sociale a cui apparteniamo e, il più delle volte, assorbiamo dentro di noi passivamente un’enorme quantità di idee che poi nella vita diamo per scontate, senza neppure sospettare che scontate non sono affatto.
Non siamo consapevoli che qualsiasi schema mentale rappresenti un limite per noi può essere rimesso in discussione e spazzato via con una sola ‘zampata’ perché abbiamo uno straordinario potere dentro di noi ed è appunto quello di liberarci da tutti i paletti che ci tengono incatenati a quella che crediamo essere l’unica realtà possibile.
Le realtà possibili sono infinite così come illimitato è il nostro potere di crearle. Con un po’ di umiltà ed un pizzico di apertura mentale possiamo rimettere in discussione tutti quelli che crediamo essere i nostri limiti, che consideriamo fissi, immutabili, reali, mentre non c’è nulla di più irreale di questo.

Basta un rapido sguardo intorno a noi per vedere come siano davvero poche le persone felici e realizzate, e ancor meno quelle che si sentono protagoniste della propria vita. Molti hanno difficoltà a far fronte ai problemi quotidiani, altri si sono rassegnati ad una vita mediocre, incolpando la società, la gente, le circostanze, le condizioni ambientali per i propri fallimenti e delusioni.
L’idea che persone e situazioni controllino la nostra vita è la più distruttiva che possiamo avere, eppure in molte persone è tanto radicata da non essere mai messa in discussione: ignoriamo o, comunque, non ci rendiamo conto che cambiando il nostro modo di pensare, di percepire noi stessi e il mondo, cambierebbe anche la qualità della nostra vita.
Il segreto è comprendere che non esiste una realtà oggettiva: è il nostro personale modo di percepire il mondo -di cui i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni sono un’emanazione- che crea letteralmente la nostra realtà.

domenica 12 agosto 2012

Seduzione ed innamoramento (secondo la scuola dell'ingegneria della seduzione)





Seduzione ed innamoramento (secondo la scuola dell'ingegneria della seduzione) rappresentano stati di coinvolgimento gestiti dalla sfera emozionale ma le cui leggi e regole possono essere studiate, imparare ed applicate attraverso la logica.

La seduzione o l’innamoramento è come un interruttore che scatta e, una volta
scattato, il soggetto è costretto, volente o nolente, a provare attrazione e desiderio
verso quella persona
I meccanismi che comandano questo interruttore sono controllati, sono governati non
da meccanismi logici, bensì da meccanismi emotivi.
Proprio per il fatto che non è la logica che governa l’innamoramento, può succedere
che ci innamoriamo di chi rifiutiamo da un punto di vista razionale.
A chi non è mai capitato di innamorarsi di chi ci faceva soffrire di chi a livello
razionale rifiutavamo, proviamo a pensare un po’ alle nostre esperienze o a quelle dei
nostri conoscenti.

Chi non ha mai sentito ad esempio di un uomo maturo, affermato e di successo che
ad un certo punto diventa succube di una ragazza capricciosa che lo prende in giro e
magari lo tradisce anche con altri uomini, e lui lo sa e soffre come un cane per questo,
eppure non ne può fare a meno, e per lei magari lascia pure la moglie, trascura i figli
oppure la donna manager autorevole e severa perda la testa per un fallito, dai modi un
pò trasgressivi che la sfrutta.

Quindi dobbiamo imparare a comunicare per vivere naturalmente bene, nel campo
professionale, privato, nei rapporti sentimentali ed affettivi.
Comunicare per appagare le proprie esigenze, le proprie aspettative, perlomeno in
una porzione tale da essere soddisfatti.
Certo non tutte le ciambelle riescono col buco ma perlomeno nelle cose più
importanti avere l’opportunità di ottenere il risultato che ti aspetti, ossia che le tue
esigenze siano appagate, che le tue aspettative siano soddisfatte.
Perché la cultura logica ci porta a pensare che il diavolo e con esso tutti i vincoli, i
danni e le sofferenze siano causa dell’emotività e ci dimentichiamo che anche la
logica ci mette del suo quando le cose non vanno come devono andare.
Pesate ad esempio al perfezionismo che certe persone hanno in campo sentimentale
che non gli impedisce in teoria di vivere una relazione sentimentale, ma di fatto ne
limita di molto le probabilità.
Cioè se io non trovo una donna che soddisfi i 10000 requisiti dell’arma dei
carabinieri alla settima generazione, allora resto solo.
Avere una comunicazione efficace è fondamentale per avere successo negli ambienti
di lavoro:
La gratificazione sul posto di lavoro è indispensabile per ognuno di noi sia da parte
dei colleghi sia da parte dei colleghi sia da parte del capo.
L’assenza di tale stimolo porta ad un appiattimento del lavoro ed ad un progressivo
disinteresse fino a veri e propri disagi.
Magari chiediamo una promozione ad una posizione di maggior responsabilità perché
il capo non ci riconosce la capacità per quel posto poi in più viene privilegiato e
promosso un collega che oggettivamente ha fatto meno di noi.
Ora tolti i casi in cui ci si è attribuiti meriti non veri, negli altri casi perché succede?
Perché un capo che tiene all’azienda oppure un titolare avrebbe interesse a mettere in
una posizione di responsabilità una persona meno capace?
Ora questo succede perché il capo vede una realtà diversa dalla nostra, realtà che il
collega meno bravo di noi sul lavoro, è riuscito a creargli?

Quindi la risposta sta nel comportamento del collega il quale è riuscito ad agganciare
emotivamente il capo che ha modificato che la percezione della realtà.
In sostanza il vostro collega ha messo in atto una comunicazione efficace. Quando
una comunicazione è efficace quando porta assenso e consenso, se non porta questo
ma è solo informativa allora è una comunicazione fallimentare. Da perdenti.
Ma pensate anche ad i casi di mobbing dove la persona viene presa di mira e fatta
oggetto di attacchi indiscriminati da parte dei colleghi e/o del capo.
Anche qui chi fa gli attacchi in realtà lo fa per sfogare rabbia, rancore, frustrazione
personale.

Attraverso la comunicazione efficace a non farci identificare come bersaglio ad al
tempo stesso a soddisfare in modo l’esigenza emotiva che è la causa del mobbing.
Esistono poi dei fattori autolimitanti che ci frenano e ci impediscono di fare le scelte giuste

sabato 11 agosto 2012

Diventare leader




Diventare leader significa imparare ad esercitare la leadership, essere in grado di guidare un gruppo attraverso l'esempio innanzi tutto
E' indubbio che ci siano dei fondamenti legati al bisogno di potere, è lusinghiero sentirsi indispensabili, è semplice e diretto controllare la crescita di qualcun'altro, spesso è più difficile sapersi mettere da parte, spingere altri avanti, persone che hanno più doti di noi per un certo compito.
Spesso delegare ad altri certe mansioni è avvertito come una personale sconfitta, poi risulta difficile fidarsi del lavoro delegato, e di chi porta avanti per noi un certo progetto.
Diventare leader significa comunque imparare l'esercizio della delega, mantenendo l'autorevolezza e la consapevolezza della responsabilità.

Educare in un certo senso è crescere ma a condizione di farlo seguendo la naturale evoluzione di chi ci è affidato, rimanendo pronti a metterci da parte ogni volta che la persona raggiunge una sua personale autonomia.
Un buon ideale, che permette di sviluppare in modo completo le funzioni educative, e quello di passare da una situazione di potere "su" qualcuno, ad una di potere "con" qualcuno. Questa è forse la migliore distinzione tra potere inteso unicamente come coercitivo e leadership.
Gli elementi che entrano in gioco nel rendere efficace la figura di un leader possono essere riassunti nell'essere accettato dai suoi collaboratori, nel riconoscimento da parte dei superiori della sua autorità di leader, nonchè nella complessità e strutturazione della mansione da svolgere.
Ma vediamo quali qualità e potenzialità è utile che un leader possegga. Il controllo è la posizione del leader nella scala gerarchica, permette di esercitare una guida sui suoi collaboratori, e richiede anche un sostegno verso gli stessi.
Un leader vero non deve utilizzare il ruolo per controllare l'operato dei collaboratori, ma con autorevolezza può anche guidare linee gerarchiche superiori.
La chiarezza nelle comunicazioni è un elemento indispensabile per dare efficacia e comprensibilità al messaggio. La comunicazione chiara e comprensibile richiede che siano condivisi e concordati valori e credenze tra i membri del gruppo, che esista una precisa traccia comunicativa, una circolarità della comunicazione, utile alle stesse relazioni interpersonali tra i membri del gruppo.

La conoscenza è un potere estremamente importante, da un lato permette di sentirsi preparati allo svolgimento delle proprie mansioni e competenze, dall'altro lato sviluppa il livello intuitivo della nostra conoscenza, che permette di cogliere nella globalità le leggi che regolano i sistemi delle variabili che ci troviamo intorno.

La conoscenza deve poi immergersi nella saggezza per poter riportare quelle doti indispensabili dell'esperienza che solo il viaggiatore esperto è in grado di sviluppare.
Il leader deve sempre essere messo in rapporto con la sua capacità di interagire con gli altri, all'interno di quel processo che possiamo chiamare leadership, come dire l'abilità ad influenzare le persone, motivandole, orientando il loro comportamento verso un preciso obiettivo da sviluppare.
Quattro sono le doti essenziali ad un leader, l'intelligenza, l'iniziativ, la sicurezza di sè, l'elasticità mentale, nonche, è indubbio la motivazione ad essere un leader.
Nel coordinare un nucleo di persone bisogna sempre aver presente i tre livelli in cui si muovono i gruppi: l'attività, ovvero il lavoro da svolgere; le interazioni, che avvengono tra le persone durante il lavoro comune; i sentimenti, che si creano nel gruppo anche al di là del lavoro effettivo, che vanno a stabilire il clima che viene vissuto.
Sarà compito del leader saper trovare a quale punto di questa triade si stabilisce il suo gruppo, scoprendo che ci saranno individuipiù preparati all'attività lavorativa, altri che ricercheranno le reti interattive all'interno del gruppo, altri ancora che troveranno prioritari i sentimenti come elemento di unione con gli altri.

Si possono trovare persone che vanno contro la gente, che sono continuamente portati a misurarsi con gli altri, sempre alla ricerca del valore personale o del valore del gruppo di riferimento,sono persone che tendono a temere l'amore trovandolo pericoloso. Il valore di questi individui viene fuori ogni volta che il gruppo deve confrontarsi o misurarsi con compiti competitivi verso altri gruppi, in quel momento il loro carattere combattivo si manifesta a favore del gruppo d'appartenenza.
Il grande amico al contrario è un individuo che va verso la gente, rivolge la sua disponibilità agli altri, è una persona che guarda dietro a ciò che appare, rifiuta l'aggressività, forse perchèla teme, è un legame per il gruppo quando prevalgono momenti di conflitto ed aggressività al suo interno.
C'è poi il superlogico che prende le distanze da tutto e da tutti, mettendo in luce le sue qualità razionali, cercando comprensione e chiarezza, rifiuta le emozioni, mettendo in primo piano il controllo razionale anche sulle emozioni. E' una qualità questa fondamentale per il gruppo, portata da tali persone, nel momento in cui il gruppo stesso tende a lasciarsi troppo dominare dalla sfera emotiva, creando confusione e distrazione dal compito che si era prefissato.

Una particolarità,legata alla motivazione a collaborare all'interno del gruppo durante il raggiungimento di una meta, è che questa aumenta fino a che le probabilità di successo arrivano al 50 % per poi cominciare a diminuire, anche se le probabilità di riuscita continuano ad aumentare. Sembra dunque che la motivazione tenda a valori bassi se l'individuo tende a considerare quasi impossibile o quasi certo il raggiungimento di un obiettivo.
I principali fattori motivanti sono l'affermazione, personale o di gruppo, il riconoscimento dei risultati perseguiti, la maggior responsabilità, il lavoro stimolante, la crescita e lo sviluppo personale e del gruppo a cui si appartiene.
Per entrare in merito alle qualità del leader questi deve essere elastico, capace di adattarsi alle necessità del singolo, o del gruppo a seconda dei momenti. Deve essere in grado di stabilire quando guidare una persona sollevandola dall'angoscia di sentirsi persa, e quando lasciare andare i propri collaboratori, che dimostrano abilità nel compito, per la propria strada.

Un fiume di cose trascinano il leader ed il suo gruppo, al punto da non poter far altro che buttarsi con coerenza e tempestività, nel rispetto di sè e degli altri, con precisione ed equità, tanto da essere tranquillo nell'affrontare la situazione nella sua complessità al miglior dei modi.

giovedì 9 agosto 2012

Come stare bene con se stessi



Come stare bene con se stessi?
Semplicemente non delegando ad altri la nostra felicità.
Spesso crediamo di non poter essere felici nella vita e nell' amore perché non abbiamo ancora ottenuto quello che desideriamo e crediamo che lo diventeremo quando avremo raggiunto i nostri obiettivi.
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento di adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.
Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando non saremo più costretti a lavorare, ecc. E continuiamo a rimandare il momento in cui potremo esser felici.
Abbiamo sempre da affrontare difficoltà di ogni genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada, come ci consiglia A. Souza, attraverso queste sue riflessioni:
“Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita”.
Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo. Decidiamo allora che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicità non è una meta ma un continuo viaggio.

In altri casi incolpiamo i nostri genitori della nostra infelicità, dimenticando che anche loro hanno fatto il meglio che sapevano fare in quel contesto, che anche loro erano pieni di paure, di false credenze, di limiti auto-imposti.
Dare la colpa della nostra situazione attuale ai nostri genitori o a chiunque altro ci allontanerà dalla felicità e in più ci renderà schiavi del passato, ancorati ad esperienze negative che non ci sarebbero più se solo fossimo disposti a lasciarle andare una volta per tutte.
A volte, il nostro passato, per quanto infelice possa essere stato, ci permette di giustificare i nostri problemi attuali e per questo rimaniamo aggrappati ad esso.
La sofferenza, inoltre, ci fa sentire in qualche modo sicuri perché è qualcosa che conosciamo bene ma il prezzo da pagare è alto, è il prezzo dell’infelicità, del non vivere l’unico tempo che esiste, il presente, il qui e ora

mercoledì 8 agosto 2012

Tipi di personalità




Nell'impostazione delle tattiche di  seduzione è importante capire quali sono i bisogni della persona che ci interessa e qual è la sua mappa del mondo, cioè la sua rappresentazione soggettiva del mondo. Per questo è utile capire il tipo della personalità
Ora è fondamentale capire che i bisogni vengono vissuti ed interpretati in modo soggettivo in funzione di quella che è il tipo di personalità
Possono manifestarsi OTTO tipi di personalità dalla combinazione di caratteristiche
diverse.
Queste caratteristiche sono:
a) atteggiamento estroverso
b) atteggiamento introverso
A queste due caratteristiche si accoppiano quatto funzioni cognitivo/affettivo,
una delle quali viene utilizzata in modo prevalente rispetto alle altre.
Dalle loro combinazioni ne derivano OTTO TIPI .
Le quattro funzioni sono:
1) pensiero o intelletto
2) sentimento o affetto
3) sensi o funzione sensoriale
4) intuito
Le tipologie psicologiche che emergono sono
1) tipo intellettivo – estroverso
2) tipo affettivo – estroverso
3) tipo sensoriale – estroverso
4) tipo intuitivo – estroverso
5) tipo intellettivo – introverso
6) tipo affettivo – introverso
7) tipo sensoriale – introverso
8) tipo intuitivo – introverso
I tipi 1,2,5,6 sono detti TIPI RAZIONALI, quelli 3,4,7,8 TIPI IRRAZIONALI.
Entremo in dettaglio dentro queste otto tipologie caratteristiche consce ed inconsce, tenendo presente che le caratteristiche che andremo ad analizzare possono essere più o meno accentuate.
Maggiormente sono accentuate più il soggetto in esame avrà meno gradi di libertà nella sua vita in quanto i vincoli imposti sono più forti determinando quindi dei comportamenti e degli atteggiamenti stereotipati ed in un certo senso predeterminati e determinabili, entro i limiti probabilistici ovviamente.
Prima però è necessario capire che cosa si intende per le due caratteristiche
(estroversione ed introversione) e per le quattro funzioni emozionali (pensiero, sentimento, sensoriale, intuito).
Una volta chiarito questo potremmo rapidamente entrare in rapport con la persona ed acquisire potenziale di seduzione.

martedì 7 agosto 2012

Comunicazione Pubblicitaria




La comunicazione pubblicitaria genera la seduzione e persuasione dei media per definire nuove esigenze e bisogni dei consumatori.
la comunicazione pubblicitaria definisce il successo o l'insuccesso di un prodotto.
I mass media hanno acquistato un grande potere nelle società contemporanee, per la loro
capacità di orientare e di influenzare in modo rilevante il sistema delle credenze e delle
norme delle persone.
Tale potere è ulteriormente accresciuto in funzione ella convergenza degòli interessi delle
emittenti con quelli delle aziende. L’area maggiore di intersezione di tali interessi è data
dalla comunicazione pubblicitaria.
1 – Prodotto come sintesi di aspetti materiali e immateriali
Prodotto come significato
Prodotto: realtà composta, definita dalla combinazione di aspetti materiali (realtà
fisica) e aspetti immateriali (significati), sintesi di contenuti materiali e valori
simbolici di immagine.
Impossibile consumare prodotti senza consumare significati: ogni atto di acquisto è la scelta di un oggetto per dare senso alla propria esistenza. L’attività di consumo dunque non solo come attività che genera usura materiale ma anche come attività simbolica di scambio. Immagine del prodotto come mezzo per creare, mantenere o rinnovare la propria immagine.
La cultura veloce delle attuali società occidentali e il ritmo di comunicazione imposto dagli
stessi mass media conducono al concetto di ciclo di vita del prodotto e soprattutto di 
moda come comparsa temporanea di nuovi stili, di nuove tendenze e di nuovi valori in un
flusso continuo dove il successivo sostituisce l’antecedente.
2 - Brand equity
Esigenza per ogni prodotto/marca (“brand”) di acquisire identità e visibilità.
Opportunità disporre territorio di significati delimitato, robusto e coerente al suo
interno. Il termine “equity” deriva dal linguaggio giuridico anglosassone e fa riferimento ai
confini che delimitano una proprietà.
Definisce il territorio di una marca, la globalità delle sue proprietà semantiche, simboliche, affettive. In tal modo orienta gli atteggiamenti (positivi o negativi) e i comportamenti (acquisto – non acquisto) dei consumatori nei confronti della marca stessa. La brand equità determina l’immagine di una marca.
Proprietà: notorietà (grado di conoscenza della marca e premessa indispensabile per le altre caratteristiche
della brand equity), qualità percepita (valore attribuito alla marca), attrazione percepita (vicinanza empatica suggerita dalla marca), fedeltà alla marca (disposizione a continuare gli acquisti nel tempo), significati attribuiti alla marca (proprietà e valori attribuiti alla marca).
2 - Prodotto come polisemia
Prodotto come realtà complessa e multidimensionale capace di attribuire un senso alle
scelte e ai comportamenti dei consumatori. Metafora ricorrente in questo ambito è quella
del prodotto come personalità, dotato di una propria identità personale e sociale. La “personalità” del prodotto è data da un insieme di aspetti (il nome, la confezione, il prezzo, la comunicazione pubblicitaria…) e la coerenza tra questi diversi aspetti contribuisce a definire il posizionamento del prodotto nella categoria cui appartiene (moderno o tradizionale, formale o informale, d’élite o di massa, semplice o sofisticato…).
Il prodotto, attraverso un linguaggio chiaro e comprensibile, deve entrare in dialogo con le
categorie di consumatori cui intende rivolgersi, saper entrare in risonanza con i consumatori, saper ammiccare a chi non è  consumatore, possedere significati impliciti che stimolano l’attenzione e la curiosità dei fruitori. Tale POLISEMIA del prodotto è resa possibile dall’impiego intelligente di una comunicazione pubblicitaria in connessione con i
diversi mass media.
Traguardo ideale della comunicazione pubblicitaria di un prodotto non è solo conquistare l’attenzione dei destinatari, ma, soprattutto, confezionare un messaggio in cui i diversi consumatori vi ritrovano quel significato che corrisponde alle loro esigenze e
aspettative