venerdì 3 agosto 2012

Come ricordare i sogni




Ricordare i sogni è importante perchè i sogni sono espressione della sfera emotiva.
Ricordarli può aiutarci a capire come vivere bene.
Qualcuno ricorda i suoi sogni, qualcuno no, qualcuno di tanto in tanto ricorda qualcosa, qualcuno afferma di non sognare mai.
Quest’ultima affermazione è falsa: tutti sogniamo, tutti facciamo parecchi sogni ogni
notte. Semplicemente non li si ricorda.
Vi ricordate il diagramma delle onde cerebrali durante la notte? Ebbene, a ogni fase di
sonno REM, o sonno paradosso, si verifica un sogno. Dato che ogni notte abbiamo 5 o più fasi REM, significa che ogni notte facciamo 5 o più sogni.
E’ stato accertato che, se si sveglia un soggetto alla fine di una fase REM, egli dichiara che stava sognando, ed è in grado di raccontare quello che sognava.
Se viene svegliato a metà della fase REM, dice che sognava, ma non è in grado di raccontare
quello che sognava.
Se viene svegliato all’inizio della fase REM, dichiara che non stava sognando.
Sembrerebbe che con la fase REM il sogno venga trasferito dai livelli inconsci alla nostra
coscienza.
Anche la velocità del trasferimento è altissima: per esempio, sogni una lunga sequenza che finisce con un forte rumore, ti svegli e ti accorgi che magari un libro è caduto dal comodino sul pavimento.


Che significato hanno i sogni?
Fin dai tempi più antichi, l’uomo è rimasto affascinato dai sogni.
Ricordate la Bibbia, Giuseppe che interpretava i sogni, in prigione i sogni dei compagni di cella, poi a corte i sogni del Faraone.
Nel mondo antico si pensava che il sogno fosse lo strumento usato dagli dei, o dai defunti, per comunicare con il nostro mondo.
Poi venne Freud, che dava enorme importanza al sogno come strumento per conoscere le problematiche della psiche.
Poi vennero i numeri del Lotto: se chiedete in libreria qualcosa sui sogni, vi porteranno decine e decine di libri, tanto l’argomento è affascinante.


Jung spiega i sogni  in base ai cosiddetti “archetipi”, ovvero figure simboliche comuni a tutti.
Per esempio, sognare la morte non ha necessariamente un significato nefasto, il più delle
volte rappresenta la fine di una fase della nostra vita, e l’inizio di una nuova. Analogo significato se si sogna un neonato.
Sono molti gli archetipi:la madre, il fanciullo, il vecchio saggio,  il mare, il cadere, il volare…


Ci sono poi i  sogni premonitori, e quelli telepatici.
Riguardo i sogni premonitori, si scontrano con l’enigma del tempo: esiste già il futuro?
Se sono in grado di saperlo in anticipo, significa che è già scritto? La spiegazione più attendibile
è che sognare il futuro rappresenti un’estrapolazione del presente, ma se io faccio intervenire nuovi inaspettati fattori, il futuro cambierà. Questa ipotesi viene avvalorata da un libro famosissimo, il cosiddetto Libro dei Mutamenti, o I King, libro tanto
affascinante da essere seriamente studiato da Jung.
Il libro, antico di millenni e proveniente dalla Cina, funziona in questo modo: chi lo interpella si pone una domanda, di cui chiede il consiglio al libro. Poi lancia sei volte una terna di monete, e in base alle possibili combinazioni testa-croce, va a consultare
nel libro cosa ci dice la combinazione uscita dai lanci delle monete.
Quello che lascia stupefatti è che sembra che il libro ci parli, che la risposta sia molto pertinente alla domanda fatta.
In base alla risposta, si prenderà qualche decisione, e il futuro cambierà.
 Ma , in quale modo possono
essere utili, se non li ricordo?
Perciò la prima cosa è imparare a ricordare i nostri sogni.
Con la pratica, vi accorgerete di quanto sia versatile il vostro potere di funzionare in piena consapevolezza a livello Alpha.
Quando alla sera ve ne andate a letto, e prima di prendere sonno vi trasferite nel vostro
luogo di rilassamento, potete darvi svariati comandi: oltre all’ordine di svegliarvi all’ora voluta, potete aggiungere un ulteriore comando, che esprimerete con questa affermazione mentale:
“voglio ricordare un sogno, ricorderò un sogno”.


L’importante, affinché le tecniche funzionino, è lo stato d’animo con cui le applichiamo.
Dovete imparare, se ancora non lo sapete, a creare in voi la tranquilla certezza che il vostro progetto funzionerà; perciò, nel pronunciare mentalmente la frase, quando direte “ricorderò il sogno”, avrete il cuore calmo, forte e pieno di certezza che quanto vi proponete avverrà di sicuro.


A rinforzo del vostro intento, aiuta molto anche qualche gesto rituale, tipo disporre sul
tavolino da notte, a portata di mano, un quaderno e una matita.
Quando la tecnica funziona, molto probabilmente vi sveglierete nel cuore della notte subito
dopo un sogno: allora prendete immediatamente un appunto sul quaderno.
Se non lo fate, può succedere che vi dimenticate il sogno, e addirittura non vi ricordate
neppure di esservi svegliati e poi riaddormentati.
Altri momenti in cui vi verrà in mente il sogno potranno essere il mattino appena svegli
(anche qui segnatevi un appunto), oppure un momento qualunque della giornata, quando
meno ve lo aspettate.
Un altro consiglio: riportate gli appunti in forma più estesa su un apposito “diario dei sogni.”
Quando ricordate regolarmente un sogno, potrete cambiare la formula in “voglio ricordare
tanti sogni, ricorderò tanti sogni”.
Il traguardo finale sarà il vero obiettivo per cui lavoriamo: “Voglio un sogno che contenga
informazioni riguardo (e qui enuncerete un problema che vi sta a cuore, e che non sapete come risolvere).

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