sabato 11 agosto 2012

Diventare leader




Diventare leader significa imparare ad esercitare la leadership, essere in grado di guidare un gruppo attraverso l'esempio innanzi tutto
E' indubbio che ci siano dei fondamenti legati al bisogno di potere, è lusinghiero sentirsi indispensabili, è semplice e diretto controllare la crescita di qualcun'altro, spesso è più difficile sapersi mettere da parte, spingere altri avanti, persone che hanno più doti di noi per un certo compito.
Spesso delegare ad altri certe mansioni è avvertito come una personale sconfitta, poi risulta difficile fidarsi del lavoro delegato, e di chi porta avanti per noi un certo progetto.
Diventare leader significa comunque imparare l'esercizio della delega, mantenendo l'autorevolezza e la consapevolezza della responsabilità.

Educare in un certo senso è crescere ma a condizione di farlo seguendo la naturale evoluzione di chi ci è affidato, rimanendo pronti a metterci da parte ogni volta che la persona raggiunge una sua personale autonomia.
Un buon ideale, che permette di sviluppare in modo completo le funzioni educative, e quello di passare da una situazione di potere "su" qualcuno, ad una di potere "con" qualcuno. Questa è forse la migliore distinzione tra potere inteso unicamente come coercitivo e leadership.
Gli elementi che entrano in gioco nel rendere efficace la figura di un leader possono essere riassunti nell'essere accettato dai suoi collaboratori, nel riconoscimento da parte dei superiori della sua autorità di leader, nonchè nella complessità e strutturazione della mansione da svolgere.
Ma vediamo quali qualità e potenzialità è utile che un leader possegga. Il controllo è la posizione del leader nella scala gerarchica, permette di esercitare una guida sui suoi collaboratori, e richiede anche un sostegno verso gli stessi.
Un leader vero non deve utilizzare il ruolo per controllare l'operato dei collaboratori, ma con autorevolezza può anche guidare linee gerarchiche superiori.
La chiarezza nelle comunicazioni è un elemento indispensabile per dare efficacia e comprensibilità al messaggio. La comunicazione chiara e comprensibile richiede che siano condivisi e concordati valori e credenze tra i membri del gruppo, che esista una precisa traccia comunicativa, una circolarità della comunicazione, utile alle stesse relazioni interpersonali tra i membri del gruppo.

La conoscenza è un potere estremamente importante, da un lato permette di sentirsi preparati allo svolgimento delle proprie mansioni e competenze, dall'altro lato sviluppa il livello intuitivo della nostra conoscenza, che permette di cogliere nella globalità le leggi che regolano i sistemi delle variabili che ci troviamo intorno.

La conoscenza deve poi immergersi nella saggezza per poter riportare quelle doti indispensabili dell'esperienza che solo il viaggiatore esperto è in grado di sviluppare.
Il leader deve sempre essere messo in rapporto con la sua capacità di interagire con gli altri, all'interno di quel processo che possiamo chiamare leadership, come dire l'abilità ad influenzare le persone, motivandole, orientando il loro comportamento verso un preciso obiettivo da sviluppare.
Quattro sono le doti essenziali ad un leader, l'intelligenza, l'iniziativ, la sicurezza di sè, l'elasticità mentale, nonche, è indubbio la motivazione ad essere un leader.
Nel coordinare un nucleo di persone bisogna sempre aver presente i tre livelli in cui si muovono i gruppi: l'attività, ovvero il lavoro da svolgere; le interazioni, che avvengono tra le persone durante il lavoro comune; i sentimenti, che si creano nel gruppo anche al di là del lavoro effettivo, che vanno a stabilire il clima che viene vissuto.
Sarà compito del leader saper trovare a quale punto di questa triade si stabilisce il suo gruppo, scoprendo che ci saranno individuipiù preparati all'attività lavorativa, altri che ricercheranno le reti interattive all'interno del gruppo, altri ancora che troveranno prioritari i sentimenti come elemento di unione con gli altri.

Si possono trovare persone che vanno contro la gente, che sono continuamente portati a misurarsi con gli altri, sempre alla ricerca del valore personale o del valore del gruppo di riferimento,sono persone che tendono a temere l'amore trovandolo pericoloso. Il valore di questi individui viene fuori ogni volta che il gruppo deve confrontarsi o misurarsi con compiti competitivi verso altri gruppi, in quel momento il loro carattere combattivo si manifesta a favore del gruppo d'appartenenza.
Il grande amico al contrario è un individuo che va verso la gente, rivolge la sua disponibilità agli altri, è una persona che guarda dietro a ciò che appare, rifiuta l'aggressività, forse perchèla teme, è un legame per il gruppo quando prevalgono momenti di conflitto ed aggressività al suo interno.
C'è poi il superlogico che prende le distanze da tutto e da tutti, mettendo in luce le sue qualità razionali, cercando comprensione e chiarezza, rifiuta le emozioni, mettendo in primo piano il controllo razionale anche sulle emozioni. E' una qualità questa fondamentale per il gruppo, portata da tali persone, nel momento in cui il gruppo stesso tende a lasciarsi troppo dominare dalla sfera emotiva, creando confusione e distrazione dal compito che si era prefissato.

Una particolarità,legata alla motivazione a collaborare all'interno del gruppo durante il raggiungimento di una meta, è che questa aumenta fino a che le probabilità di successo arrivano al 50 % per poi cominciare a diminuire, anche se le probabilità di riuscita continuano ad aumentare. Sembra dunque che la motivazione tenda a valori bassi se l'individuo tende a considerare quasi impossibile o quasi certo il raggiungimento di un obiettivo.
I principali fattori motivanti sono l'affermazione, personale o di gruppo, il riconoscimento dei risultati perseguiti, la maggior responsabilità, il lavoro stimolante, la crescita e lo sviluppo personale e del gruppo a cui si appartiene.
Per entrare in merito alle qualità del leader questi deve essere elastico, capace di adattarsi alle necessità del singolo, o del gruppo a seconda dei momenti. Deve essere in grado di stabilire quando guidare una persona sollevandola dall'angoscia di sentirsi persa, e quando lasciare andare i propri collaboratori, che dimostrano abilità nel compito, per la propria strada.

Un fiume di cose trascinano il leader ed il suo gruppo, al punto da non poter far altro che buttarsi con coerenza e tempestività, nel rispetto di sè e degli altri, con precisione ed equità, tanto da essere tranquillo nell'affrontare la situazione nella sua complessità al miglior dei modi.

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