domenica 12 agosto 2012

Seduzione ed innamoramento (secondo la scuola dell'ingegneria della seduzione)





Seduzione ed innamoramento (secondo la scuola dell'ingegneria della seduzione) rappresentano stati di coinvolgimento gestiti dalla sfera emozionale ma le cui leggi e regole possono essere studiate, imparare ed applicate attraverso la logica.

La seduzione o l’innamoramento è come un interruttore che scatta e, una volta
scattato, il soggetto è costretto, volente o nolente, a provare attrazione e desiderio
verso quella persona
I meccanismi che comandano questo interruttore sono controllati, sono governati non
da meccanismi logici, bensì da meccanismi emotivi.
Proprio per il fatto che non è la logica che governa l’innamoramento, può succedere
che ci innamoriamo di chi rifiutiamo da un punto di vista razionale.
A chi non è mai capitato di innamorarsi di chi ci faceva soffrire di chi a livello
razionale rifiutavamo, proviamo a pensare un po’ alle nostre esperienze o a quelle dei
nostri conoscenti.

Chi non ha mai sentito ad esempio di un uomo maturo, affermato e di successo che
ad un certo punto diventa succube di una ragazza capricciosa che lo prende in giro e
magari lo tradisce anche con altri uomini, e lui lo sa e soffre come un cane per questo,
eppure non ne può fare a meno, e per lei magari lascia pure la moglie, trascura i figli
oppure la donna manager autorevole e severa perda la testa per un fallito, dai modi un
pò trasgressivi che la sfrutta.

Quindi dobbiamo imparare a comunicare per vivere naturalmente bene, nel campo
professionale, privato, nei rapporti sentimentali ed affettivi.
Comunicare per appagare le proprie esigenze, le proprie aspettative, perlomeno in
una porzione tale da essere soddisfatti.
Certo non tutte le ciambelle riescono col buco ma perlomeno nelle cose più
importanti avere l’opportunità di ottenere il risultato che ti aspetti, ossia che le tue
esigenze siano appagate, che le tue aspettative siano soddisfatte.
Perché la cultura logica ci porta a pensare che il diavolo e con esso tutti i vincoli, i
danni e le sofferenze siano causa dell’emotività e ci dimentichiamo che anche la
logica ci mette del suo quando le cose non vanno come devono andare.
Pesate ad esempio al perfezionismo che certe persone hanno in campo sentimentale
che non gli impedisce in teoria di vivere una relazione sentimentale, ma di fatto ne
limita di molto le probabilità.
Cioè se io non trovo una donna che soddisfi i 10000 requisiti dell’arma dei
carabinieri alla settima generazione, allora resto solo.
Avere una comunicazione efficace è fondamentale per avere successo negli ambienti
di lavoro:
La gratificazione sul posto di lavoro è indispensabile per ognuno di noi sia da parte
dei colleghi sia da parte dei colleghi sia da parte del capo.
L’assenza di tale stimolo porta ad un appiattimento del lavoro ed ad un progressivo
disinteresse fino a veri e propri disagi.
Magari chiediamo una promozione ad una posizione di maggior responsabilità perché
il capo non ci riconosce la capacità per quel posto poi in più viene privilegiato e
promosso un collega che oggettivamente ha fatto meno di noi.
Ora tolti i casi in cui ci si è attribuiti meriti non veri, negli altri casi perché succede?
Perché un capo che tiene all’azienda oppure un titolare avrebbe interesse a mettere in
una posizione di responsabilità una persona meno capace?
Ora questo succede perché il capo vede una realtà diversa dalla nostra, realtà che il
collega meno bravo di noi sul lavoro, è riuscito a creargli?

Quindi la risposta sta nel comportamento del collega il quale è riuscito ad agganciare
emotivamente il capo che ha modificato che la percezione della realtà.
In sostanza il vostro collega ha messo in atto una comunicazione efficace. Quando
una comunicazione è efficace quando porta assenso e consenso, se non porta questo
ma è solo informativa allora è una comunicazione fallimentare. Da perdenti.
Ma pensate anche ad i casi di mobbing dove la persona viene presa di mira e fatta
oggetto di attacchi indiscriminati da parte dei colleghi e/o del capo.
Anche qui chi fa gli attacchi in realtà lo fa per sfogare rabbia, rancore, frustrazione
personale.

Attraverso la comunicazione efficace a non farci identificare come bersaglio ad al
tempo stesso a soddisfare in modo l’esigenza emotiva che è la causa del mobbing.
Esistono poi dei fattori autolimitanti che ci frenano e ci impediscono di fare le scelte giuste

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