sabato 22 settembre 2012

Sedurre un manager


Sedurre un manager richiede di adattarsi alle sue esigenze.
Il Manager è il classico Uomo Azienda, molto attivo e vuole essere lodato dalla società. Per lui la cosa più importante è il “fare”. Infatti pensa: “se non fai non sei nessuno”. È molto più importante quello che si fa che quello che si è realmente. Fa così tanto che a volte non si rende conto di quanto agisce e quando glielo fanno notare, non ci crede. Quindi tende a diventare Iper-onesto perché si sente mentitore. Si motiva sulle possibilità ed ha un forte riferimento esterno. La sua modalità di azione nella vita è: “vedo e agisco”. La sua storia personale gli ha insegnato che non deve cercare riconoscimenti legati all’affettività ma. Più al fare e agli onori. Da piccoli hanno ricevuti apprezzamenti per quello che facevano e non per quello che erano e che quindi l’amore passa attraverso il successo. Ma, tutto questo agire, non gli permette di capire qual è il suo scopo nella vita. Infatti questa è la debolezza da cui cerca di sfuggire.
I  manager da piccoli sono stati lodati per i loro successi e hanno ricordi di infanzia basati sull’interesse degli adulti su i loro successi piuttosto che su i loro sentimenti.. di conseguenza hanno capito che per essere apprezzati devono annullare i loro sentimenti personali e concentrarsi sull’immagine esterna che gli garantisce riconoscimento. Gli stati d’animo come la depressione riescono a evitarli concentrandosi sul lavoro. Il “lavorare sodo” è un anti-depressivo naturale. Hanno un elevato senso della pianificazione giornaliera. Infatti, le loro attività quotidiane sono stabilite in anticipo e sono i classici tipi che si portano il lavoro in vacanza e che preferiscono fare “maratone vacanziere” in più paesi in quanto questo gli permette la programmazione delle attività. La vacanza la vedono come una perdita di tempo prezioso da dedicare al lavoro e quindi tendono a farla coincidere con le loro attività professionali.. Hanno una tendenza verso il pensiero positivo ma sono intolleranti verso chi si mostra debole emozionalmente o di scarso rendimento.
I  manager preferiscono non porsi obiettivi personali e preferiscono farli coincidere con quelli della società, autoingannandosi. Inoltre, sono estremamente convinti della loro salute psicologica in quanto i problemi psicologici sono per gli altri. Sono talmente impegnati in tutte le loro attività che non possono entrare in contatto con il loro Io. Questo accade solo nelle pause forzate e sperimentano un contatto con la loro sincerità interiore. Questo può essere terribile in quanto può portare a galla verità interiori che possono non coincidere con quelle esterne impostate sugli standard sociali. Il loro punto di forza è il “pensiero convergente”: se hanno un obiettivo da raggiungere, riescono a staccare “la spina” dei pensieri negativi che potrebbero distoglierli dalla meta finale. Infatti amano gli obiettivi a breve termine in quanto hanno più possibilità legate all’azione e meno alla pianificazione. Una caratterista negativa del tipo Tre è la identificazione eccessiva con il ruolo professionale; questo li porta a parlare sempre di lavoro, anche nella vita privata. Inoltre, un Tre non integrato non ascolta le critiche, pensando che queste scaturiscano dall’invidia nei suoi confronti. Questo avviene perché la sconfitta non fa parte del suo mondo, esistono solo il successo e l’apprezzamento. Questa tipologia ha un inclinazione particolare alla falsità; naturalmente non si tratta di bugie particolarmente clamorose ma di piccoli e continui abbellimenti delle sue imprese. Anche la vanità è una trappola per il Tre: abiti firmati, macchine di lusso, ambienti socialmente elevati e anche il partner e la famiglia diventano “oggetti” da mostrare in quanto devono sempre essere in forma e all’altezza della situazione.
Sessualmente tendono a proiettare un’immagine di un ruolo stimolante. Sono stimolati nella competizione per risultare più attraenti o sessualmente potenti.

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