martedì 23 ottobre 2012

La seduzione della comunicazione



La seduzione della comunicazione riguarda la capacità di usare al meglio la comunicazione per entrare in sintonia con gli interlocutori.
Esistono metodi specifici, ad esempio tecniche di seduzione per donne.
Gran parte della vita degli individui è impegnata nella gestione di rapporti, affettivi o professionali che siano e sappiamo dall'esperienza quanto la qualità delle nostre relazioni possa renderci la vita meravigliosa oppure un inferno. Nonostante gli sforzi e le migliori intenzioni, però, non sempre i nostri rapporti riescono come vorremmo.
Il concetto di comunicazione come “messa in comune” è sottolineato dagli
aspetti relativi alla costruzione sociale della realtà che gli attori contribuiscono
a creare e le relative competenze necessarie in tale lavoro di espressione da
un lato e di ricostruzione della realtà dall’altro.


Gli assiomi della pragmatica della comunicazione sono:
1) non si può non comunicare: quando due persone si trovano in un’unità
spazio-temporale fanno autenticamente parte di un processo di
comunicazione;
2) ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione:
quando due persone comunicano tra loro si scambiano un certo contenuto e
contemporaneamente inviano dei messaggi che implicitamente tendono a
qualificare la relazione in corso;
3) la comunicazione è un processo circolare: ogni sequenza di
comunicazione è causa del fenomeno che segue ed effetto di quello che lo
ha preceduto;
4) la comunicazione è verbale e analogica: gli esseri umani comunicano non
solo con le parole, con il linguaggio verbale - altrimenti detto digitale perché
composto da segnali discreti rappresentati dalle lettere dell’alfabeto -, ma
anche con il corpo e con la voce - altrimenti detto linguaggio analogico -
perché offre una rappresentazione analogica, continua di ciò che si intende
comunicare;
5) gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari: gli scambi
di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano
basati sull’uguaglianza o sulla differenza; nella relazioni simmetriche la
relazione tra i comunicanti è equilibrata mentre in quella complementare uno
dei due o più attori assume una posizione superiore, one up, e invita l’altro, o
gli altri, ad adottare la posizione complementare o corrispondente inferiore,
one down.


La comunicazione ha molteplici funzioni.
Nella comunicazione , a seconda che sia più importante uno o un altro componente avremo impieghi diversi dei linguaggi, cioè funzioni diverse. "Per funzioni del linguaggio si intendono i vari fini che si assegnano ai messaggi visivi quando vengono prodotti".Secondo il modello di Jakobson tutti e sei gli elementi dello schema della comunicazione possono diventare il centro di un atto di comunicazione. In questo modo le funzioni comunicative diventano sei:
1. espressiva o emotiva: quando il fuoco è stato messo sull'emittente;
2. informativa o referenziale: quando il fuoco è stato centrato sul contesto;
3. esortativa o conativa: quando l'atto di comunicazione è stato centrato sul destinatario;
4. metalinguistica: quando l'oggetto del discorso è il codice;
5. fatica o contatto: si ha quando il messaggio è usato per stabilire il contatto fra l'emittente e il destinatario e il fuoco è stato messo sul canale di trasmissione;
6. estetica o poetica: si ha quando l'attenzione è incentrata sul messaggio stesso, nella sua forma.

È, innanzitutto, un’attività sociale che avviene all’interno di un gruppo o tra due persone, in altri casi si parla di monologo interiore. La comunicazione è partecipazione in quanto sottende l’accordo su significati condivisi e negoziati all’interno di un gruppo o comunità, pertanto ha una matrice culturale e una natura convenzionale. Possiamo poi asserire che è un’attività cognitiva, perché c’è una stretta interdipendenza tra il pensiero e la comunicazione stessa. La comunicazione, infine, è connessa all’azione, poiché chi comunica ha uno scopo e agisce per arrivare al proprio obiettivo.
Si possono individuare ed apprezzare tutte queste sfumature della comunicazione, ma è nella relazione vis à vis in cui maggiormente si realizzano tutte le potenzialità e la ricchezza comunicativa: in questa occasione avviene un passaggio di informazione (da-a) ma, soprattutto, avviene un’inferenza tra coloro che comunicano, poiché vengono offerti e contemporaneamente accolti gli indizi riguardanti ciò che non è esclusivamente informazione.

Le abilità non verbali
Le abilità non verbali hanno una grande rilevanza, infatti si manifestano come segni autonomi di comunicazione e fungono da supporto all’espressione verbale di cui sono un complemento. La prima risposta ad una situazione imbarazzante è, generalmente, non verbale: comuni sono il tremore della voce, l’agitazione disordinata delle mani e dei piedi, l’incapacità di espressione verbale ed alcune componenti di natura neurovegetativa quali il rossore e il pallore.
Queste abilità sono:
l’osservazione: non siamo soltanto osservati, ma siamo anche osservatori, protagonisti di ciò che accade intorno a noi;
il contatto visivo, ovvero gli sguardi reciproci che due persone si scambiano durante un’interazione; l’importanza di questa abilità basilare è legata al suo essere un doppio canale nella comunicazione; con lo sguardo si esprimono sentimenti ed emozioni, con lo sguardo si colgono i sentimenti e le emozioni degli altri. Lo scambio di queste informazioni è un imprescindibile strumento per programmare ed aggiustare in ogni momento il modo di comunicare;
la mimica facciale: comprende ogni variazione mimica, coerente con i sentimenti e le emozioni che si vogliono esprimere. Tecnicamente si manifesta con movimenti delle parti del viso: l’alzare o abbassare un sopracciglio, la contrazione delle pupille, il movimento delle guance, il piegarsi delle labbra;
la postura: la posizione del corpo esprime ciò che il linguaggio verbale non dice o dice solo in parte; l’individuo parla spesso assumendo una postura non coerente con le parole che comunica. Se il corpo non esprime partecipazione difficilmente si potrà far recepire al nostro emittente la nostra simpatia, inoltre una postura rigida può influenzare o essere influenzata dal contenuto della comunicazione;
lo spazio corporeo, ossia l’ambito spaziale dentro cui l’individuo si muove, interagendo. Costituiscono lo spazio corporeo sia la discrepanza che un corpo ha dall’altro sia l’orientamento che il corpo assume: l’uno e l’altro di questi elementi sono influenzati da condizionamenti sociali e culturali;
il contatto corporeo: nella comunicazione e nella relazione con gli altri, la persona si manifesta entrando in contatto, anche corporeo, per esprimere una varietà di sentimenti ed emozioni: stringe la mano, abbraccia, pone la mano su una spalla, accarezza. La stretta di mano, per esempio, può essere troppo molle o sfuggente, a punta di dita, con le dita rivolte verso il basso, troppo vigorosa, stritolante o prolungata oltre il sopportabile, come una prova di forza.
La voce
La voce è una sostanza fonica, composta da una serie di fenomeni e processi vocali.
È necessario analizzarla perché, nonostante sia il veicolo della comunicazione verbale (quindi del “ cosa si dice”), le sue varianti ed espressioni producono effetti sulle modalità di comunicazione e su ciò che va oltre l’informazione, quindi sul “ come si dice” (le varianti possono nascere nel modulare la voce, nell’accentuare sillabe, nell’intensità, nel tono, nelle vibrazioni e tutto ciò produce degli effetti nella relazione).
La voce è utilizzata nei riflessi (lo starnuto, la tosse ecc.), nei caratterizzatori vocali (il riso, il pianto ecc.) e nelle vocalizzazioni (le “pause piene”). Vi sono poi le caratteristiche extra-linguistiche, caratteristiche anatomiche permanenti ed esclusive dell’individuo, organiche e fonetiche.
Sono da tenere in particolare considerazione, le caratteristiche paralinguistiche, cioè l’insieme delle proprietà acustiche transitorie che accompagnano la pronuncia di un enunciato e che possono variare da situazione a situazione.
Queste ultime caratteristiche sono determinate da:
* il tono, cioè frequenza fondamentale della voce, generata dalla tensione delle corde vocali;
* l’intensità, ossia il volume della voce e varia da un volume debole a uno molto forte;
* il tempo, che determina la successione dell’eloquio e delle pause; comprende la durata (tempo necessario per pronunciare un enunciato, comprese le pause), la velocità di eloquio (numero di sillabe al secondo comprese le pause), la velocità di articolazione (numero di sillabe al secondo escluse le pause), la pausa (sospensione del parlato: pause piene, cioè uso di vocalizzazioni e pause vuote, cioè periodi di silenzio).

In campo educativo perché il processo comunicativo (comunicazione didattica) sia efficace è necessario che siano verificate alcune condizioni particolari. Allo scopo di limitare il più possibile gli effetti negativi degli ostacoli della comunicazione l'emittente (il docente) deve codificare il suo messaggio in modo tale che risulti adeguato alle caratteristiche del destinatario (l'allievo). Deve cioè utilizzare un codice che sia noto all'allievo, deve organizzare il messaggio secondo uno schema logico e mentale a lui accessibile, deve selezionare un mezzo di comunicazione (o un sistema di mezzi) che faciliti e potenzi la comprensione del messaggio (per esempio, uso di mezzi audiovisivi). Per far questo il docente deve acquisire preliminarmente tutte le informazioni possibili riguardanti le caratteristiche dell'allievo (per esempio, il suo livello di padronanza degli strumenti culturali di base) e la natura del contesto nel quale si svolge il processo comunicativo (per esempio, un'aula calda e rumorosa). Egli inoltre deve incoraggiare la retroazione da parte dell'allievo, per assicurarsi che il messaggio sia stato ricevuto e compreso, e deve stimolare in modo sistematico una comunicazione a due vie, nella quale l'allievo si ponga nel processo comunicativo come attore protagonista.
Per dare una soluzione efficace a questi problemi comunicativi la didattica ha sviluppato metodi e tecniche specifici (per esempio, le tecniche di lezione, i supporti audiovisivi ecc.). 
Il processo comunicativo interessa l'intero processo formativo, essendo questo basato essenzialmente sulla trasmissione di conoscenze, sulla condivisione e sulla produzione di significati, sul trattamento dell'informazione in genere. La presa di decisione, che è alla base sia dell'azione dell'insegnante sia di quella dell'allievo, ha bisogno di un continuo e sistematico flusso di informazioni e, quindi, di un sistema efficace di comunicazione.



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