venerdì 12 ottobre 2012

L'inconscio per Milton Erickson




L’inconscio è inteso da Erickson in senso creativo, non solo un serbatoio secondo una concezione più Freudiana  ma una fucina con una sua intelligenza, in grado di elaborare il materiale secondo regole emotive ed analogiche e attraverso i simboli:

"Associa immagini, sensazioni, idee e simboli secondo rapporti di analogia e somiglianza che hanno fra loro, operando in un presente permanente. Queste catene di associazioni si spezzano e si intersecano, si allacciano e si sciolgono in una complessità che sfida qualsiasi analisi razionale.

È questo il motivo per cui Erickson considerò l’analisi freudiana dell’inconscio un’impresa prometeica, irrealistica e inefficace. La complessità dell’inconscio e la povertà dei mezzi del conscio sono tali che è meglio lasciare che sia l’inconscio a disfare ciò che ha fatto.


Erickson riprende antiche procedure di guarigione come l’uso delle metafore "Esse aiutano a indurre uno stato ipnotico e a curare il malato. Se, sentendo una storia, il paziente manifesta improvvisamente i segni di una trance, significa che il terapeuta ha raggiunto il cuore del problema.

La storia, per essere ipnotica, deve avere rapporti metaforici con il problema in questione, ma soprattutto non deve avere con quello un rapporto razionale evidente, altrimenti la mente conscia se ne approprierebbe per dissertare.

Le metafore consentono di aggirare le resistenze che il paziente oppone al cambiamento: sono un modo indiretto di suggerire delle piste di soluzione all’inconscio



La realizzazione personale, proviene dall'interno, quindi coloro che hanno soprattutto una referenza esterna , dovrebbero impegnarsi a creare un' equilibrio che rafforzerà sempre di più il proprio sentire interiore e il proprio potere personale.
Per operare su noi stessi ed ottenere risultati sempre più marcati nei settori di nostro interesse o superare i nostri limiti o credenze dobbiamo comunicare con il nostro inconscio, entrare in contatto con lui , visualizzare le situazioni desiderate e infondere emozioni più costruttive a queste situazioni; dopo varie ripetizioni ci accorgeremo che ciò su cui abbiamo portato intensamente l'attenzione diventerà parte del nostro vivere quotidiano.

È solo col modello di Milton-Erickson che l’ipnosi diventa uno strumento, e non la cura, per accedere a uno stato alterato di coscienza in cui si ha la possibilità di accedere a delle risorse di cui non ci si ricorda di disporre.
Molti disagi provengono dal fatto che l’inconscio contiene queste risorse, ma la persona non è consapevole di questo fatto, deve semplicemente ricordare, accedendo in qualche modo al suo inconscio. Solo così potrà realizzarsi pienamente e godere della sua vita.
Nel modello neo-ericksoniano lo stato di trance ipnotica “agevola” l’accesso all’inconscio. Che cos’è la trance ipnotica? È semplicemente uno stato alterato di coscienza in cui l’attenzione della persona sotto ipnosi vede spostare la propria attenzione dall’ambiente esterno all’interno della propria mente, arrivando al distacco con la realtà materiale, di cui molto spesso si percepiscono soprattutto i limiti. Qualcosa di molto simile alla trance sotto ipnosi è lo stato di dormiveglia. La mente umana è capace spontaneamente di entrare in trance, come per il già citato stato di dormiveglia, la capacità di concentrarsi nello studio, ascoltando una melodia, un brano musicale, leggendo un libro, lasciandosi trasportare dalla visione di un film … Questi sono tutti stati in cui l’attività cerebrale si sposta dall’emisfero sinistro, sede dei processi razionali, a quello destro, sede della fantasia e delle capacità creative. Non a caso in stato di trance avviene un susseguirsi di immagini e sensazioni.
In questo stato alterato di coscienza avvengono dei temporanei cambiamenti fisiologici e biochimici: l’abbassamento del battito cardiaco, il ritmo respiratorio più regolare, attività di specifiche onde cerebrali, un generale stato di benessere.



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