martedì 13 novembre 2012

Istruzioni per sedurre




Le istruzioni per sedurre sono alla portata di tutti e di tutte. 
La fase iniziale è l'approccio maschile o l'approccio indiretto femminile.
Sedurre in linea di principio può essere imparato con un minimo di applicazione.
Diventa complicato quando chi si accinge ad imparae il metodo è stupido, privo di strategia, inutilmente orgoglioso.
Quando spinge l’individuo a farsi del male.

I  comportamenti  sono tanto più inefficaci quanto più sono accompagnati da inaccettabili generalizzazioni sulle persone dell’altro sesso, che si vorrebbe punire per torti subiti.
Il presunto seduttore ci prova senza riguardo tanto, ”le donne sono tutte uguali”. L’operatrice
maldestra non si concede a nessuno perché “con gli uomini devi comportarti così, dato che non
meritano niente”.
D’altronde, molte persone hanno pessimi risultati, nella vita, proprio a causa delle loro
generalizzazioni, che sono rancori e sensi di colpa.
Stiamo attenti quando le cose non vanno come dovrebbero:
noteremo che siamo portati a pensare male della realtà circostante, dei colleghi, del governo, del
sistema.
L’artista fallita, invidiosa, pensa subito che la sua collega, baciata dal successo televisivo, si conceda
a qualche produttore.
Il professionista in crisi di bilancio se la prende con il sovrannumero di iscritti al suo ordine, che
innalzerebbe la concorrenza e toglierebbe prestigio ai meritevoli come lui, ma nulla fa per incontrare potenziali nuovi clienti o per diversificare i suoi servizi.
In entrambi i casi i soggetti si esonerano da responsabilità, per il loro insuccesso, chiamando in
causa elementi esterni:
soffrono di rancori.
Possono arrivare ad odiare a tal punto il sistema in cui operano da rifiutare ogni contatto con la
realtà, isolandosi nei loro pensieri e diventando degli emarginati.



In realtà, il problema è solo dentro la loro mente.
Se un essere umano ha compiuto grandi imprese o ha realizzato grandi opere, altri esseri umani non
sono diversi da lui.
Hanno anche loro una testa pensante, due gambe e due braccia.
Il successo è alla portata di tutti, se si possiede un grande ardore realizzativo e una corretta strategia
di comunicazione. Non solo verso gli altri, si badi bene, ma anche con noi stessi; anzi, soprattutto
con noi stessi.
Nessun lingotto d’oro comunicativo, inteso come metodologia o scuola di pensiero, può essere
efficace se siamo sepolti sotto i nostri rancori.
Il rancore frustrato diventa senso di impotenza.
Per imparae a coinvolgere dobbiamo imparare a comunicare, non otteniamo ciò che meritiamo ma ciò che comunichiamo.

l'essere umano è un animale sociale e inevitabilmente comunica. Come afferma un famoso postulato della Scuola di Comunicazione di Palo Alto in California “non si può non comunicare”. Anche chi sceglie deliberatamente di non comunicare con nessuno, comunica. Comunica di non voler comunicare, che è però una comunicazione.
La comunicazione però può essere vincente o perdente. Una comunicazione è vincente se ottiene consenso ed assenso, in caso contrario è una comunicazione perdente. Quando comunichiamo dobbiamo sempre farlo con un obiettivo. Se non abbiamo un obiettivo non potremmo avere feed back sull'esito della nostra comunicazione. Se non so dove voglai arrivare non saprò mai se sto andando nella direzione giusta o in quella sbagliata. Questo vale in tutti gli ambiti della nostra vita, non soltanto nell'ambito della seduzione. Anche nella “comunicazione seduttiva” dobbiamo porci degli obiettivi precisi. Ovviamente non è detto che tutte le “ciambelle riescano con il buco” però sapendo con precisione dove si vuole arrivare avremo la possibilità di modificare il nostro percorso quanto basta per arrivare alla meta prefissata.
La comunicazione può essere seduttiva e persuasiva. Affinchè una comunicazione sia seduttiva deve essere innanzi tutto indiretta ed allusiva. Il modo migliore è quello di trarre spunto dai metodi comunicativi utilizzati da Milton Erickson, il più grande ipnostista del 900. Per comprendere questo tipo di comunicazione dobbiamo riuscire a comprendere quelle che sono le regole della “mente” che governano il nostro approccio comunicativo. Ognuno di noi esseri umani, si costruisce un asua personalissima rappresentazione del mondo, filtrando gli imput ricevuti dall'esterno attraverso filtri (genetici,sensoriali, culturali,personali) che fanno si che l'essere umano, di tutta la realtà ne percepisce, in modo personale solo una parte.
Questa personale rappresentazione della realtà è per lo più subliminale, cioè inconsapevole. Noi sappiamo molte cose che non sappiamo di sapere. Molte possibilità che potremmo utilizzare in realtà finiamo per non utilizzarle. La nostra rappresentazione del mondo prende il nome di “struttura profonda”, profonda perchè è “sepolta” nelle profondità della nostra mente inconsapevole.


I genitori che non si impongono su un figlio indolente soffrono dello stesso problema, cui se ne
aggiunge un altro: i rancori, o i sensi di colpa, non aiutano l’individuo né a preservarsi da mali
peggiori, né ad uscire da una situazione di stallo.
L’artista fallita, per riprendere uno dei precedenti esempi, non diventerà più celebre solo perché
pensa male delle colleghe, né convincerà qualcuno a darle delle opportunità di carriera solo
limitandosi ad accusare il sistema televisivo.

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