sabato 1 dicembre 2012

Dalla felicità infantile ad un modello maturo di felicità



Dobbiamo imparare a passare dalla felicità infantile ad un modello maturo di felicità superando gli ostacoli alla felicità ed imparando come superare la paura di fallire.

In alcuni casi i nostri conflitti non sono altro che residui di bisogni e desideri infantili che ci trasciniamo nel tempo.
Vi è una scissione evidente tra il nostro io maturo e il nostro io infantile. L’idea infantile di felicità consiste nell’immediato, istantaneo appagamento di tutti i nostri desideri.
Un residuo più o meno consistente di queste aspettative infantili rimane anche in età adulta.
Il modello maturo di felicità è molto lontano da quello infantile: mentre quest’ultimo pretende l’approvazione assoluta, l’ammirazione e l’amore da parte di tutti, il sé maturo sa lasciare libere le persone, accettando anche, quando capita, di non essere amato, accettato o approvato.
La scissione dentro di noi nasce quando il sé infantile avanza le sue richieste irrazionali “gli altri mi devono dare ciò che voglio, come lo voglio e quando lo voglio, solo così posso essere felice” mentre il sé maturo afferma “le circostanze esterne, qualunque esse siano, non sono responsabili della mia felicità, io solo lo sono perché tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me, non fuori.”
Inoltre, il sé infantile percepisce in termini di bianco o nero, non vede le sfumature, tutto per lui è bene o male, perfezione o imperfezione, onnipotenza o debolezza, sicurezza o insicurezza, e se ciò che accade è conforme ai suoi desideri allora il mondo gli appare luminoso ma se anche una piccola cosa va diversamente da come si aspetta allora subito gli appare buio.
Questa personalità infantile, man mano che cresciamo e diventiamo adulti, si nasconde sempre più nel nostro inconscio da dove, coperta da abili razionalizzazioni, continua a produrre reazioni simili.

Le pretese infantili, i sentimenti confusi, le paure ingiustificate e i sensi di colpa vengono alla superficie solo quando desideriamo veramente scoprire chi siamo e perché ci comportiamo in un dato modo.
Se non prendiamo coscienza dei nostri conflitti infantili, da adulti continueremo a riviverli. 
 Se invece ne prendiamo coscienza possiamo finalmente creare i presupposti per ricevere amore e per imparare a nostra volta ad amare in modo più maturo.
Riprodurre situazioni sempre con le stesse modalità nel vano tentativo di correggerle ci porta solo a rivivere le stesse esperienze negative, rafforzando la convinzione limitante responsabile dell’esperienza indesiderata.
E’ essenziale quindi osservare le situazioni ripetitive che incontriamo nella nostra vita per individuare quali siano i meccanismi che stanno alla base.

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