mercoledì 26 dicembre 2012

Dinamica della comunicazione non verbale



Conoscere  la Dinamica della comunicazione non verbale ci permette di vivere bene le relazioni e di mettere in atto una comunicazione vincente.
Vediamo in cosa consiste la Dinamica della comunicazione non verbale
L’orientazione è l’angolazione del corpo rispetto agli altri (seduta o in piedi).
L’interazione tra due persone può essere faccia a faccia (uno di fronte all’altro) o a 90 gradi (quando si è seduti a un tavolo su due lati contigui) o a fianco a
fianco. Negli animali la posizione uno di fronte all’altro rappresenta generalmente una situazione di sfida, nell’uomo può rappresentare anche
contatto o intimità. Anche nell’uomo però si è visto che, nel caso non ci sia intimità, le situazioni di attrito o contrasto si hanno soprattutto nella posizione faccia a faccia e che queste si riducono sensibilmente spostando le persone a
90 gradi tra loro. La posizione più pacifica è quella di fianco a fianco ma è anche quella che garantisce meno interazione tra le tre. Simbolicamente
significa: siamo dalla stessa parte e non c’è tanto bisogno di comunicare.
In una dinamica di gruppo la orientazione assume una grande importanza per capire le interazioni fra i soggetti. Essa può manifestare interesse, ostilità o il
disagio verso i presenti. Sia lo sguardo che il corpo devono essere in linea con l’orientazione nel caso contrario può esistere un incongruenza  dell’interazione; i significati di questa incongruenza sono molteplici: guardare una persona
tenendo contemporaneamente il corpo rivolto verso un’altra può significare la
volontà di mantenere un contatto con entrambi. Una persona che sta
interagendo con più persone si posizionerà in una posizione mediana, per poter volgere lo sguardo alternativamente più o meno a tutti. 
Quando lo sguardo e il corpo si rivolge specificamente verso una persona in particolare, può significare una relazione più intensa tra i due, un maggior interesse, o nel caso
di lavoro, una situazione gerarchica in cui chi si rivolge è in una posizione
subordinata mentre la persona dominante mantiene un controllo della situazione volgendosi a turno verso tutti i presenti.
Per postura si intende come le diverse parti del corpo sono disposte tra loro: in piedi o seduti, a gambe divaricate o incrociate, busto eretto o inclinato (di
fianco, in avanti, indietro). In determinati contesti vigono norme rigide per la postura (p.e. in caserma) e in ogni sistema socioculturale vigono regole più o
meno esplicite circa le posizioni in cui è consentito stare in presenza di altri. 
Nel caso di una postura seduta il protendersi verso l’interlocutore (inclinando il busto in avanti), sia per parlare che per ascoltare, può produrre in quest’ultimo impressioni favorevoli. Simbolicamente significa “andare incontro” e indica una
particolare attenzione per l’altro. Le posture che diventano abitudinarie possono
fornire interessanti informazioni circa la personalità: il modo di camminare, di
sedersi, di cambiare posizione in presenza di altri denota il grado di autostima e
di estroversione (introversione) in modo assai preciso, anche perché la postura
è l’aspetto comportamentale meno controllabile, in quanto riflette automatismi
motori ormai sedimentati negli anni e che sono il riflesso dei vissuti sociali ed
emozionali dell’individuo.
Le quattro posture tipiche individuate da V. Satir
Virginia Satir ha individuato quattro categorie o atteggiamenti di comunicazione,
ciascuna caratterizzata da una serie di posture, gesti sensazione e particolare sintassi, che la gente adotta quando è in tensione: Il propiziatore, l’accusatore, il calcolatore e lo svagato.
Il propiziatore usa in genere parole di consenso, parla in maniera persuasiva,
cercando di riuscire gradito, scusandosi, non dissentendo mai. Il corpo prende
l’atteggiamento propiziatorio, incerto e sofferente. Si capisce che lui/lei si pensa
una nullità. L’atteggiamento del corpo è concorde con la risposta propiziatoria
che si vuole dare.
L’accusatore usa sempre parole di dissenso (non fare mai questo! Non ne fai
male una di giusta! Ecc) Il corpo è sempre in atteggiamento di rimprovero o di
accusa. Internamente avverte una tensione nei muscoli e negli organi. La voce
è dura e ferma, spesso acuta e alta.
  è un tipo estremamente corretto, ragionevole e sembra che non
abbia sentimenti. Calmo, freddo e padrone di se, come fosse un computer. Il
corpo è asciutto, la voce è distaccata e monotona e in genere usa parole astratte.
  Lo svagato In genere usa Parole che non hanno senso, qualsiasi cosa dica o
faccia non è attinente con quello che stanno facendo le altre persone. Il corpo è
spigoloso e squinternato, come se andasse in tutte le direzioni. La voce è
cantilenante, non intonata alle parole, e può andare su e giù senza ragione
perché non è concentrata su nulla.
Queste impostazioni fisiche sembra che si formino già dall’infanzia, quando cioè si cominciano ad usare l’un o l’altro di questi errati modi di comunicare e l’uso
protratto di questi, fa si che il bambino non distingui più la sua risposta dal suo
senso del valore o della sua personalità.
Una grande importanza nella CNV è la posizione e la distanza tra loro tenuta dai comunicanti, nella continua interazione. Il concetto base è quello del territorio e deriva dall’osservazione del comportamento animale. 
La branca disciplinare che studia questo  comportamento è la prossemica. 
La parte del territorio che l’animale considera propria come il nido o la tana e che delimita con vari accorgimenti che possono essere di tipo olfattivo, visivo o uditivo per evitare che altri animali vi si introducano.
Esiste anche un’area spaziale ancora più limitata che l’animale considera come propria e inviolabile e che circonda come una sfera il proprio corpo. 
Nell’uomo si chiama spazio personale e varia da persona a persona e da contesto a contesto.
Un altro concetto prossemico è quello del territorio collettivo tipico dell’uomo e degli animali “sociali” (api, scimmie ecc.). La difesa delle varie porzioni di territorio può avvenire sia con mezzi fisici (porte, mura, reticolati o azioni militari
difensive) e sia con mezzi simbolici.

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