venerdì 28 dicembre 2012

Livelli di comunicazione: Verbale, paraverbale, non verbale



LA COMUNICAZIONE AVVIENE A DIVERSI LIVELLI: VERBALE,
PARAVERBALE, NON VERBALE.
Il livello verbale è quello delle parole.
Il livello paraverbale è definito dalla qualità della voce: volume, tono timbro,
ritmo velocità.
Il livello non verbale è definito dall’atteggiamento del corpo: la postura, i
movimenti, la respirazione, il colorito della pelle, i micromovimenti e le micro espressioni.
La comunicazione ha più probabilità di essere efficace quanto più manifesta
una congruenza fra i diversi livelli.
La percezione dei segnali paraverbali avviene per lo più a livello inconsapevole
ed è questo uno dei motivi per cui spesso usiamo espressioni del tipo: “non so
perché, ma quella persona non mi piace”.


Il linguaggio del corpo permette di decifrare la comunicazione inconscia dei nostri interlocutori, stabilire immediatamente un buon rapport, essere più persuasivi e scoprire che ci sta mentendo. Nessuno mente allo stesso modo, ma ogni bugiardo lascia comunque qualche segnale in grado di scoprirlo, insegnare le microespressioni è il nostro compito.

Di cosa si tratta
Raschiarsi la gola, toccarsi il naso, passarsi la lingua sulle labbra, portare una mano sulla nuca sono esempi di tutti quei segnali che produciamo quotidianamente con il nostro corpo, senza neanche esserne consapevoli.

Generalmente siamo portati ad ignorare questi gesti e anche se ci dovessimo far caso non diamo loro nessun significato.
Saper interpretare il linguaggio del corpo ci fornisce una chiave di lettura per renderci conto all’istante dell’impatto emotivo di un nostro comportamento, infatti possiamo sapere in tempo reale se i nostro argomenti o le nostre azioni vengono gradite dall’interlocutore o se invece suscitano rifiuto o anche tensione.

Comunque, cosa più importante, è acquisire la capacità di renderti conto di ciò che accade prima ancora che l’altro ne diventi cosciente! Queste conoscenze sono accessibili a chiunque grazie ad un metodo di facile
apprendimento e prove pratiche. La conoscenza del  Linguaggio del Corpo ti permetterà di essere più persuasivo nelle interazioni private e professionali.


Le espressioni facciali di determinate emozioni si assomigliano in persone diverse perché ognuna di esse contrae e rilassa i muscoli facciali più o meno nello stesso modo quando viene esposta ad uno stimolo che evoca un’emozione tipica. Lo stesso avviene in specie diverse.
Prima dI addentrarci sui vari tipi di comunicazione, diamo uno sguardo a come
è fatto questo, per certi aspetti ancora misterioso, “ricetrasmettitore” che è
l’uomo, inteso in modo olistico come mente, cervello e corpo. La parte
fondamentale di questa meravigliosa macchina si trova nella testa dell’uomo
dove risiede il cervello. Qui c’è il controllo di tutti gli apparati sensoriali (di cui i
principali sono vista, udito, tatto e olfatto) a cui arrivano tutte le informazioni dal
mondo “esterno”. Al cervello arrivano anche tutte le informazioni dal suo
“interno”. I canali principali su cui passano queste comunicazioni dall’interno
sono: il sistema nervoso centrale, il sistema nervoso periferico, il sistema
nervoso autonomo, il sistema immunitario. Il cervello è cosi interposto tra due
mondi: quello interno o viscerale del corpo (respirazione, digestione, controllo
della temperatura, emozioni, riproduzione sessuale ecc. organi che sono adibiti
alla sopravvivenza del corpo) e quello esterno del corpo. Si può dire che il
compito principale del cervello è quello di mediare tra il mondo “interno” e il
mondo “esterno”. Come si vede da questa prima breve descrizione il nostro
corpo si basa sulla comunicazione tra le sue diverse parti. Se andiamo a vedere
dettagliatamente il cervello, noi vediamo che è formato principalmente da
cellule nervose chiamate neuroni (circa centomila miliardi) che sono dei
specialissimi ricetrasmettitori. Tutti i neuroni sono in collegamento tra di loro
attraverso il passaggio di molecole neurotrasmettitrici che vengono scambiate
tra le cosiddette “sinapsi”. Ogni neurone ha tra 1.000 e 10.000 spazi sinaptici. Il
processo di trasmissione di un segnale nervoso da un neurone all’altro è di tipo
elettrochimico: elettrico quando parte dal neurone poi chimico nella
connessione col neurone ricevente e di nuovo elettrico nel neurone che lo
riceve.
I sistemi sensoriali che raccolgono dal mondo esterno le informazioni, le mandano a regioni specializzate della corteccia cerebrale (ad esempio dagli occhi alla corteccia visiva, dalle orecchie alla corteccia uditiva). Ma nel viaggiare verso queste aree i messaggi sensoriali sostano nelle aree subcorticali e fanno delle tappe nel talamo.
Come le aree corticali corrispondenti, quelle talamiche sono anch’esse specializzate per l’elaborazione sensoriale: il talamo visivo riceve segnali visivi dai recettori degli occhi e li trasmette alla corteccia visiva, mentre il talamo uditivo riceve segnali acustici dai recettori delle orecchie e li trasmette alla corteccia uditiva.
Quindi i messaggi sensoriali sono trasmessi dai recettori esterni ( occhi, orecchie, pelle) alle aree specializzate del talamo che fanno una prima elaborazione dei segnali e inviano i risultati alle aree specializzate del cervello.
I corpi mammillari dell’ipotalamo sono il luogo che riceve i segnali sensoriali talamici in entrata e poi inoltra i messaggi verso la corteccia.
Come per i sistemi sensoriali, anche ogni unità emotiva va considerata come un insieme di segnali in entrata, un meccanismo di valutazione e un insieme di segnali in uscita. Diverse classi di comportamento emotivo rappresentano funzioni diverse che si occupano di diversi problemi dell’animale o dell’essere umano e ai quali sono dedicati sistemi cerebrali diversi.
Emozioni distinte vanno studiate in quanto unità funzionali distinte.

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