sabato 25 maggio 2013

Comunicazione inconscia non verbale


La comunicazione inconscia non verbale ci permettere di capire il nostro onterlocutore.
Gli atti comunicativi possono venir espressi tramite i canali della CNV, che abbiamo già avuto modo di
analizzare o essere contenuti naturalmente nell'argomento trattato; sempre però tenendo presente che
sono le implicazioni analogiche ad avere effetti di tipo stimolante ed a poter quindi essere indicate quali
veri atti comunicativi creanti tensione.
Oltre ad avere una funzione induttiva gli Atti Comunicativi svolgono anche un importante ruolo nei confronti dell'operatore: quello di consentirgli il necessario scarico di tensioni. L'operatore in fase
induttiva non può assolutamente permettere che le proprie tensioni si manifestino inconsapevolmente
attraverso degli atti analogici; il soggetto registrandole non sarebbe più disposto a svolgere il ruolo passivo ed ogni nostro sforzo risulterebbe vano. Combattere il proprio accumulo tensionale può solo
voler dire prevenirlo con comportamenti consapevolmente insoliti ed appartenenti ad una precisa
strategia. Tutti gli atti comunicativi della fase induttiva esprimono "apertura" da parte dell'operatore e predisposizione ad accettare positivamente tutte le possibili manifestazioni del soggetto.
Ora vi decodifichiamo i principali atti comunicativi non verbali.
Avvicinamento al soggetto (in condizioni di non affollamento dell'ambiente e in assenza di rapporti
particolarmente confidenziali all'origine) oltre i 50-60 cm. È estremamente penalizzante. Il fatto che sia
molto più penalizzante per il soggetto che per l'operatore (colui che compie consapevolmente l'atto), dimostra quanto conoscenza e volontarietà garantiscano già un notevole scarico tensionale.
Allontanarsi oltre i due metri equivale al non esser più registrati dal soggetto come unità, ma come
parte dell'ambiente; aumenta enormemente da parte del soggetto la facoltà di dedicare attenzione alle
fonti di stimolo sensoriale che appartengono all'ambiente. Si possono produrre opportune microtensioni
con questo tipo di atti comunicativi, spingendo le penalizzazioni fino al limite tollerato analogicamente.
Non aspettare quindi di ricevere chiari segni di fastidio, ma porre attenzione alle verifiche analogiche ed usare l'allontanamento quale strumento di riduzione tensionale. Ottenuto il flash passare immediatamente ad un altro tipo di comunicazione, adattandosi però alle nuove distanze critiche venutesi a creare nel corso dell'induzione. Nell'ambito della gestualità sono vari i tipi di comportamenti efficaci, possiamo distinguere:

· Movimenti spaziali, tipici dei religiosi ed in generale di chi sta gestendo un potenziale nei
confronti delle masse; sono movimenti ampi, spesso eseguiti con maggior lentezza rispetto ai
gesti di scarico tensionale; vengono eseguiti con una o entrambi le braccia ed eventuali
spostamenti del tronco, il viso del trasmittente si mantiene generalmente rivolto un poco al di
sopra della fascia cui appartengono gli occhi degli interlocutori. Questi gesti caricano di
emotività il messaggio verbale concomitante; tra i loro risvolti penalizzanti sicuramente
importante è il fatto che si proiettino in uno spazio estendentesi al di là dell'interlocutore e che
lo comprende.
· Espressioni eco-posturali ripetizione degli atti analogici di scarico tensionale dell'interlocutore.
Questo comportamento ha l'effetto di bloccare tale scarico, determinando così un forte stato
tensionale nell'altro. Potete facilmente verificare che in analogo stato può trovarsi l'interlocutore
se gli parlate con uno specchio alle spalle, in modo che possa vedervisi riflesso.
La causa scatenante di tale tensione non viene attribuita all'operatore, purché questi, durante la
"ripetizione speculare" non fissi troppo intensamente sia le singole posture, sia gli occhi del soggetto.
In tal caso possono avvenire da parte del soggetto due cose entrambe dannose: o il riconoscimento di
tali atti, sia pure senza la sicura attribuzione di intenzionalità, oppure la registrazione di un fastidio di cui l'operatore è ritenuto causa. Si tratta, in entrambi i casi, di penalizzazioni analogiche, non
subliminali ed al di sopra del livello di tolleranza. La ripetizione speculare difficilmente da sola
produce flash ipnotico, il suo ruolo è unicamente quello di bloccare gli scarichi tensionali in atto del
soggetto; occorrerà quindi non insistere troppo, per il corto circuito, e far seguire ad essa con
immediatezza atti producenti flash con conseguente scarico di tensione. L'accumulo tensionale è
sempre una fase intermedia dei processi ipnotici, fase che può essere vissuta dal soggetto nell'arco di
psico-secondi o durante tempi anche molto lunghi.

ASSIOMI DELLA PARTE EMOTIVA
· NON MUOVE FOGLIA CHE LA PARTE EMOTIVA NON VOGLIA
· CHI CHIEDE E’ PERDENTE, CHI SA OFFRIRE EMOZIONI E’ VINCENTE
· CIO’ CHE LA PARTE LOGICA AFFERMA LA PARTE EMOTIVA NEGA
· CIO’ CHE è OBIETTIVO PER LA PARTE LOGICA E’ STRUMENTO PER LA PARTE
EMOTIVA
· L’EMOTIVITA’ NON DISTINGUE IL PIACERE DALLA SOFFERENZA, ENTRAMBI
CONTRIBUISCONO AL SUO FABBISOGNO EMOZIONALE
· L’EMOZIONE NON CONOSCE LA NEGAZIONE (non pensare all’orso bianco = pensa
all’orso bianco)

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