domenica 16 giugno 2013

Microespressioni e mimica facciale



La mimica facciale è una parte della cinesica che riguarda il modo in cui si altera il volto delle persone. Gli esseri umani lasciano trasparire anche in questo modo il loro pensiero e le loro emozioni, in quanto la mimica facciale è difficile da controllare spontaneamente. Il primo studioso scientifico di mimica facciale è stato Charles Darwin. La mimica facciale è importante sia a livello personale che a livello sociale; ad esempio nel caso della paura, essa permette di avvisare di un pericolo i membri di una stessa specie, insieme ai richiami, ai gesti e agli avvisi.Le espressioni del viso sono i segnali più importanti e più complessi che gli esseri umani esprimono.
Le micro-espressioni avvengono in meno di mezzo secondo e per riconoscerle occorre un traning adeguato.Una microespressione è una breve ed involontaria espressione del viso che manifestiamo quando cerchiamo di nascondere un’emozione.

Le microespressioni sono manifestazione emotive rapidissime, tanto che sono difficilissime da individuare e spesso si "inciampa" in errori di decodifica, ma con un buon allenamento è facile riconoscerle in una frazione di secondo.Una delle scoperte più importanti di Ekman fu l’universalità delle espressioni faccialiLo studio delle microespressioni inizia negli anni ’60 grazie alla scoperta di questi micromovimenti da Haggard e Isaacs ma lo studio approfondito di questo fenomeno lo si deve al dott Paul Ekman, le cui ricerche hanno concluso che tali microespressioni facciali possono mostrare sette emozioni di base:

  • Felicità
  • Tristezza
  • Rabbia
  • Disprezzo
  • Disgusto
  • Paura
  • Sorpresa
 i recò per la prima volta in Brasile tornando con un mucchio di foto che ritraevano tristezza, rabbia, felicità o disgusto verificando che soggetti nord americani non avevano alcuna difficoltà a riconoscerle. Allora si recò in Cile, Argentina e Giappone ottenendo gli stessi risultati. Ovunque andasse le persone del posto sembravano comprendere e usare le stesse espressioni facciali dei nordamericani. A volte la soppressione è molto repentina ed è difficile cogliere il messaggio emotivo che l’espressione interrotta avrebbe comunicato. A volte, anche se il messaggio non arriva a trasparire, è l’atto stesso di “metterlo a tacere” che viene notato e costituisce egli stesso indizio significativo. 

Le espressioni soffocate di solito durano più a lungo, ma sono anche meno complete delle microespressioni: queste ultime sono compresse nel tempo, ma contengono abbreviata l’intera manifestazione mimica. 
Pensando che la cosa riguardasse gli abitanti di società moderne Ekman visitò nel 1967 delle isolate tribù che vivevano nelle giungle della Nuova Guinea. Anche lì appurò che le emozioni di base come gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto erano associate a espressioni facciali universali. Il linguaggio del volto aveva origini biologiche e la cultura non esercitava significativa influenza su di esso. Il fingere con le espressioni, ovvero il mascherare le emozioni che si provano in un determinato momento, è qualcosa che si acquisisce fin da bambini. Infatti ai bambini si insegna, oltre a quello che non si deve dire, anche quali facce non fare. Se ad un bambino si chiede di sorridere ad un signore gentile, non si richiede soltanto l'inibizione dell'emozione, ma anche di assumere espressioni false. Tuttavia non è affatto semplice fingere con la mimica facciale; questo perché siamo più abituati a mentire con le parole che con il volto. Le ragioni di questo possono essere varie; in primo luogo la società dà più importanza alle parole che ai segni del volto, perché è molto più difficile individuare una espressione nel volto che ascoltare il tono delle parole per capire se ciò che ci è stato detto è effettivamente vero. In secondo luogo è più facile falsificare le parole rispetto ai segni del volto. Ne consegue che si può scrivere ciò che si intende dire, riformulare le parole, quindi mentire a proprio piacimento. Questo non è possibile invece nel caso delle espressioni, poiché sono involontarie, a differenza delle parole.
Esiste una serie di regole utili per capire se una persona sta mentendo o meno:
  1. Gli occhi non mentono
  2. Se una persona dichiara un'emozione a parole, ma il viso mostra indifferenza, dubitare dell'emozione.
  3. Se mentre si dichiara un'emozione negativa a parole, si sorride, si può credere al sorriso o alle parole a seconda della situazione.
  4. Se il viso mostra un'emozione che le parole non trasmettono, credere al viso, ancora di più se le parole lo contraddicono.

La mimica della felicità:
Innanzitutto bisogna ricordare che la microespressione della felicità si esprime soprattutto nella parte inferiore del viso.

- gli angoli della bocca sono tirati indietro e sollevati;
- la bocca può essere chiusa o aperta, scoprendo eventualmente i denti;
- una ruga (la piega rino-labiale) scende dal naso fino agli angoli della bocca;
- le guance sono sollevate;
- la palpebra inferiore presenta rughe sottostanti e può essere sollevata ma non tesa;
- negli angoli esterni degli occhi appaiono le cosiddette "zampe di gallina".

La mimica della tristezza

- gli angoli interni delle sopracciglia sono sollevati
- la pelle scoperte sotto il sopracciglio forma un triangolo con l'angolo interno in su
- l'angolo interno delle palpebre superiori è sollevato
- gli angoli della bocca sono piegati in giù oppure le labbra tremano

La mimica della rabbia
La prima precisazione da fare sulla mimica di questa microespressione è che la rabbia si manifesta su tutte e tre le zone del viso. Le mimiche incomplete possono portale facilmente a conclusioni errate, in questa emozione più che nelle altre...

Nella rabbia:
- le sopracciglia sono abbassate e ravvicinate
- tra le sopracciglia compaiono rughe verticali
- la palpebra inferiore è tesa ma non per forza sollevata
- la palpebra superiore è tesa e spesso abbassata per via dell'azione delle sopracciglia
- lo sguardo è fisso e gli occhi possono apparire sporgenti
- le labbra posso assumere 2 conformazioni di base: fortemente serrate con gli angoli dritti oppure leggermente abbassati; aperte e tese, fortemente squadrate come nel "grido"
- le narici possono essere dilatate ma questo non è un segno di distinzione della rabbia: può apparire infatti anche nella tristezza

Mimica del disgusto
Innanzitutto bisogna tener presente che il disgusto si presenta principalmente nella parte bassa del viso.

- il labbro superiore è sollevato
- anche il labbro inferiore e sollevato e premuto contro il labbro superiore; oppure può risultare abbassato e lievemente protuso
- il naso è arricciato
- le guance sono sollevate
- compaiono pieghe sotto la palpebra superiore, che risulta essere sollevata ma non tesa
- le sopracciglia sono abbassate, spingendo in questo modo verso il basso le palpebre superiori

La mimica della Paura
- le sopracciglia sono sollevate e ravvicinate
- le rughe della fronte sono al centro (nella sorpresa attraversano tutta la fronte)
- la palpebra superiore è sollevata, scoprendo la sclerotica, quella inferiore è contratta e sollevata
- la bocca è aperta e le labbra sono leggermente tese o stirate all'indietro.

Mimica della sorpresa

- sopracciglia sollevate ed incurvate
- la pelle sotto il sopracciglio è stirata
- rughe orizzontali che attraversano tutta la fronte
- le palpebre aperte, quella superiore sollevata quella inferiore abbassata. Il bianco degli occhi è visibile sopra l'iride e spesso anche sotto.
- la mascella si abbassa, labbra e denti si dischiudono ma non c'è tensione o stiramento della bocca

Mimica del disprezzo
Tra le emozioni di base, il disprezzo è l’unica che si presenta in modo asimmetrico, ovvero su un solo lato del volto. Compare solo nella parte inferiore del viso dove la bocca da un lato si tende verso l’esterno con l’angolo verso l’alto.

 E’ l’unica espressione di queste sette emozioni che è asimmetrica. Questo si vede chiaramente nella foto. Questa espressione è unilaterale su uno o l’altro dei lati del viso (destro o sinistro).
Indicatori del disprezzo sono che un lato del labbro viene tirato leggermente indietro. Questo movimento del labbro può essere molto veloce, appare e scompare molto rapidamente.

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