giovedì 27 giugno 2013

Raggiungere obiettivi personali e professionali


Raggiungere obiettivi personali e professionali è possibile con le giuste strategie di comunicazione che ci permettono di imparare come essere gratificati al lavoro.

Le stesse strategie di comunicazione "mutatis mutandis" possono essere usate in tutte le aree della nostra vita.
Vediamo alcune applicazioni in campo manageriale e personale


Come può il manager, nella sua concreta unicità, con i suoi punti di forza specifici ma anche con le sue debolezze non sempre eliminabili, confrontarsi con una realtà complessa, fatta di collaboratori spesso molto diversi per età, cultura, competenza tecnica, esigenze esistenziali e, soprattutto , motivazione specifica ? Ecco dunque nascere la necessità, per governare una complessità tipologica umana che potrebbe mettere in imbarazzo anche un grosso computer, di individuare alcune variabili significative, riducibili a modelli operativi, che permettano non solo di prevedere i comportamenti dell’altro, ma addirittura di indirizzarli verso gli obiettivi aziendali (o altri, naturalmente).
Per ottenere ciò si farà leva, sul piano delle strategie motivazionali, proprio sulle diversità individuali, finalmente ridotte a modello operativo: il quale, riducendo complessità e trasformandola addirittura in risorsa, aumenterà predettività e governabilità dei processi che il manager sia chiamato a gestire. La psicologia relazionale e motivazionale diventa così un prezioso alleato per qualunque gestore delle risorse umane, specialmente se sanitario: attraverso la “comunicazione motivante” e l’uso dei “modelli comunicativo-relazionali” il manager potrà finalmente sganciarsi dal criteri “equità” (trattare cioè tutti allo stesso modo), per adotare invece, lucidamente e consapevolmente, il mistico criterio dell’ “uniquique suum” assolutamente più adatto per motivare alla prestazione quello specifico individuo, anche nel caso che faccia parte di un complesso team di collaboratori, ovviamente orientati, almeno in teoria, tutti allo stesso scopo del benessere

Possediamo una strategia per ogni cosa:

amore, attrazione, motivazione, decisione, acquisti, ecc.
Gli “ingredienti” delle strategie sono i 5 sensi:
visivo, uditivo, cenestesico, olfattivo, gustativo.
Le quantità degli ingredienti sono le submodalità.
Le strategie ci dicono di quali quantitativi abbiamo bisogno esattamente (ad esempio con
quanta luminosità dobbiamo rappresentare l’esperienza) e ci dicono inoltre la sintassi, cioè
la sequenza degli ingredienti.
Per assumere a modello uno sciatore esperto si deve studiare la sua tecnica (Ve) compiere
gli stessi movimenti (Ce) finchè non diventano parte integrante (Ci).
Bisogna poi farsi un’immagine interna di un’esperto sciatore (Vi) ed in seguito costruirsi
un’immagine dissociata di noi stessi intenti a sciare (Vi).
Bisogna poi associarsi a tale immagine e sperimentarne le sensazioni (Ci).
Infine si deve ripetere il movimento in realtà (Ce).
La sintassi della strategia è quindi: Ve - Ce - Ci - Vi - Vi - Ci - Ce.
Come scoprire le strategie altrui:
Il segreto per scoprire le strategie altrui consiste nel sapere che le persone sono disposte a
dire tutto ciò che occorre sapere circa le loro strategie. Una strategia non è che uno specifico
ordine di rappresentazioni visive, uditive, cenestesiche, olfattive, gustative che produce un
risultato specifico.). Non occorre far altro che indurre le persone a sperimentare le proprie
strategie e prendere attenta nota di ciò che specificamente fanno per ripeterla.
Prima di scoprire le strategie altrui dobbiamo scoprirne il principale sistema rappresentativo

prestando attenzione ai predicati usati ed ai movimenti oculari.specifico in cui era motivato, innamorato, ecc.. Una volta scoperta la sintassi (movimenti
oculari, predicati, o detta esplicitamente) bisogna scoprire le submodalità (si possono
ottenere con domande specifiche. Su se stessi il lavoro da fare è scoprire le strategie
limitanti (e cioè le strategie che portano a risultati non desiderati) e cambiarle con altre più
idonee.Per estrarre una strategia si deve quindi chiedere al soggetto di pensare di compiere
dettagliatamente quella specifica attività , utilizzando “domande di processo”:
“Cosa hai fatto l’altro ieri sera?” -serve ad estrarre la strategia di ricordo/regressione
“Com’è che hai deciso di andare in vacanza a ...?” - serve ad estrarre la strategia di
motivazione-
“Com’è che hai deciso di acquistare...?”-serve ad estrarre la strategia di acquisto-
“Come mai ti sei innamorata di...? -serve ad estrarre la strategia di innamoramento-
Per qualunque nostra attività abbiamo una strategia.
Scoprire le strategie altrui è importante perchè possiamo ricalcare poi le stesse strategie per
essere persuasivi proponendo ad esempio un prodotto, o noi stessi, ricalcando la strategia di
acquisto o di innamoramento della persona, utilizzando cioè predicati rispondenti agli
accessi nella sequenza giusta; o nell’ipnosi per facilitare certe esperienze, tipo la regressione
ricalcando la strategia che il soggetto normalmente usa per ricordare.


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