mercoledì 31 luglio 2013

Parlarsi non significa capirsi


Parlarsi non significa capirsi, almeno , non sempre.
Il codice principale e peculiare della comunicazione umana è il linguaggio parlato e scritto. Uno dei modi per cui ci distinguiamo dagli altri animali è l’uso
del linguaggio. Con le parole ci serviamo per rappresentare la nostra esperienza. Ragioniamo, pensiamo, fantastichiamo e raccontiamo attraverso il
linguaggio, creando perciò delle rappresentazioni linguistiche della percezione
del mondo. Comunichiamo con il linguaggio il nostro modello del mondo e lo facciamo parlando, discutendo, cantando o tenendo lezione. Però le
rappresentazioni linguistiche sono soggette a tre procedimenti: la generalizzazione, la cancellazione e la deformazione. Questi tre procedimenti
che avvengono nel linguaggio sono inconsapevoli. Non ci rendiamo quasi mai conto di come ordiniamo e strutturiamo le parole che scegliamo. Un messaggio
può essere composto da una piccola parola come “ciao” o da un insieme più o meno grande di parole, frasi o un testo di una lettera. Fino a qualche decennio fa il messaggio verbale veniva studiato solo a livello strutturale analizzandolo e
studiandolo fin nei suoi più piccoli termini (la famosa grammatica!). A partire dagli anni 50 con il contributo teorico di Noam Chomsky si cominciò a studiare il linguaggio anche sotto l’aspetto semantico e pragmatico e nacque cosi la
psicolinguistica e la grammatica trasformazionale. In pratica si è cominciato a pensare che il messaggio verbale, il veicolo tramite il quale vengono trasmesse
informazioni, non fosse composto attraverso la capacità inconsapevole di adottare regole grammaticali, ma dall’azione di strutture mentali innate. Queste strutture mentali sarebbero universali e si differenzierebbero solo superficialmente a seconda dell’ambiente nativo del parlante. Ci sarebbero perciò due livelli di produzione linguistica: la struttura profonda e la struttura superficiale. La struttura profonda è la rappresentazione sintattica completa di una frase, la struttura superficiale è la produzione linguistica che risulta sia attraverso i processi accennati prima di generalizzazione, cancellazione e deformazione e sia attraverso le proprie capacità innate e le proprie conoscenze. Secondo Chomsky le frasi si distinguono in grammaticali e non grammaticali, e ciò non dipende dal suo significato ma dal fatto che sia più o meno strutturata secondo le regole grammaticali della lingua utilizzata. 
La produzione di frasi si svolgerebbe prevalentemente a livello sintattico, secondo un processo orientato dall’alto verso il basso, partendo cioè da una struttura profonda, passando attraverso passaggi successivi, basati su regole di
trasformazione, si arriverebbe alla forma definitiva e comunicabile (la struttura superficiale). Prendiamo come esempio questa semplice frase:
la ragazza mangiò una mela. (ben formata e di senso compiuto) dove la ragazza è il sintagma nominale SN e mangiò una mela è il sintagma verbale
SV. Si possono ulteriormente scomporre i due sintagmi (il primo in articolo determinativo D e nome N il secondo in verbo transitivo VT e nome N).
La stessa frase, combinando i vari elementi, può formarne altre:
Mangiò la ragazza la mela? (ben formata e di senso compiuto) La mela mangiò la ragazza (ben formata ma priva di senso)
La mangiò ragazza mela una (mal formata)
Come si vede con 5 semplici parole è possibile comporre una serie di frasi ben
formate e con un vocabolario ben più vasto, come quello italiano, le combinazioni di frasi è infinito, anche se nella quotidianità lo si usa solo in parte.
Secondo una recente ricerca il “vocabolario di base della lingua italiana è di circa 6700 parole di cui 2000 sono quelle a più ampio uso (comprese cioè dalla maggior parte della popolazione). Nella comunicazione verbale quotidiana
diventa molto importante un processo di trasformazione chiamato cancellazione, cioè vengono omessi, per maggiore scorrevolezza e semplicità,
molti componenti della struttura originale, che in genere sono già stati menzionati in precedenza o dati per scontati. Le ultime ricerche hanno in parte
confermato questo tipo di concezione sulla formazione del linguaggio verbale e
cioè: a) l’unità minima di elaborazione di una frase è la proposizione e pertanto
le singole parole che la compongono, via via che sono percepite in sequenza vengono elaborate e interpretate; b) tale elaborazione si svolge in modo attivo e anticipatorio. Il ricevente ipotizzando che l’emittente dica cose sensate, si forma
in base alle esperienze precedenti e agli elementi contestuali aspettative specifiche sul significato di una proposizione prima ancora di averla percepita interamente. Tutto questo avviene a livello inconscio. c) il ricevente deve avere
una adeguata conoscenza dei codici e anche la conoscenza del contesto cui il messaggio si riferisce. d) in genere non ci si limita ad estrarre da un messaggio ricevuto il solo significato implicito o esplicito; la comprensione finale del
messaggio dipende anche da quel che emerge dai processi costruttivi che noi
elaboriamo inconsciamente. In sostanza, per comprendere un messaggio il
ricevente ricorre alle proprie conoscenze del mondo e alla propria struttura concettuale e non dipende solo dal testo e dalla competenza linguistica
dell’individuo: “la comprensione come un processo interattivo che implica sia il testo sia ciò che il lettore ne trae in base alle sue conoscenze di fondo. La
comunicazione non avviene attraverso semplici frasi isolate ma attraverso testi.
Si intende per testo un insieme di frasi di elevata coesione semantica interna,
devono cioè essere coreferenziali. Nella vita reale ci si trova ad emettere, ricevere e interpretare dei testi e non delle semplici frasi, ne tanto meno delle
semplici parole. Come abbiamo già fatto notare l’interpretazione di un testo è guidata dalle aspettative del ricevente e dalle conseguenti strategie che egli mette in atto per ricercare indicazioni che consentano di prevedere la struttura 
del testo prima ancora di averne completa la ricezione. Le modalità con cui avviene questa interpretazione non è ancora chiara anche se l’ipotesi è che si basi su schemi o modelli mentali, copioni o prototipi. Questa ipotesi riguarda sia la comunicazione che l’attività di percezione e conoscenza del mondo.

martedì 30 luglio 2013

La legge di attrazione: quando funziona?


martedì 23 luglio 2013

Non puoi non comunicare



Non puoi non comunicare!
E' uno dei postulati della comunicazione che vedremo ha determnato molte scoperte pragmatiche in questo ambito.
A partire dagli anni 50, Chomsky ha sviluppato la grammatica trasformazionale secondo cui ogni uomo è in possesso di un’unica grammatica profonda che a
partire dai primi anni di vita si sviluppa e modifica in seguito alle esperienze individuali diventando una sorta di grammatica superficiale. Questa teoria ha
contribuito a sviluppare lo studio sull’importanza del linguaggio nella interazione tra persone. Il cosiddetto “gruppo di Palo Alto” è stato il precursore di questo
studio e applicando le neonate teorie dei sistemi, della cibernetica e la teoria della comunicazione, ha analizzato i rapporti tra singolo e singolo, tra singolo e famiglia, tra gruppi e ha esplorato in modo geniale, problematiche che fino a
quel momento erano considerate disfunzioni di natura fisica, come la schizofrenia.
Bandler e Grinder agli inizi degli anni 70 hanno portato avanti il lavoro cominciato dal gruppo di Palo Alto integrandolo con altri aspetti della
comunicazione interpersonale e hanno creato la Programmazione Neuro Linguistica. Le tecniche e i metodi proposti dalla PNL sono stati all’inizio usati
per migliorare la comunicazione tra terapeuta e paziente e poi si sono diffusi
anche in ambiti in cui la comunicazione ha un ruolo fondamentale come nella
vendita e nella gestione delle risorse umane all’interno delle aziende.
COSA SIGNIFICA COMUNICAZIONE?
Il termine “comunicazione” deriva dal latino communis – cum (con, insieme) e
munia (doveri, vincoli), ma anche moenia (le mura) e munus (il dono).

Communis significa quindi: essere legati insieme, collegati dall’avere comuni
doveri (munia), dal condividere comuni sorti (le mura che proteggono e accumunano), dall’essersi scambiati un dono. Anche in greco antico comunicare è sinonimo di unire, congiungere mentre in tedesco la parola rinvia a compartecipare, condividere (mit-teilen = spartire, suddividere, tagliare insieme). Comunicare ha la stessa radice di comune, comunità, condivisione e difatti si comunica per “compartecipare”, per “avvicinarsi fino a collegarsi”.
Comunicazione: in etologia, processo per mezzo del quale due o piu animali, quasi sempre della stessa specie, si scambiano informazioni. Il mezzo di
comunicazione può essere un segnale acustico, chimico (feromoni), ottico,ultrasonico; in genere ogni specie ricorre a più tipi di segnali a seconda del tipo di comunicazione.
In linguistica, trasferimento di informazioni che comporta secondo R. Jakobson,
sei elementi fondamentali: emittente (da cui parte il messaggio), ricevente (chi lo riceve), codice (v.), canale (mezzo fisico di trasmissione), contesto (conoscenze comuni a emittente e ricevente), messaggio (sequenza di simboli scelti all’interno di un codice).
La comunicazione costituisce la dimensione primaria della vita e dell’azione sociale dell’uomo, e può essere considerata metaforicamente come il tessuto
connettivo e nervoso della società.
Che lo si voglia o no, dal momento che esistiamo, siamo strutturati per ricevere stimoli da ciò che ci circonda e per influenzare tutto ciò che è intorno a noi, cose avvenimenti, persone.
“Siamo immersi in una realtà fluida, in continuo divenire, dove ogni nostra
percezione è l’innesco per una microtrasformazione interiore e dove ogni nostro
comportamento ci pone in relazione con qualcosa che ne viene trasformato.”
Questo scambio continuo è comunicazione.
Se noi percepiamo qualcosa, proviene da una fonte, se noi esprimiamo qualcosa, da qualche parte arriverà.
In un modo ancora più completo possiamo dire che ogni comportamento è comunicazione, cosi come ogni comunicazione è un comportamento.
L’elemento centrale di ogni processo comunicativo è lo “scambio di un messaggio”. Il primo requisito che un messaggio deve avere per essere
correttamente ricevuto è quello di essere veicolato in modo da risultare accessibile ai sensi del destinatario. 
In assenza di ricezione infatti, ad esempio
a causa di segnali inadeguati (troppo deboli o di natura impropria), non si avrà affatto comunicazione ma solo pura emissione, cosi come, nel caso di ricezione carente o disturbata da interferenze esterne (rumore), potranno verificarsi casi
di cattiva comprensione, con conseguenze inevitabili anche sul piano degli effetti.
Si può dire allora che un segnale (messaggio) tra persone per giungere
validamente a destinazione deve essere:
- compatibile per gli apparati sensori umani.
- avere una intensità tale da essere percepito con sufficiente nitidezza; non essere eccessivamente disturbato da interferenze esterne.
P. Watzlawick, J.H. Beavin e Don D. Jackson hanno fissato alcuni assiomi della comunicazione interpersonale:
NON SI PUO’ NON COMUNICARE
Pensiamo al silenzio dopo un litigio con il proprio partner. Sappiamo quante cose non dette contenga quel silenzio.
IL SIGNIFICATO DI UNA COMUNICAZIONE E’ NELLA RISPOSTA CHE SI RICEVE.
L’essere umano è considerato come sistema cibernetico in cui assume una
grande importanza il feedback.
Il processo di comunicazione è una funzione ricorsiva e non lineare in cui la
risposta influenza la successiva emissione a tal punto che individuare emittente
o ricevente diventa impossibile.

E’ fondamentale assumersi la responsabilità del risultato della propria comunicazione facendo tesoro delle informazioni di ritorno e cioè del feedback.
IN OGNI COMUNICAZIONE ESISTE UN ASPETTO DI CONTENUTO E UN ASPETTO DI RELAZIONE
Il contenuto è l’informazione neutra, il “cosa si comunica”.
La relazione definisce quale rapporto ci sia tra i comunicanti, “come si comunica”. 
Il contenuto è percepito a livello consapevole, la relazione molto spesso è percepita a livello inconsapevole.
E’ difficile scindere contenuto e relazione in una comunicazione. Il contenuto
dipende in un certo senso dal tipo di relazione che abbiamo con l’altra persona.
La relazione in ogni modo è preponderante rispetto al contenuto. Pare che
interessi il 93% dell’atto comunicativo. Quando siamo fortemente attratti da una
persona è facile perdere il senso di quello che sta dicendo e non ricordare le
sue parole, più facile ricordare la qualità della voce, lo sguardo, il suo modo di
fare e le sensazioni che ci suscitava.
LA COMUNICAZIONE AVVIENE A DIVERSI LIVELLI: VERBALE, PARAVERBALE, NON VERBALE.
Il livello verbale è quello delle parole.
Il livello paraverbale è definito dalla qualità della voce: volume, tono timbro,
ritmo velocità.
Il livello non verbale è definito dall’atteggiamento del corpo: la postura, i movimenti, la respirazione, il colorito della pelle.
La comunicazione ha più probabilità di essere efficace quanto più manifesta  una congruenza fra i diversi livelli.
La percezione dei segnali paraverbali avviene per lo più a livello inconsapevole ed è questo uno dei motivi per cui spesso usiamo espressioni del tipo: “non so
perché, ma quella persona non mi piace”.

venerdì 19 luglio 2013

La Comunicazione Ipnotica Persuasiva



La Comunicazione Ipnotica Persuasiva richiede la capacità di usare il linguaggio per superare le difese logico razionali e a fare scendere il messaggio direttamente nella parte inconscia per la quale tutto è possibile.
Per ottenere stati d’animo dobbiamo utilizzare la comunicazione indiretta
Esempio:
Ti è mai capitato di essere felice?
Cosa significa esattamente?
Non so se sai cosa significa.......
Fino al punto di..........
Ti è mai capitato provare.................
Ti è mai capitato di fare attenzione................
FRASE BASE COMANDO IMPLICITO
Ti è mai capitato di? 

Per il comando implicito  usare l’infinito!
Non so se sai cosa significa
Fino al punto di................ Essere felice
Fare attenzione
Essere sicuro

Altra cosa importante è creare la sospensione temporale , perché crea la sensazione di curiosità!
Esempio:
Ti è mai capitato di ....................essere incredibilmente allegro?
Ti è mai capitato di............................................. essere curioso?
Bisogna lasciare il verbo sempre alla fine!
Stati d’animo non autonomi facilitano il rapport!

Le cose più importanti sono il visualizzarsi e proiettarsi
1)Frase uguale e sottotesto uguale
2)Frase uguale in sottotesto
3)Sentire le sensazioni
Il sottotesto è una tecnica di origine teatrale, solitamente è il testo che ci teniamo anche durante il
giorno, parlare avendo presente il sottotesto da presenza.

Il sottotesto è utilissimo per la comunicazione verbale
Concetto della parola :ora
La parola ora potenzia un’ambiguità di senso e potenza.....ORA!!!!!!!!!!!!
Risposte non controllate

Per produrre risposte non controllate dalla sfera logica del soggetto anteponete alla frase i seguenti predicati, che facilitrano risposte non controllate
1)Trovarsi
2)Scoprirsi
3)Spontaneamente
4)in maniera inconscia
5)in maniera inconsapevole
6)di colpo
7)più di quanto pensa o poteva pensare
8)creare rapport
9)per me è importante
10)essere disponibile e aperto nei confronti degli altri
11)Fermi a riflettere
CONNETTORI
Fino al punto ............
Più............più..............
3 blocchi che potenziano la comunicazione verbale
Le persone bisogna farle parlare fino alla fine tranne se il soggetto non inizia ad entrare in stati
emozionali negativi detti anche (GLOUP)
UTILIZZO DEI VERBI
NOI MOTIVIAMO NOI STESSI!
IMPORTANTI SONO LE DISTORZIONI TEMPORALI
Ad esempio lei domani sta bene ed è contenta di averla presa.
Verbi devono essere utilizzati al tempo presente

Presente sul futuro
ESEMPIO:
Domani
Fra un mese Lei si sente bene
Fra un anno
DISTORSIONE TEMPORALE
ESSERE NEL PRESENTE
PARLARE NEL PRESENTE
PIU’ CREO L’IMMAGINE E PIU’ E’ POTENTE
SI PORTA LA PERSONA NEL FUTURO EMOZIONALMENTE E VISIVAMENTE E LE PARLIAMO
COME SE AVESSE GIA’ PRESO UNA DECISIONE
SUGGESTIONI E PAROLE
L’obbiettivo deve essere ecologico nel senso che non ci deve danneggiare!!!!!!!!!!!
SUGGESTIONE GENERICA
SEI UNA PERSONA CAPACE;
HAI MOLTE POSSIBILITA’;
STAI MIGLIORANDO SEMPRE DI PIU’;
PUOI DARE IL MEGLIO DI TE IN OGNI SITUAZIONE;
UN VERBO MOLTO POTENTE DA USARE E’............MERITARE
PERCHE’ TU LO MERITI!!!!!!!!!!!!!!!
IMMAGINARE UNA SITUAZIONE ADESSO IN CUI METTERAI IN PRATICA IL NUOVO
COMPORTAMENTO.

domenica 14 luglio 2013

Segnali di seduzione femminile



Segnali di seduzione femminile come dall'altra parte i (Segnali di seduzione maschile) indicano analogicamente che una donna è coinvolta ed attratta.

Siccome  la comunicazione non verbale fra le persone supera di gran lunga quella verbale ( almeno il 70% dei messaggi...)  i segnali di gradimento nei nostri confronti che le donne esprimono. Segnali in risposta ad una azione di approccio che iniziamo, o che spontaneamente vengono dalle donne stesse, senza che noi le "provochiamo" (cioè gli piaciamo da subito) sono di natura non verbale
Comincia il gioco della seduzione, che di fatto è del tutto spontaneo e casuale: gli sguardi e la mimica facciale del desiderio contenuto, il contatto fisico cercato in modo timido e garbato, le pause lunghe e soppesate che inframezzano i discorsi gioviali e interessanti, i movimenti sinuosi e femminili delle mani, delle gambe.

Insomma, il non concedersi subito, il farsi desiderare, non sembrano consigli dettati dalla morale, ma da un certo spirito pratico tutto femminile. Imparare a usare un po' di astuzia e malizia, un pizzico di cattiveria, non per ferire il partner, ma "vivere ogni relazione con la giusta dose di ironia e leggerezza" può rendere più interessante il gioco della seduzione e aggiungere una nota piccante anche al rapporto di coppia più collaudato.

gli uomini non sono per niente acuti riguardo il fatto Ghe una donna può nutrire interesse per loro
La ragione principale per la quale gli uomini sono così disattenti riguardo i segnali di interesse e di seduzione che sono diretti a loro è che spesso non hanno un alto concetto di sé o, meglio, dubitano del proprio fascino

Oltre a una buona consapevolezza dei significati del linguaggio non verbale, è emerso che nelle donne i comportamenti sono più sottili ed elaborati rispetto a quelli dei coetanei del sesso opposto.

Sollevando e tendendo il piede esprimiamo, senza volere, interesse per quello che il nostro interlocutore ci sta dicendo. Se invece durante la conversazione la nostra attenzione è attratta da qualcun altro o qualcosa d’altro la punta del nostro piede funzionerà come l’ago di una bussola orientandosi naturalmente verso la nuova fonte di interesse. Sollevare il tallone esprime un desiderio di fuga. Incurvare le dita dei piedi indica apprensione: nel caso siano coperte dalla scarpa la punta della calzatura diventerà parallela al terreno

I segnali Non-verbali che implicano i capelli possono anche essere indicativi diattrazione. Le donne accarezzano spesso i loro capelli o giocano con essi. Segni
definiti di interesse sessuale possono includere accarezzare i capelli,
riordinarli, o tenere i capelli in cima alla testa esponendo il collo.

Gli occhi sono conosciuti come la finestra all'anima e sono indubbiamente uno
dei comunicatori non-verbali più importanti in nostro possesso. Uno dei primi segnali incontrollati di interesse sessuale è la dilatazione delle pupille. Le
donne conoscono bene questa circostanza. Nel Diciottesimo secolo le donne italiane hanno utilizzato un estratto di bella donna per rendere le pupille più
grandi e sembrare più attraenti. La luce bassa a lume di candela rende anche le pupille più grandi, perciò il romanticissimo rito delle cene a lume di candela.
Le donne dell'antico Egitto hanno utilizzato il trucco per aumentare la grandezza dell'occhio.
La bocca è un'altra parte di corpo che è utilizzata per indicare attrazione 
sessuale. Le labbra sono una delle parti più sensuali del corpo e leccarle, mordere il labbro più basso è un segnale di interesse sessuale.

Segnali Non verbali che mostrano che una donna è interessata

  • L'abbigliamento:
· Se porta vestiti che mostrano sotto i suoi capezzoli, nota se stanno
diventando turgidi ed eretti.
· L'orlo della gonna sale per esporre un po' più di coscia.
· Si sistema continuamente il vestito per apparire in ordine.
  • Sorriso
  • Sguardi ripetuti
  •  E' seduta con le gambe accavallate in maniera di rivelare la sua coscia.
  •  Le gambe si strofinando l'un con l'altra.
  • Le gambe si strofinando contro la gamba del tavolo.
  •  La gamba accavallata e puntata verso te o questa stessa viene mossa avanti e indietro verso te.
  • Lancio dei capelli
  • Leccamento delle labbra
  • Inclinare la testa
  • La voce
. Alza o abbassa il volume della voce per copiare il tuo.
. Lei va a tutta velocita' su o lentamente per copiare te.
. Lei ride all'unisono con te.
. In una folla lei parla solamente con te e si concentra tutta la sua
attenzione su te.
  • Ricalco dei movimenti dell'uomo


venerdì 12 luglio 2013

Cosa piace agli uomini a letto



Cercherò di rispondere alla domanda :
Cosa piace agli uomini a letto?

Uomini e donne sono strani. Gli uomini fanno finta di essere maci ma sono quasi sempre un po' inesperti e impacciati.
Le donne fanno finta di essere inesperte e titubanti ma sono quasi sempre delle pantere.
Ma l’eccitazione non si nutre soltanto di desiderio: anche la fantasia e la seduzione hanno un ruolo determinante. Il nostro programma biologico prevede la varietà sessuale. Dal punto di vista evolutivo una specie che incrocia ripetutamente il proprio patrimonio genetico attraverso accoppiamenti “infedeli” ha molte più possibilità di affermarsi che non una specie rigorosamente monogama. Per questo nel nostro DNA la varietà sessuale svolge un ruolo di potentissimo stimolante dell’eccitazione sessuale.
Questo spiega storie che abbiamo tutti sotto gli occhi: mogli scoperte dal bellissimo marito a letto con un idraulico di dubbia igiene, mariti che fuggono con la segretaria un po’ racchia lasciando una moglie col fisico da indossatrice e il volto da attrice. 
Un aspetto della stimolazione sessuale del proprio uomo è quello visivo. L’uomo va provocato a più livelli sensoriali e quello degli occhi è uno dei canali principali.
Far eccitare un uomo è piuttosto facile, toccarlo in modo piacevole anche. Questo perchè la sessualità dell'uomo è particolarmente circoscritta alla zona del pene.
Ma dire che qualsiasi tipo di tocco può essere piacevole non è dire la verità. Ogni uomo è diverso dall'altro e ognuno trova più piacevole alcuni tocchi rispetto ad altri. Vediamo qualche consiglio per venirne a capo.
Prima di tutto: bisogna considerare che anche la sessualità maschile, come quella femminile, è soprattutto mentale

Far crescere il desiderio, ecco la tua missione. Ma attenzione, non si tratta solo di stimolare la libido del tuo partner. Quello lo possono fare tutte: una scollatura profonda, un'occhiata maliziosa, un paio di gambe accavallate... Si tratta di una lenta e progressiva stimolazione, che gli farà dimenticare tutte le eccitazioni precedenti, un invito al piacere che gli farà perdere la testa.

Impara dunque a fare le cose con calma e non dimenticare che l'attesa stimola i sensi. Non cedere alla tentazione la prima sera, ma fagli capire che sei interessata. Accendi la miccia ma non esplodere subito. E soprattutto non spegnerla: calcolo delicato ma sicuramente vantaggioso. 

 Biancheria sexy con una pelle perfettamente curata e depilata (ovviamente) è un’attenzione che farà rabbrividire anche il più monotono degli amanti. 
gli atti preliminari sono quelli che fanno scaturire la voglia reciproca in una coppia.
E i preliminari non consistono solo nei baci, nelle carezze, ecc, prima dell'atto, ma anche nei giochi prima di recarsi a letto, addirittura nella giornata.
Anche il bacio è un'arma per far impazzire un uomo
Simbolicamente, il bacio è il simulacro del coito, perché la lingua che penetra nella bocca ha un significato fallico sia per l'uomo che per la donna e, restando nel campo simbolico, esprime l'impulso bisessuale per entrambi: possedere ed essere posseduto/a.
Come iniziare?
Prova a spogliarlo integralmente...quando meno se lo aspetta, ovunque vi troviate in casa. Anzi se lo metti anche un po' a disagio (ad esempio in una stanza con la luce accesa e in corrispondenza di una porta-finestra, magari con tenda - fai tu!) rafforzerà la tua impresa.
Sfidandolo, potresti dirgli qualcosa come: "bene, oggi comando io, domani tocca a te!" Obbligalo quindi a fare qualcosa che troverai più appropriato (ad esempio chiedendogli di portarti un bicchiere d'acqua o qualsiasi altro oggetto, obbligandolo a passare nudo davanti un'altra finestra.
Naturalmente prima di ciò avrai preso cura di toglierti con discrezione ogni abito intimo, per non far svanire la fase successiva della sua reazione.

domenica 7 luglio 2013

Negoziato analogico



Il negoziato analogico per superare paura ed insicurezze, è un negoziato con se stessi costituito da quattro fasi:
intesa, negoziato, servizio, verifica.
Ha lo scopo di ristrutturare le profezie auto avverantesi.

In una società come quella attuale, tendente sempre più alla autoreferenzialità, saper interagire con gli altri significa allora creare le condizioni perché la propria esigenza diventi quella del nostro 
interlocutore e di conseguenza si riesca a conquistare l’oggetto del proprio desiderio. 
Ciò implica riconoscere che nella dimensione mentale accanto alla istanza razionale, caratterizzata da capacità rielaborativa, si pone come 
altrettanto significativa un’istanza emotiva con proprie regole e dinamiche.
In metafisica, la distinzione tra «analogico» e 
«digitale» individua due correnti di pensiero, 
una riguardante l’interpretazione discreta (digitale) dell’essere, l’altra che interpreta l’essere in maniera continua (analogica). La prima 
posizione si ritrova già nella teoria pitagorica 
per cui i numeri interi sono il principio costitutivo dell’universo, e si rafforza nel fondamento 
monadologico della metafisica di Leibniz. La 
concezione analogica risale a Eraclito (secondo cui l’essere è il sostrato unico, se pur in 
continuo divenire, del mondo) e attraversa la 
storia del pensiero da Aristotele (l’essere come sostanza sempre identica a se stessa che si 
presenta nella materia e nelle forme di tutti gli 
enti) a Cartesio (secondo il quale la materia è 
continuamente estensa, cioè priva di vuoto) fino a Hegel, che indica l’essere come l’assoluto 
dal quale deriva ogni realtà attraverso un processo di diversificazione.
L’assunto che tutte le quantità fisiche e le misure delle quantità, come spazio e tempo, siano discrete (digitali) ha portato in anni recenti 
alla proposta di una filosofia digitale, secondo la 

quale gli eventi fisici sono descrivibili attraverso sistemi finiti di bit di informazione e perciò possono essere modellizzati utilizzando architetture digitali classiche, p. es. i computer

Se l’armonizzare delle due istanze mentali consente un sereno equilibrio personale, il prevalere di una delle due comporta invece una condizione 
di disagio, che si manifesta proprio quando, di fronte ad una situazione di sofferenza interiore, l’individuo non riesce ad evidenziarne logicamente 
Le condizioni necessarie per identificare una situazione negoziale si realizzano dunque quando si verifica un processo di comunicazione tra soggetti (in questo caso parti interne alla stessa persona)che hanno interessi e preferenze differenziati, al fine di scambiare reciprocamente
risorse materiali o immateriali (beni fisici, denaro, ma anche informazioni, promesse, potere, ecc). 
Il processo si può concludere con una decisione congiunta (accordo), o con una decisione unilaterale di rottura 
(disaccordo), a seconda che i soggetti riescano o non riescano a raggiungere un compromesso tra i loro contrastanti interessi. 
Il mancato accordo fa però svanire anche il vantaggio che sarebbe derivato dalla cooperazione reciproca.
Ciò che è importante evidenziare è che le parti, durante la fase di comunicazione negoziale, realizzano insieme anche un processo di ricerca. 

Le modalità di dialogo diretto con l’inconscio favoriscono pertanto un cambiamento evolutivo positivo a livello personale, funzionale sia al 
ritrovamento del benessere, inteso come armonico equilibrio interiore,sia al potenziamento della qualità della vita.
Interagire con la nostra istanza emotiva significa in realtà andare oltre ad un semplice “contatto comunicativo”, bensì impostare con essa dei 
negoziati che consentono di definire i problemi, giungendo alla progressiva consapevolezza di essi ed alla conseguente gestione e risoluzione.

La comunicazione è infatti finalizzata a generare alternative di azione e ad individuare le migliori modalità di scambio in coerenza con i diversi interessi in gioco. La negoziazione è, 
sotto questo profilo, soprattutto un processo di ricerca in grado di gestire l’incertezza e di portare a soluzione anche problemi non strutturati, quelli cioè per i quali non esiste una soluzione predeterminata. 

Questa prospettiva si configura come strettamente legata a quello che chiamiamo “reale emozionale dell’individuo”, inteso come l’insieme dei turbamenti vissuti nel tempo passato e presente che appaiono fra loro connessi per il tramite del meccanismo dell’analogia. Per comprendere tale affermazione è sufficiente analizzare i turbamenti stessi: essi si configurano come i motivi a causa dei quali l’individuo non riesce a raggiungere la serenità e la felicità tanto agognate, proprio perchè incapace di far tacere il passato e le emozioni ad esso ricollegabili.
L’analogia, richiamando il concetto di ripetizione e somiglianza, indica sostanzialmente le modalità mediante le quali l’inconscio ripropone e associa ad uno stesso stato emotivo elementi o eventi diversi fra loro.


giovedì 4 luglio 2013

Seduzione emotiva e coinvolgimento



La seduzione emotiva ed il coinvolgimento si ottiene quando il soggetto ha un livello tensionale indotto dall’operatore che non superi indici di tolleranza del soggetto.

Questa tensione si chiama potenziale di seduzione che può essere speso per ottenere il consenso per la manifestazione di un fenomeno di pari entità del potenziale acquisito.

Nella relazione il potenziale di seduzione si può elaborare a episodi.
Uno spot pubblicitario deve persuadere (ipnotizzare) in 30 secondi, una pubblicità sul giornale/rivista o poster a colpo d’occhio.

Per poter raggiungere l’obiettivo le agenzie pubblicitarie fanno un’indagine demoscopica sul loro target di acquirenti mediante interviste mirate.

Le esigenze più popolari del momento vengono integrate più o meno creativamente in un copione.

Viene verificato il copione su un altro campione di persone.

Se soddisfacente si sceglie la trasmissione o il giornale/rivista/la posizione del poster ed il momento di trasmissione o la pagina di pubblicazione.

SUCCESSO: FACCIAMO DEGLI SPOT DI NOI STESSI

Più ci si comporta in sintonia con il soggetto più aumenta il REP (rapporto empatico positivo). Il REP è determinato anche dal fatto che si parli alla stesa velocità del soggetto, ma anche usando gli stessi termini di paragone sensoriale. Se il soggetto parla di senzazioni fallo anche tu, è meglio di parlare di immagini o suoni, gusti od odori in quel caso.

Più ci si parla di quello che ritenete sia la sua realtà, più aumenta il REP.

Più ci si “sintonizza” con il comportamento del soggetto, più esso si sintonizza con te.

Se il ritmo del tuo enunciato, o un tuo gesto, risponde al tasso respiratori, per esempio, più ti seguirà quando lo cambi.

Il REP è un modo soft di mettere il soggetto in posizione ortostatica virtuale, permettendo un più facile accumulo di tensione emotiva.
Si entra in empatia con una persona perché:

Vive il nostro stesso problema:
• due pazienti dal dentista in sala d’attesa;
due cornuti;
due passeggeri su un’aereo che hanno paura di volare.

pensano che l’una può sollevare il problema dell’altra:
• Medico e paziente;
• Cartomante e cliente;
• Vittima e Carnefice (!) -(cfr. Sindrome di Stoccolma es. film “Il Portiere di notte”).
• Un venditore può entrare in empatia solo dopo aver fatto avvertire l’esigenza al cliente. Da “Non ho tempo” a “Sono tre giorni che ti cerco, quando mi consegni quel prodotto?”

L’empatia è il riconoscimento logico della dello stimolo. Se ti riconosce negativo, puoi dare tutti i servizi analogici del mondo, ma piuttosto che soddisfare una tua esigenza, si procura un sintomo persino psicosomatico!

La formazione del sintomo deriva dal fatto che l’istanza logica riconosce negativa l’emotività che quindi s’identifica nell’ansia;

L’istanza logica è in Rapporto Empatico Negativo (REN) con quella analogica (La donna di servizio, che per fare un dispetto al padrone di casa, cambia la serratura);

La comunicazione analogica serve per rendere complementare l’istanza logica per capitolazione (presa d’atto che l’istanza analogica è complementare).

Ove il soggetto non manifesta le sue scariche emozionali con pruriti, egli le manifesterà o con cambiamenti dei parametri fisiologici oppure tramite le proiezioni spontanee.
• Queste sono le frasi enunciate dal soggetto senza rispondere ad un’esigenza logica e che magari non c’entra col discorso in atto.
• Ciò avviene quando l’inconscio prende il sopravvento e comunica alla sua parte logica un contenuto emotivo.
• Le proiezioni spontanee non sono affermazioni logiche ma rivelano un simbolo che colpisce il sé del soggetto, comunica qualcosa che ha bisogno di esprimere o che ha attratta la sua attenzione.

• Alcune frasi tipo che si possono usare per amplificare una proiezione spontanea:
– Che cosa ti colpisce di ciò?
– Spiega meglio.
– Approfondisci.
– Non c’ho mai pensato, come mai la pensi così?
• Man mano che si domanda, il soggetto amplifica i simboli contenuti nelle proiezioni spontanee prendendone coscienza.
• Questo è un modo molto efficace per acquisire potenziale di seduzione  nei confronti del soggetto tramite il processo di distonizzazione.
• Il giornale è una fonte inesauribile di proiezioni spontanee. Leggendolo, il soggetto fa uscire le sue proiezioni spontanee a ruota libera
• Le negazioni non cercate sono una forma di proiezione spontanea: es. “Non sono razzista.

martedì 2 luglio 2013

Coinvolgere con le triadi relazionali


Coinvolgere con le triadi relazionali , implica la conoscenza delle strutture comportamentali.
Per agganciare (coinvolgere emotivamente) gli ego alterati e base (che possono essere Registi o A.S.) si deve mettere in atto il seguente comportamento:
1) se il soggetto da coinvolgere è regista ALTERATO si deve impostare (come operatori A.S.) una relazione simmetrica con l'E.V. e se il soggetto commenterà POSITIVAMENTE tale relazione avremo conferma di averlo agganciato.
2)se il soggetto è A.S. ALTERATO e si mette in relazione simmetrica con l'E.V.
per agganciarlo, come operatori, dobbiamo commentare POSITIVAMENTE, da registi, tale relazione.
3) se il soggetto è un regista BASE si deve impostare, come operatori A.S. una
relazione complementare con l'E.V. e la conferma dell'aggancio sarà nel commento positivo da parte del soggetto.
4)se il soggetto è un A.S. BASE ed imposta una relazione complementare con l'E.V. come operatori registi per agganciarlo emotivamente dobbiamo giudicare positivamente tale relazione.
In pratica negli alterati la relazione simmetrica fa coppia con giudizio positivo, quella complementare con giudizio negativo, nei base la relazione simmetrica fa coppia con giuidizio negativo, quella complementare con giudizio positivo.
Per generare inizialmente il pathos la relazione da impostare è complementare con
entrambi base ed alterati, quindi il pathos nei base si auto aggancia, negli alterati serve la relazione opposta.
Elemento di verifica e regista hanno lo stesso sesso, l’adulto significativo ha sesso opposto.

Nel caso della tipologia genitoriale il soggetto ha una relazione in diade:
La relazione è con AR (antagonista reale) presumendo un oggetto del desiderio
ODDP (oggetto del desiderio preseunto) al quale l’AR ( che è significativo per il soggetto) si oppone. L’oggetto del desiderio può anche essere il lavoro che viene ostacolato dall’ AR che impedisce di possedere l’ODDP.
In questo caso si può cercare di duplicare l’AR ponendosi simmetrici ad un suo ODDP.
La relazione è con l’ODDR (l’oggetto del desiderio reale) presumendo un  antagonista che cerca di impedire il possesso completo dell’ ODDR.
L’ODDR è significativo per il soggetto, per cui è necessario diventare ODDR per
coinvolgerlo, trovando un antagonista presunto che ne ostacola il possesso.
Se il sesso è difforme dal tipo di simbolo alimentatore la relazione è con AR, se il sesso è conforme al tipo di simbolo alimentatore la relazione è con ODDR.
Es: ASTA DONNA :relazione con AR, esiste ODDP
TRIANGOLODONNA:relazione con ODDR, esiste AR
PROBLEMI
la PA suddivide i problemi dell'uomo secondo le seguenti categorie:
A)livello qualitativo.
1) problema originario, se collegato al turbamento primario (ansia depressione,ecc.). E’ causato dalla conflittualità e dalla distonia.
2) problema artificiale , se anestetizzante del problema originario che è diventato non più tollerabile (es. somatizzazioni)
livello.quantitativo:
1) problema ordinario, se di bassa intensità
2) problema patologico, se di elevata intensità
livello.attributivo
1) problema sintomatico, se la causa viene attribuita a se stessi
2) problema conservativo, se la causa viene attribuita agli altri  Inoltre i problemi sintomatici vengono rigenerati (amplificati) ed appagati (ridotti) dai Guardiani di Porta, mentre quelli conservativi
sono rigenerati e appagati dai Mastri di Chiave.