domenica 7 luglio 2013

Negoziato analogico



Il negoziato analogico per superare paura ed insicurezze, è un negoziato con se stessi costituito da quattro fasi:
intesa, negoziato, servizio, verifica.
Ha lo scopo di ristrutturare le profezie auto avverantesi.

In una società come quella attuale, tendente sempre più alla autoreferenzialità, saper interagire con gli altri significa allora creare le condizioni perché la propria esigenza diventi quella del nostro 
interlocutore e di conseguenza si riesca a conquistare l’oggetto del proprio desiderio. 
Ciò implica riconoscere che nella dimensione mentale accanto alla istanza razionale, caratterizzata da capacità rielaborativa, si pone come 
altrettanto significativa un’istanza emotiva con proprie regole e dinamiche.
In metafisica, la distinzione tra «analogico» e 
«digitale» individua due correnti di pensiero, 
una riguardante l’interpretazione discreta (digitale) dell’essere, l’altra che interpreta l’essere in maniera continua (analogica). La prima 
posizione si ritrova già nella teoria pitagorica 
per cui i numeri interi sono il principio costitutivo dell’universo, e si rafforza nel fondamento 
monadologico della metafisica di Leibniz. La 
concezione analogica risale a Eraclito (secondo cui l’essere è il sostrato unico, se pur in 
continuo divenire, del mondo) e attraversa la 
storia del pensiero da Aristotele (l’essere come sostanza sempre identica a se stessa che si 
presenta nella materia e nelle forme di tutti gli 
enti) a Cartesio (secondo il quale la materia è 
continuamente estensa, cioè priva di vuoto) fino a Hegel, che indica l’essere come l’assoluto 
dal quale deriva ogni realtà attraverso un processo di diversificazione.
L’assunto che tutte le quantità fisiche e le misure delle quantità, come spazio e tempo, siano discrete (digitali) ha portato in anni recenti 
alla proposta di una filosofia digitale, secondo la 

quale gli eventi fisici sono descrivibili attraverso sistemi finiti di bit di informazione e perciò possono essere modellizzati utilizzando architetture digitali classiche, p. es. i computer

Se l’armonizzare delle due istanze mentali consente un sereno equilibrio personale, il prevalere di una delle due comporta invece una condizione 
di disagio, che si manifesta proprio quando, di fronte ad una situazione di sofferenza interiore, l’individuo non riesce ad evidenziarne logicamente 
Le condizioni necessarie per identificare una situazione negoziale si realizzano dunque quando si verifica un processo di comunicazione tra soggetti (in questo caso parti interne alla stessa persona)che hanno interessi e preferenze differenziati, al fine di scambiare reciprocamente
risorse materiali o immateriali (beni fisici, denaro, ma anche informazioni, promesse, potere, ecc). 
Il processo si può concludere con una decisione congiunta (accordo), o con una decisione unilaterale di rottura 
(disaccordo), a seconda che i soggetti riescano o non riescano a raggiungere un compromesso tra i loro contrastanti interessi. 
Il mancato accordo fa però svanire anche il vantaggio che sarebbe derivato dalla cooperazione reciproca.
Ciò che è importante evidenziare è che le parti, durante la fase di comunicazione negoziale, realizzano insieme anche un processo di ricerca. 

Le modalità di dialogo diretto con l’inconscio favoriscono pertanto un cambiamento evolutivo positivo a livello personale, funzionale sia al 
ritrovamento del benessere, inteso come armonico equilibrio interiore,sia al potenziamento della qualità della vita.
Interagire con la nostra istanza emotiva significa in realtà andare oltre ad un semplice “contatto comunicativo”, bensì impostare con essa dei 
negoziati che consentono di definire i problemi, giungendo alla progressiva consapevolezza di essi ed alla conseguente gestione e risoluzione.

La comunicazione è infatti finalizzata a generare alternative di azione e ad individuare le migliori modalità di scambio in coerenza con i diversi interessi in gioco. La negoziazione è, 
sotto questo profilo, soprattutto un processo di ricerca in grado di gestire l’incertezza e di portare a soluzione anche problemi non strutturati, quelli cioè per i quali non esiste una soluzione predeterminata. 

Questa prospettiva si configura come strettamente legata a quello che chiamiamo “reale emozionale dell’individuo”, inteso come l’insieme dei turbamenti vissuti nel tempo passato e presente che appaiono fra loro connessi per il tramite del meccanismo dell’analogia. Per comprendere tale affermazione è sufficiente analizzare i turbamenti stessi: essi si configurano come i motivi a causa dei quali l’individuo non riesce a raggiungere la serenità e la felicità tanto agognate, proprio perchè incapace di far tacere il passato e le emozioni ad esso ricollegabili.
L’analogia, richiamando il concetto di ripetizione e somiglianza, indica sostanzialmente le modalità mediante le quali l’inconscio ripropone e associa ad uno stesso stato emotivo elementi o eventi diversi fra loro.


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