sabato 17 agosto 2013

Emozione e Ragione




E’ ormai noto scientificamente che ogni nostro
comportamento è governato da un perenne dualismo
fra i due emisferi celebrali del nostro cervello:
l’emisfero destro e l’emisfero sinistro:Emozione e Ragione. Essi governano:
riflessione e istinto, ragionamento ed emozioni,
immagini e parole, determinando così lo specifico
punto di osservazione con cui ogni persona percepisce il mondo che lo circonda.
Il nostro comportamento è quindi sempre la sintesi
di un punto di vista logico, governato dalla
mente razionale, e di un punto di vista emotivo,
governato dalla mente emotiva.
Saper leggere il comportamento prevalente, logico
o emotivo, dell’interlocutore con cui siamo in relazione.
è un modo del tutto nuovo e ricco di opportunità
per ottenere informazioni “analogiche” da
aggiungere a quelle di contenuto.Come sostiene la scuola di Paolo Alto,
“Nella comunicazione
l’importante è il risultato e non l’intenzione”
Sappiamo tutti che essere fraintesi e non capiti in
ambito professionale è fonte di molte difficoltà;
ecco perché ho ritenuto importante che in questo
percorso i protagonisti fossero proprio le persone e
le organizzazioni vittime stesse della comunicazione
inefficace.Il comportamento di ogni persona è la sintesi tra la
spinta impulsiva e istintiva all’azione, governata
dalla mente emozionale, e la volontà di riflessione e
razionalità, governata dalla mente razionale.
In base alle caratteristiche personali e alle circostanze, la prevalenza del comportamento può
variare e ricevere maggiore o minore spinta impulsiva ed istintiva e di conseguenza, minore o maggiore influenza del ragionamento e della riflessione.
Quello che avviene è che:
Un comportamento, riflessivo o impulsivo
che sia, non potrà per quanto prevalente
annullare l’azione del suo comportamento
opposto, ma soltanto comprimerlo.
Un impegno prolungato di un comportamento
logico e riflessivo comprime l’esigenza emotiva, e
viceversa. Non si può quindi mai dire di se stessi,
di essere persone sempre logiche od emotive, ma
di essere in ogni situazione la sintesi di due prevalenze opposte sempre presenti.
Vediamo ora come mente razionale ed emozionale
agiscono in questo flusso dinamico di compressione
e decompressione di prevalenze.Mente razionale ed emozionale a confronto .Le emozioni sono impulsi istintivi ad agire che la
natura ci ha donato per gestire in tempo reale le
emergenze che incontriamo nel corso della vita.
Questo è evidente negli animali, nei bambini in
tenera età e negli adulti in particolari situazioni di
stress.
Quando le persone adulte operano invece in condizioni di normalità, risulta evidente una tendenza opposta rivolta a comprimere le emozioni, inibendo così il naturale impulso ad agire tipico del
nostro istinto.
Un animale se ha paura scappa, se è affamato combatte;
un bambino se è felice sorride, se è triste
piange; l’adulto invece ha imparato a comprimere
le sue emozioni divenendone, come vedremo in
seguito vittima.
A riprova di come le emozioni siano impulsi ad
agire ancora presenti nel nostro comportamento
emotivo, analizziamo alcune fra le più comuni,
istintive e incontrollabili reazioni fisiologiche ancora
molto evidenti nel comportamento umano.
1. Con la collera, il sangue affluisce alle mani e
rende più facile afferrare un’arma o sferrare un
pugno; la frequenza cardiaca aumenta e una scarica
di ormoni, fra i quali l’adrenalina, genera un
impulso di energia abbastanza forte da permettere
un’azione vigorosa.
2. La paura fa impallidire il volto e il sangue fluisce
verso i grandi muscoli scheletrici, ad esempio le
gambe, rendendo così più facile la fuga. In una
situazione di paura, il corpo si immobilizza anche
solo per pochi istanti, come se fosse congelato per
valutare cosa fare: se nascondersi, fuggire o altro.
3. Quando siamo felici, uno dei principali cambiamenti
biologici sta nella maggiore attività di un
centro cerebrale che inibisce i sentimenti negativi e
aumenta la disponibilità di energia. Le persone
felici fanno con maggior gioia ed entusiasmo ciò
che devono fare.
4. Con l’amore e i sentimenti di tenerezza e di soddisfazione
sessuale, si vive un rilassamento generale
e di disponibilità che sono comportamenti
inversi a quelli di quando si ha paura.
5. Quando siamo sorpresi, solleviamo le ciglia per
avere così una visuale più ampia. Questo permette
di raccogliere un maggior numero di informazioni
sull’evento inatteso e permette di prendere le
migliori decisioni su un eventuale piano di azione
immediato.
6. Un cattivo odore ci fa arricciare il naso, alziamo
il labbro superiore e indietreggiamo da esso allo
stesso modo dell’animale che, annusando un odore
cattivo, chiude le sue narici e si allontana.
7. Al profumo gradevole di un cibo, la salivazione
aumenta, stringiamo le labbra, muoviamo la lingua
e, come gli animali, ci avviciniamo alla fonte che
emana un profumo gradevole.
8. Quando siamo tristi viviamo una caduta di energia
e di entusiasmo che ha l’effetto di rallentare il
metabolismo. Può darsi che un tempo questa caduta
di energia servisse a tenere i primi esseri umani
vicini ai loro rifugi e quindi al sicuro proprio nel
momento in cui essendo tristi erano anche più vulnerabili.
Tutte queste reazioni fisiologiche sono riconducibili
ad impulsi istintivi e non controllabili dalla
nostra mente emozionale.
Il fatto che la nostra intelligenza si sia evoluta dal
cervello emozionale, la dice quindi lunga sul rapporto
di dipendenza che esiste ancora oggi fra la
nostra capacità riflessiva e la nostra mente emozionale.
La nostra capacità di elaborare ragionamento,
riflessione e pensiero logico è l’evoluzione
di un cervello emozionale,che con impulsività ed istinto,è sempre pronto a influirenel nostro comportamento.
E’ stato anche riscontrato scientificamente che la
mente emozionale induce all’azione in modo assai
rapido rispetto alla mente razionale. Se quindi la
mente emozionale prende il sopravvento, saranno
le azioni impulsive a caratterizzare (per non dire
sequestrare), il comportamento della persona.
La sensazione di sicurezza particolarmente forte
che sta alla base delle decisioni prese d’istinto deriva
infatti dal vedere le cose in modo semplificato
ed immediato tipico della mente emozionale.
Essa è infatti categorica ed autovalidante proprio
perché sopprime e ignora la riflessione o l’elaborazione di fatti che ne scardinerebbero le convinzioni.
Mentre con un approccio logico le convinzioni
sono sempre sperimentali e una nuova prova
oggettiva può smentire una convinzione sostituendola con un’altra, per la mente emozionale le convinzioni sono sempre assolutamente vere.
Ecco perché è difficile ragionare con chi è emotivamente turbato. Qualunque sia la solidità razionale del ragionamento che si effettua non ha alcuna rilevanza
se l’interlocutore è “sequestrato” dalla sua
mente emozionale.
Nel mondo delle relazioni, anche professionali, la
mente emozionale può affermare in modo categorico
che: “lui è arrabbiato con me”, “lei è una
bugiarda”, “hai torto e non riuscirai a convincermi”,
producendo un giudizio emotivo, impulsivo,
istintivo ed immediato che condiziona la relazione
di contenuto.Proprio perché istintivi e semplicistici, questi “giudizi emotivi” su persone, cose e situazioni sono spesso errati e precipitosi e anche se con una successiva riflessione “non si vorrebbe aver fatto”,
influenzano pesantemente la qualità futura della
relazione.
Alcune ricerche hanno dimostrato che nei primi
millisecondi non solo percepiamo il soggetto con
cui siamo in relazione, ma se esso ci piace o meno.
La percezione della mente emozionale quindi non
solo determina l’identità di quello che vediamo ma
anche un giudizio emotivo sulla persona o la situazione

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